Editoria


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Marina
Bracchetto del Cheshire
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MessaggioInviato: Mer 16 Giu 2010 13:55 pm    Oggetto: Editoria   

Mi sono appena resa conto che, incredibilmente, non abbiamo mai aperto questo thread. Ma sicome ho la RAM di una vongola, non sono andata solo a memoria ma ho controllato anche col cerca e... No, non l'abbiam proprio mai aperto, anche se discussioni incidentali sull'argomento ne abbiamo avute tante.

Allora lo propongo io per trovare un posto a notizie, curiosità, domande, riflessioni, quisquilie, pinzillacchere e tutto ciò che vi viene in mente sul tema.

Metto in OT piuttosto che in Leggere Fantasy perché non voglio il paletto di genere a priori, anche se probabilmente la maggiro parte delle discussioni saranno sul fantastico.

Che ne dite?
ringstorm
Giullare del Massacro
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MessaggioInviato: Mer 16 Giu 2010 19:39 pm    Oggetto:   

bella idea, marina. Very Happy

comincio io: che ne pensate degli editori a pagamento?
Era brilligo e gli unsci tovi / girondavano sulla rava, / eran birbizzi i borogovi / e il momo ratso ultragrattava

Asher_85
Hidden Persuader
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MessaggioInviato: Mer 16 Giu 2010 22:19 pm    Oggetto:   

Che a quel punto conviene andare in tipografia Mr. Green
Farò outing: mi piacerebbe lavorare nel settore editoriale come editor. Però, a quanto ho capito, c'è in giro una situazione piuttosto blindata Rolling Eyes
nisana
Tai'shar Malkier
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MessaggioInviato: Mer 16 Giu 2010 22:30 pm    Oggetto:   

Anche a me, Asher! Anche se non nego che il mio sogno è sempre stato fare la traduttrice! Ma anche qui ci sono poche speranze...
Vita prima della morte. Forza prima della debolezza. Viaggio prima della destinazione.
un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Mer 16 Giu 2010 22:44 pm    Oggetto:   

Essì, piacerebbe anche a me ed è in questo settore che sto disseminando i miei CV. Rolling Eyes

Per gli editori a pagamento, sì meglio una tipografia a questo punto. Confused
nisana
Tai'shar Malkier
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MessaggioInviato: Gio 17 Giu 2010 8:01 am    Oggetto:   

Invece, secondo me, rispetto agli editori a pagamento, sarebbe meglio l'autopubblicazione su internet. Che ne dite? Per gli autori è gratuito (o quasi, se si ha un amico programmatore Wink, per i lettori pure...
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Agar Cioccolato
Gollum
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MessaggioInviato: Gio 17 Giu 2010 10:05 am    Oggetto:   

nisana ha scritto:
Invece, secondo me, rispetto agli editori a pagamento, sarebbe meglio l'autopubblicazione su internet. Che ne dite? Per gli autori è gratuito (o quasi, se si ha un amico programmatore Wink, per i lettori pure...


considerando che la maggior parte della roba che si pubblica a pagamento è lordura, pubblicando su internet magari si viene letti dallo stesso numero di gente ma nessuno ci perde quattrini e gli alberi ringraziano. Per chi ha bisogno di una pubblicazione per motivi privati spende meno ad andare da un buon tipografo, se invece uno ha scritto un libro davvero bello ma che nessun editore normale gli accetta (e non è facile, perchè al di là dei grandi nomi ci son tante piccole case editrici), ci spende comunque meno a usare i tipografi e venderlo da sè.

Certo che a pubblicare sul web ed essere letti è comunque necessario un buon tam tam.


Voldemort vincerebbe tutti i reality perchè è Colui-Che-Non-Può-Essere-Nominato.
Palin
Re sotto la montagna
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MessaggioInviato: Gio 17 Giu 2010 11:03 am    Oggetto:   

Vedo che il thread è (stranamente? Mr. Green) degenerato in una delle solite diatribe.

Lo ritengo un buon punto di inizio, ma forse posto così è troppo vago e rischia di mischiare più punti di vista (lettori, collaboratori, editor) e a troppi livelli di conoscenza dell'ambiente.

Ripartendo dal post originale e cercando di trovare un punto di incontro per tutti, vorrei cercare una risposta alla domanda sul perché le edizioni economiche in Italia sono poche, e spesso addirittura si fanno seconde edizioni economiche sempre degli stessi libri (parlo del fantasy, ma anche della fantascienza e mi limito a questo perché degli altri generi e del mainstream non ho molto riscontro).

Leggendo anche newsletter di editori esteri (principalmente inglesi, americani e austrialiani), vedo che questi hanno delle collane in cui il paperback è a volte garantito (addirittura la data di uscita è definita contemporaneamente all'edizione a copertina rigida) e a volte è l'unica edizione presente...
TK7 should, of course, be named Neville – Neville and Luna, a match made in heaven.
Marina
Bracchetto del Cheshire
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MessaggioInviato: Gio 17 Giu 2010 11:30 am    Oggetto:   

Se non baglio (premdimi con le molle, magari Martina ci saprà precisare meglio), le edizioni economiche si fanno allo scattare della tot. copia venduta.
Siccome qua nel Terzo Mondo letterario non è che ci sian molti libri che raggiungono il traguardo, cerdo che la ragione stia tutta lì Wink
Incantatore dalle 9 vite
Eroico scoiattolo Eroico scoiattolo
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MessaggioInviato: Gio 17 Giu 2010 12:23 pm    Oggetto:   

Mi piacerebbe lavorare come nell'editoria?
Temo che sarei molto severo, forse troppo. In alcuni casi troppo poco. Ho dei gusti molto particolari.
Certo, mi piacerebbe farlo con i romanzi che mi piacciono. Ma sarei in grado di sorbirmi ore e ore e ore di imitazioni di twilight preché il mercato tira in quella direzione? O di non poter dire la mia leggendo cose su cui non concordo affatto?
E quei periodi in cui leggere mi risulta faticoso, pesante e noioso?
Non so.

Confused

Palin ha scritto:
vorrei cercare una risposta alla domanda sul perché le edizioni economiche in Italia sono poche

E' un cane che si morde la coda. In Italia non si legge abbastanza perché facciano le edizioni economiche, e non ci sono abbastanza edizioni economiche perché si legga abbastanza.

Ma propendo per la seconda parte dell'affermazione.

Tanto è vero che mi compro i libri in ingelse per questioni di prezzo, anche se sono disponibili in italiano. Così aiuto l'editoria britannica e americana e faccio danno all'editoria italiana (che pure mi deve molto, intendiamoci).
Ma quando l'editoria italiana arriva a costarmi anche l'800% in più io comincio a pensare che mi prenda per i fondelli.
Nipote di Pick e Inkyfhrd !
Palin
Re sotto la montagna
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MessaggioInviato: Gio 17 Giu 2010 12:52 pm    Oggetto:   

Marina ha scritto:
Se non baglio (premdimi con le molle, magari Martina ci saprà precisare meglio), le edizioni economiche si fanno allo scattare della tot. copia venduta.
Siccome qua nel Terzo Mondo letterario non è che ci sian molti libri che raggiungono il traguardo, cerdo che la ragione stia tutta lì Wink


Questo l'avevo capito, ma la domanda era di livello superiore. In molti casi all'estero, l'edizione economica fa parte del piano editoriale. Mi chiedo se qui da noi esista il piano editoriale di per sé, se usciamo al di fuori dei soliti nomi (gli Oscar Mondadori, piuttosto che BUR, ecc.). Se io individuo un autore, chessò Tor (per citarne una) so che posso scegliere, sin dal primo libro della collana, se comprare l'hardcover o il paperback perché se uscirà il paperback me lo dicono prima... qui ancora devo capire se di un libro verrà pubblicato il seguito e la cosa si estende anche alle traduzioni, sul cui materiale credo esista un certo grado di certezza.
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Marina
Bracchetto del Cheshire
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MessaggioInviato: Gio 17 Giu 2010 12:59 pm    Oggetto:   

Beh, ma essendo il livello di cui parli subordinato alla questione della barriera di tot copie, perché da noi infrangerla è caso più unico che raro, non mi sembra che la questione si sposti di un mm. Non metto in conto in astratto un paperback in un Paese dove vendere duemila copie è già un traguardo, no?

Ho scordato di rispondere anche a Ring: dell'editori a pagamento penso tutto il male possibile, incluso il sistema doppio binario.
Palin
Re sotto la montagna
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MessaggioInviato: Gio 17 Giu 2010 14:38 pm    Oggetto:   

Marina ha scritto:
Beh, ma essendo il livello di cui parli subordinato alla questione della barriera di tot copie, perché da noi infrangerla è caso più unico che raro, non mi sembra che la questione si sposti di un mm. Non metto in conto in astratto un paperback in un Paese dove vendere duemila copie è già un traguardo, no?


È una questione di modello di business. I lettori sono pochi ma leggono molto, e soprattutto in certi casi comprano (facendo sacrifici) anche libri che toccano i 30€. Sono prezzi che sono giustificati solo da un regime di monopolio dovuto alla barriera linguistica, ma il concetto è che la situazione posta in questi termini è destinata a involversi (e chi può, passa ai prodotti succedanei, siano essi gli originali o la pirateria).

Ci sono case editrici che fanno di tutto per far uscire libri a prezzo abbordabile (magari direttamente in brossura), altre che preferiscono non farlo... cercavo di capire questa differenza.
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ringstorm
Giullare del Massacro
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MessaggioInviato: Gio 17 Giu 2010 16:48 pm    Oggetto:   

@palin: considera anche che le nazioni di cui parli hanno un'economia più movimentata della nostra: quando il soldo gira più liberamente, c'è più consumismo e la gente si può permettere di comprare prima l'edizione economica per vedere se il romanzo gli piace, a quel punto compra l'edizione rilegata per "collezione".

qui da noi sono per primi i piccoli editori che hanno prezzi alti perchè non c'è commercio, i grandi marchi schiacciano quelli più piccoli e il libero mercato ristagna, con la conseguenza di dover obbligatoriamente tenere i prezzi alti per rientrare con le spese.

io ho notato che la fanucci, ad esempio, emana i paperback solo dopo un paio d'anni dalla pubblicazione del titolo in questione nella collana "costosa". sicuramente lo fa per liquidare il vecchio titolo ma senza mandarlo fuori catalogo, in modo da incentivarne la vendita e al contempo favorire la pubblicazione di nuovi titoli a prezzi interi. in questo modo, con i paperback si tengono coperti, e recuperano i soldi investiti nelle edizioni rilegate nel caso vendano male.

comunque, il mio primo post si riferiva agli editor a pagamento, non le case editrici. ho sbagliato a scrivere! Rolling Eyes

@nisana: anche a me piacerebbe lavorare come editor, ma come si fa!!!!
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Marina
Bracchetto del Cheshire
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MessaggioInviato: Ven 18 Giu 2010 11:46 am    Oggetto:   

Palin ha scritto:


È una questione di modello di business


ah, 'modello di business' applicato ai colossi italiani? Rido Wink Non di te eh, ma di loro. L'idea che mi son fatta tartufando qua e là è che anche in questo caso siamo nel Terzo Mondo. Cose che in USA sono ormai all'ordine del giorno qua non sono ancora neanche arrivate. Siamo a livello di paesotto rurale contro la metropoli. E se lo vedo io che di editoria so ben poco, è macroscopico che non lo vedano loro.

Giusto adesso qualcuno si affaccia timdiamente a Twitter e già gli sembra di far chissaché (e poi alcuni lo usan pure male: per es come puoi twittare solo con un link, senza dire nemmeno di che parla? Io non eprdo tempo a cliccare su tutti i link che mandi se non ci metti almeno uno straccio di titolo per dirmi almeno l'argomento. Bene, c'è una grossa casa editrice che sta facendo esattamente questo), e se consideri che molti colossi non sono neppure attrezzati per la vendita online dei loro stessi libri (un controsenso, visto che è guadagno pulito dal distributore e dal libraio), va da sé che editoria italiana e modello di business sono due ossimori Laughing
Paradossalmente son le più piccole che si dan più da fare e son più creative, perché non vivono di rendite decennali su un sistema ormai ammuffito. Però coi mezzi che hanno chiaramente non riescono a procedere più di tanto.

Ring: ah no, editor allora è diverso. Editor a pagamento esterni (cioè non della casa editrice che ha deciso di pubblicarti) nulla di male, è un servizio e come tale è giusto che sia pagato. Non va affatto bene quando invece viene mascherato da agenzia. E riallacciandomi al discorso di Giuseppe, ecco un'altra cosa che in USA non sarebbe tollerata, ti radiano da tutte le directory rispettabili, se ti pizzicano.
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