Marco Davide


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Autore Messaggio
franz
Mago Mago
Messaggi: 5731
Località: Milano
MessaggioInviato: Dom 20 Apr 2008 8:01 am    Oggetto: Marco Davide   

Piacevole ospite al Fantasio 2008, Marco frequenta già FantasyMagazine ed è disponibile a discutere del suo libro 'La lama del dolore" http://www.fantasymagazine.it/notizie/8507/
- Sei un pessimista o un ottimista?
- Sono un pessimo ottimista
Edwin di Wytryn
Eldar
Messaggi: 361
Località: Al margine del foglio, tra le parole non scritte...
MessaggioInviato: Dom 20 Apr 2008 19:29 pm    Oggetto:   

Come ho fatto con gli altri autori qui presenti, lascio anche qui la stessa domanda, per avere più impressioni (ed esperienze) possibili:

Cosa consiglieresti a un giovane esordiente in cerca di pubblicazione?

Di affidarsi a una agenzia letteraria o a un agente?
Di cimentarsi con i concorsi?
O di inviare a una serie di editori selezionati?

Graditissime le esperienze personali. Wink

Grazie!
Luca
LotharB
Nano
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Località: Roma
MessaggioInviato: Dom 20 Apr 2008 20:29 pm    Oggetto:   

Innanzitutto ci tengo a ringraziare Fantasy Magazine per lo spazio offertomi in seno al forum.

Passo poi a rispondere ai quesiti proposti da Edwin... Wink

Comincio dalla mia esperienza personale. Ho scritto la 'Trilogia di Lothar Basler' fra il 1997 e il 2001 come valvola di sfogo creativa delle emozioni accumulata in una certa fase della mia vita. Senza pensare alla pubblicazione, ma soltanto ad un modo per dare forma a quel che mi premeva dentro. Concluso il terzo volume, mi sono sentito soddisfatto di quanto compiuto e tanto bastava. Solo un paio di anni dopo, spinto da chi l'aveva letta, ho pensato realmente a mandarla in giro per gli editori. Ho stilato una mia lista di case (potenzialmente) interessate al fantasy, ho escluso quelle che richiedevano un contributo alla pubblicazione (scelta personale, non ho nessuna remora specifica nei loro confronti) e le ho contattate. A quelle che m'hanno confermato interesse tramite risposta, ho spedito il materiale. Alla fine, sono stati due gli editori che si sono fatti avanti per offrirmi un contratto. Ho scelto la Curcio ed ora eccomi qua.

Insomma, ho scritto senza pensare davvero alla pubblicazione, sia perché non era il mio obiettivo primario, sia perché, da buon realista, mi rendevo conto delle mille difficoltà. Non pensarci non vuol dire non sognare, ci tengo a precisarlo. Quando ho deciso d'inviare il manoscritto, il desiderio c'era eccome. Ma l'ho affrontato sempre con realismo. I sogni si avverano raramente, ma già esistendo compiono il loro dovere: farci sognare.

Quindi il mio primo consiglio è di carattere pragmatico: chi scrive col sogno di essere pubblicato lotti sino alla fine ma non si faccia mai schiacciare dal peso dell'aspettativa.

Agenzie letterarie... mmmh, in proposito ho sentito tutto e il contrario di tutto. A mio avviso ci sono dei pro e dei contro, le spese eventuali vanno ponderate e bilanciate coi risultati offerti. Non ho esperienza diretta ma molti degli esordienti pubblicati di cui ho notizia l'anno spuntata anche senza.

Concorsi ne ho fatto solo uno, ottenendo fra l'altro una dignitosa 'medaglia di legno' (venivano premiati i primi tre... indovinate chi è arrivato quarto? Rolling Eyes ). Si trattava di un racconto fantastico (fantascienza un pò particolare...) a tema. Prima di ricevere l'offerta di pubblicazione, ho vagliato l'idea di partecipare ad altri, avevo anche pronto il racconto. Poi l'offerta è arrivata e il poco tempo a disposizione l'ho dedicato a Lothar. Comunque ritengo i concorsi un'ottimo banco di prova dal quale cominciare.

Degli editori selezionati ho già detto...

In ultimo, lo dico con tutta l'umiltà del caso, ci vuole anche fortuna. La capacità dev'essere presente, ma non è condizione sufficiente, semmai necessaria. Non so altrove, ma di certo in Italia non è per niente rose e fiori.

Ma arrendersi mai! Wink
Elyria
Anjin
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Località: fra la terra e il mare
MessaggioInviato: Dom 20 Apr 2008 22:02 pm    Oggetto:   

Ciao, mi fa molto piacere trovarti qui.

Vorrei chiederti come definisci il tuo genere gothic: è un termine forse abusato, ma io ho avuto l'impressione che per te indichi non solo un'ambientazione, ma anche uno stato d'animo: la decadenza, la distopia dei luoghi, della città, nel tuo romanzo si riflettono nella caratterizzazione dei personaggi, tutti in qualche modo "provati".
Non ci sono vampiri o castelli abitati da fantasmi...intendi gothic come fantasmi dell'anima?

Grazie per la tua risposta. Sto scrivendo una recensione sul tuo romanzo, e desidero capire fino in fondo. ^___^
http://novatlantide.wordpress.com/

Caoticista nell'animo.
MessaggioInviato: Dom 20 Apr 2008 23:15 pm    Oggetto:   

Ciao Kinzica,
definisco il mio romanzo gotico per l'ambientazione ma, come giustamente rilevi, non soltanto. E' gotico nella cupezza delle atmosfere, nella densità delle ombre fuori e dentro chi lo vive. Non semplicemente le ombre più scontate di demoni e creature mostruose: mi riferisco anche al quotidiano e all'ordinario, che ho cercato di dipingere in chiaroscuro, con più tenebre che luce. La decadenza che citi è uno dei tanti elementi funzionali a rendere quanto sopra. E i personaggi, sopra ogni cosa, incarnano lo spirito del romanzo. Vivono di conflitti, di sentimenti intensi, nel bene o nel male. Visti da questo lato, sono un pò 'romantici', in senso letterario, ma calati in un contesto da medioevo sporco, contaminato di presenze occulte, finiscono con l'esprimere caratteri gotici.
Non vedi castelli infestati, né vampiri, è vero. A parte che ti consiglio di dare tempo alla trilogia (senza anticipare niente Wink ), che soprattutto nell'ultimo volume virerà sull'orrorifico, il gotico cui mi riferisco ha in effetti più a che fare con la tenebrosità di fondo che con certi stilemi letterari.

Grazie per lo spunto riflessivo, ad ogni modo. Inutile aggiungere come attenderò riferimenti a proposito della tua recensione. Wink
LotharB
Nano
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MessaggioInviato: Dom 20 Apr 2008 23:19 pm    Oggetto:   

Abbiate pazienza, dopo i trenta le sinapsi tendono ad ingripparsi... Rolling Eyes
L'Ospite di sopra sono ovviamente io...
Negróre
dannatamente umano
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MessaggioInviato: Lun 21 Apr 2008 11:57 am    Oggetto:   

Lascio un'orma anche qui! Very Happy
Leggendo la tua risposta a Kinzica, mi sento ancor più attratto dal tuo romanzo. Ho la netta impressione che abbiamo molto in comune, noi due, come scrittori (soprattutto quando parli di ombre dense fuori e dentro).

Stiamo a vedere... intanto farò mia una copia. Poi vediamo.
Un sorriso, Andrea
LotharB
Nano
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Località: Roma
MessaggioInviato: Lun 21 Apr 2008 13:55 pm    Oggetto:   

Negróre ha scritto:
Lascio un'orma anche qui! Very Happy
Leggendo la tua risposta a Kinzica, mi sento ancor più attratto dal tuo romanzo. Ho la netta impressione che abbiamo molto in comune, noi due, come scrittori (soprattutto quando parli di ombre dense fuori e dentro).

Stiamo a vedere... intando farò mia una copia. Poi vediamo.


Ciao Andrea, condividiamo la stessa impressione.
Pur non avendo ancora avuto il piacere di leggere niente di tuo, ti seguo 'lateralmente' da qualche tempo. Nel redigere la lista di editori potenzialmente interessati a Lothar, bazzicavo le librerie a vedere chi pubblicava il fantasy. Ora, della Nord sapevo già, ma ricordo benissimo il giorno in cui in una Arion qui a Roma intercettai il tuo Arcimago Lork. In seguito m'informai sull'autore italiano in copertina (all'epoca ce n'erano davvero pochissimi) e presi a seguire, pur senza mai intervenire, l'evoluzione del tuo sito e del tuo blog.
Come in seguito m'è capitato con Giannone, m'è venuta voglia di leggerti quando in libreria era diventato meno facile trovarti. In particolare, in un periodo in cui cerco di non aprire nuove saghe senza chiudere le vecchie, sarei molto interessato a mettere le mani sulla tua Rocca dei Silenzi. Prima o poi accadrà.
Tutto questo preambolo per dire che, seppur non conoscendoti, ho inteso a grandi linee il tuo percorso e il tuo carattere di scrittore. Ho letto delle tue considerazioni in merito all'esordio con la trilogia delle Gemme dell'Equilibrio e all'evoluzione che hai avuto durante gli anni, nonché al tuo rapporto con i pregi ed i difetti degli inizi. Le sento molto vicine a me. Ad oggi ho pubblicato un solo volume, ma l'ho scritto undici anni fa quindi, da dietro le quinte del lavoro che nel frattempo ho svolto, posso compiere lo stesso processo.
Inoltre, io credo che abbiamo in comune diversi contenuti. Non posso esprimermi sulla forma e sullo stile, perché poi ognuno ha il suo modo di rendere gli argomenti in parole.
Su questo magari ci confronteremo a suo tempo. Wink
Negróre
dannatamente umano
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MessaggioInviato: Lun 21 Apr 2008 14:48 pm    Oggetto:   

Proprio ne "La Rocca dei Silenzi" troverai l'Andrea più maturo e, soprattutto, l'Andrea più vicino a quanto tu dici di te (se le premesse saranno rispettate).
Quindi sì, credo il romanzo di cui sopra possa incontrare i tuoi gusti o, quanto meno, incuriosirti.

Circa la maturazione attraverso le opere, non sono così certo che il mio esordio tanto acerbo m'abbia giovato "commercialmente" (ironico, perché sono certo d'aver perso lettori in partenza, per sempre e più di quanti ne avrei persi altrimenti - dati alla mano). Sicuramente ha giovato alla mia maturazione, perché scontrarsi con i propri limiti in modo pubblico, pur essendone in gran parte già consapevole, è molto più duro che affrontarli in solitudine (o assieme alla benevolenza degli amici). Il "molto più duro" si traduce in un "molto più fruttifero". Smile
Un sorriso, Andrea
LotharB
Nano
Messaggi: 141
Località: Roma
MessaggioInviato: Lun 21 Apr 2008 20:10 pm    Oggetto:   

Che sia più duro non ci piove! Rolling Eyes
Rapportandomi a 'La Lama del Dolore' dico sempre che, si, lo stile e la padronanza della penna sono andati affinandosi, sia all'interno del romanzo stesso che, a maggior ragione, della trilogia tutta. E il processo è continuato nelle cose che ho scritto dopo e che sto ancora scrivendo. E' naturale, dopotutto, la scrittura è un'arte, puoi partire da una base solida e di belle speranze quanto vuoi, ma l'esperienza non sarà mai un optional. E non mi riferisco solo alla qualità (più o meno assoluta) di quel che si scrive, ma anche a quanto l'autore la sente propria. La strada va cercata, va trovata... e poi seguita, senza soluzione di continuità, che le curve sono molte e le svolte altrettante, sia quelle da imboccare per crescere che quelle da evitare per non inciampare.
Malgrado tutto ciò, Andrea, riconosco che quasi tutto il me scrittore è già là, in quel romanzo d'esordio. A tratti ancora un pò grezzo, forse, ma la radice è quella. E questo un pò mi conforta.
Per te è lo stesso?
Negróre
dannatamente umano
Messaggi: 2562
MessaggioInviato: Mar 22 Apr 2008 9:30 am    Oggetto:   

No, in tutta sincerità... no, Marco.
L'Andrea de "Le sette gemme" (il primo romanzo) è davvero molto acerbo. La trilogia è l'Andrea di oggi nell'intento: di grande respiro, con una vastissima ambientazione e con temi che rimandano direttamente alla nostra realtà. Diciamo che il mio esordio conteneva - contiene - tutte le intenzioni, ma non la loro valida realizzazione.
L'unica cosa che c'è, e molto più di quanto si possa evincere da "La Rocca dei Silenzi", è l'intreccio curato nei minimi particolari e, per questo motivo, spesso fuorviante (perché la verità fuorvia, se curata nei dettagli). Come ho sempre detto - tante volte che l'avrai già letto, immagino - la mia trilogia è un perfetto meccanismo, un orologio svizzero. Ma le manca maturità e questo, purtroppo, influisce pesantemente sulla sua godibilità, perlomeno nel primo libro.

Ma resta il valore che ha avuto per me: senza non sarei lo scrittore che sono oggi, né avrei avuto tanto tempo per maturare un mio metodo di scrittura e per capire cosa è adatto a me e cosa, invece, m'intralcia nell'arte che tanto amo e tento di non svilire.

Quindi, Marco, ben venga che il tuo romanzo sia un vero esordio, cioè non il decimo romanzo, da navigato "inedito" che diventa finalmente "edito". Sono profondamente attratto dalla figura dello scrittore - da quello che riesce a concretizzare i suoi sforzi, non da quello che si lamenta di chi pubblica, degli editore, del mondo tutto e poi non ha mai veramente rivisto un suo romanzo, con abnegazione (ce ne sono molti, ahiloro) - e questo tuo romanzo mi darà la possibilità di vedere il "diamante grezzo" che c'è in te e che ho già intravisto leggendo alcuni tuoi post nel tuo blog: capisco subito quando c'è passionalità nelle parole scritte di qualcuno e i romanzi fantasy privi di pathos - salvo rarissime eccezioni - li considero "un errore di genere". Smile
Un sorriso, Andrea
LotharB
Nano
Messaggi: 141
Località: Roma
MessaggioInviato: Mar 22 Apr 2008 12:14 pm    Oggetto:   

Hai usato una parola a me molto cara, Andrea, "passionalità".
Tendo a pensare che ogni scrittore (che ogni artista) produca la sua opera con passione. Non è sempre così, ovviamente, esistono parecchie operazioni meramente commerciali, ma a me piace pensarla a questo modo.
Malgrado ciò, un conto è infondere passione in quel che si scrive, un altro è riuscire a veicolarla fino al lettore.
Tornando a Kinzica che è intervenuta sopra, m'ha fatto enormemente piacere sentirle giudicare, altrove sul forum, 'La Lama del Dolore' un romanzo "vivo, sentito, scritto con passione".
Posso star qui a discorrere sui pregi e i difetti che concernono lo stile, la storia, la coerenza narrativa, e tutta una seria di altre considerazioni tecniche e non. Sarebbe importante... anzi lo è. Altrimenti ridurremmo la scrittura ad improvvisazione...
Ma io ritengo i buoni libri un'alchimia di fattori che difficilmente si realizza se non trasmettono la passione di chi li ha scritti.
Come autore, è la mia aspirazione principale. Se un giorno si dirà che scrivo in maniera impeccabile, che le mie storie sono affreschi mirabili popolati di personaggi credibili, ma che non vi si respira passione... non avrò raggiunto appieno il mio obiettivo. Mai.
Elyria
Anjin
Messaggi: 4837
Località: fra la terra e il mare
MessaggioInviato: Mar 22 Apr 2008 23:22 pm    Oggetto:   

Che bello leggervi, siete i miei scrittori italiani fantasy preferiti.

Per Marco: non ho nostalgia, dopo aver letto il tuo libro, di fantasmi e vampiri. Va bene così. ^___^. Si sente che qualcosa farà una bella conflagrazione, prima o poi. Striscia sotto pelle, se riesco a spiegare la sensazione. Aspetto con curiosità il seguito.

Naturalmente ti aggiornerò sulla mia rece.

Cris
http://novatlantide.wordpress.com/

Caoticista nell'animo.
Negróre
dannatamente umano
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MessaggioInviato: Mer 23 Apr 2008 9:57 am    Oggetto:   

Tutto molto chiaro, Marco, e condivisibile.
Vi sono certi apprezzamenti dei lettori che toccano più di altri. Anche per quanto mi riguarda i più piacevoli sono relativi alla sfera emotiva. È una sferzata d'entusiasmo essere riuscito a far vivere emozioni forti ad alcuni lettori, a suscitare in loro sentimenti viscerali e istintivi, paragonabili a quelli suscitati da un film... sono "semplici" parole nere su sfondo bianco, in fondo! Non abbiamo luci, suoni, colori e movimento per riuscirci... Di conseguenza è una magia riuscire a tanto, un dono cui non possiamo voltare le spalle e che, dal un punto di vista strettamente personale e come dice Mariangela nella sua discussione, non riesco a considerare puro "mestiere".
Il mestiere incanala l'energia, ma l'energia scaturisce da altro...

Tutto questo c'entra, perché a mio avviso la passionalità con cui si scrive è elemento fondamentale dell'energia necessaria a trasmettere emozioni (tutte le emozioni). Un autore passionale è un autore che sente il testo e che, se sufficientemente ferrato, riesce a farlo sentire - e un simile autore, per rivedere bene il proprio romanzo, dovrà raffreddarsi un po' a prima stesura ultimata. (Una di quelle verità regalate dalla mia editor e che metabolizzai e reputai tale soltanto un paio di anni dopo: un editor così, ragazzi, è una miniera d'oro per lo scrittore.)

Kinzica, sarebbe bello che non parlassimo soltanto tra noi. I tuoi segnali di presenza sono più che graditi, dunque: fanno sembrare il dialogo meno "privato" e mi piace.
In fondo questo canale è qui per i lettori, non per gli scrittori.
Un sorriso, Andrea
mikimago
Bombadil
Messaggi: 817
Località: Pozzallo (RG)
MessaggioInviato: Mer 23 Apr 2008 11:15 am    Oggetto:   

Concordo con entrambi circa la centralità della passione nella scrittura.
Si possono scrivere opere ineccepibili sotto il profilo tecnico ma aride, prive di quella forza capace di trascinare il lettore alla pagina successiva o di farlo immedesimare nella vicenda al punto da farlo soprassedere anche di fronte a qualche "svarione" (qualcuno magari mi accuserà ora di stare giustificando una scarsa preparazione tecnica; non ho la coda di paglia e la cosa non mi tange più di tanto).
Bene ha fatto, in tal senso Andrea, a citare i romanzi di genere anglosassone (che, a differenza di lui, io bazzico) che sono ineccepibili sotto l'aspetto documentale ma che spesso (non sempre: anche qui non ha senso generalizzare) sembrano scritte sulla base di un'equazione valida per tutte le opere.


Negróre ha scritto:

Kinzica, sarebbe bello che non parlassimo soltanto tra noi. I tuoi segnali di presenza sono più che graditi, dunque: fanno sembrare il dialogo meno "privato" e mi piace.
In fondo questo canale è qui per i lettori, non per gli scrittori.


Mi accodo all'invito di Andrea.
Non statevene dietro le quinte. Intervenite: è costruttivo confrontarsi con chi i nostri romanzi li ha letti o potrebbe leggerli.

Venghino, lettori, venghino... Wink
Segui la strada per tornare a Krune:


http://www.darioflaccovio.it/scheda/?codice=DF8722
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