L'Incanto di cenere - Laura MacLem


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uljanka
Sua Luminosa Oscurità
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MessaggioInviato: Gio 27 Feb 2014 12:25 pm    Oggetto: L'Incanto di cenere - Laura MacLem   

Premetto, io sono una sorta di fangirl (o fan lady) di quest'autrice. La seguo da quando pubblicava con altro nome e con altra casa editrice, e ho sempre apprezzato la sua prosa lirica ma non pesante e il suo elegante cinismo.

Questo libro l'ho aspettato con ansia, ho seguito sulla fanpage dell'autrice le sue vicissitudini editoriali e non appena ho saputo della pubblicazione l'ho comperato e me lo sono letto in meno di diciotto ore.

Quindi, primo punto a favore, è scorrevole e appassionante.

Secondo punto a favore la scrittura. La nostra Laura scrive divinamente. Gli ammiratori della "prosa trasparente" - che diamine sia non mi è ancora chiaro... - forse storceranno il naso qui è là per la fioritura troppo lussureggiante degli aggettivi e delle metafore ma qui non siamo di fronte alla pura cronaca di un evento soprannaturale ma alla tessitura di un incanto. Quando bisogna essere diretti e crudi la MacLem non si tira di certo indietro, ma quando bisogna ammaliare e "fatare" sa trovare il giusto abracadabra.

Terzo punto a favore è la trama. E' la classica rielaborazione di una fiaba, con ruoli ribaltati. Qui ci sono una Cenerentola maligna e le buone sorellastre ma questa rielaborazione è secondo me, nel suo spirito gotico e nel suo immaginario a tinte forti, molto più fedele alla versione originale dei Grimm delle varie versioni edulcorate. La buona vecchia Aschenputtel era simbolo della vittoria dell'innocenza e della bontà sulla perfidia e sull'avidità. Ma a trionfare era un "bene" ctonio, radicato nell'oscurità dell'oltretomba che nel trionfo non può che far strame degli sconfitti (tale natura ctonia del bene si manifesta anche in altre fiabe tedesche come "Frau Holle" e "Schneewitchen"). Anche nell"Incanto" a trionfare è un Bene legato alle forze ctonie, alla Madre Terra, un Bene che chiede agli adepti un sacrificio di sangue.

Quarto punto a favore: le citazioni e i parallelismi intelligenti di cui il romanzo è infarcito. Una buona storia non può che richiamare alla memoria mille altre storie simili, rendere omaggio alle narrazioni (letterarie, cinematografiche, fumettistiche...) che l'hanno preceduta e spingere il lettore a cercare oltre.

Detto questo bisogna riconoscere che non si tratta di un capolavoro assoluto, di una pietra miliare del nuovo fantasy italiano. E' un opera di buona fattura, di ottimo mestire, è un'interessante evoluzione della scrittura dell'autrice, un romanzo godibilissimo che è nettamente superiore a molte opere di genere, ma non è esente da pecche.

La più grave è che nei punti in cui il potere della Cenerella maligna si manifesta la sospensione dell'incredulità scricchiola. Christelle, strega figlia di strega, non ama ordire incanti nell'ombra, cautamente, ma manifestarsi in maniera esagerata, granguignolesca, compremettendo in questo modo la riuscita di tutti i suoi piani.
E se l'orgia macabra ha senso quando la villain entra in scena durante il gran ballo che tutte le bimbe conoscono e sognano, dà molto più fastidio la morte per cause innaturali del padre della giovane Christelle, durante la festa che celebra il matrimonio del Conte con la Matrigna, ove il sovrannaturale si manifesta in modo quasi pacchiano davanti a tutti, e nessuno muove un dito.

Il bene e il male canonici, che qui sono sotto l'egida di due numi che possono essere definiti come una sorta di Dea "Mater Tenebrarum" protettrice delle streghe maligne e un Dio "Pater Coelestis" pseudocristiano, sono due essenze, protagoniste di un'eterna lotta, sono fondamentalmente ottuse, ognuna è caparbiamente convinta della propria vittoria finale e perciò destinata ad essere sconfitta. L'elemento positivo e risolutivo è rappresentato da una Dea Madre primigenia, benigna e ctonia, la cui portavoce è la vecchia governante Berta (non per nulla Bertha o Perchta è la Befana alpina, ipostasi "meridionale" di Holda-Holle, la consorte di Wodan). Morta Berta la Dea darà forza alla protagonista, Genevieve.

Tale elemento vincente però è abbastanza stereotipato, anche se la buona sorellastra saprà dare ad esso una sua dignità, "servendolo" in modo originale e intelligente.

Per ora basta... avrei bisogno di sentire una seconda voce in questa discussione. Io consiglio di leggere il libro, che è in ogni modo intrigante e pieno di fascino. Qualcuno l'ha letto già e vuole esprimere il suo parere, casomai con parole meno arzigogolate delle mie.
E io, che sono Tenebra, altro non posso vedere se non la Luce, e perciò sono la Luce.

Quando qualcuno dice 'io non credo nelle fate' da qualche parte una fata ride e prepara il suo fucile.
Elyria
Anjin
Messaggi: 4837
Località: fra la terra e il mare
MessaggioInviato: Gio 27 Feb 2014 12:36 pm    Oggetto:   

Ho letto con molto piacere il libro di Lem ^__^. Hai già detto molto tu ma ne parlerò volentieri anch'io ^_^. Posso intanto dire che ho letto altre rivisitazioni di Cenerentola, ma questa mi ha incantato.
http://novatlantide.wordpress.com/

Caoticista nell'animo.
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