L'evocatore


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Autore Messaggio
FantasyMagazine
Balrog
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MessaggioInviato: Gio 09 Set 2010 11:39 am    Oggetto: L'evocatore   

L'evocatore



Leggi la recensione.
uljanka
Sua Luminosa Oscurità
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MessaggioInviato: Gio 09 Set 2010 11:39 am    Oggetto: Re: L'evocatore   

Scorrevole, gradevole, ben illustrato lo è di sicuro.

Da quattro stelle? Quello no. Lo stile deve maturare. Ci sono troppe incertezze nella costruzione della frase e nella gestione dei punti di vista. Diciamo due stellette e mezzo, una sufficienza piena. Dal sei al sette tendente al sette meno meno. Ci sono momenti più che buoni ma anche molteplici cadute di stile (e di braccia del lettore).

E poi la cara Baal non è poi così spietata. E' un demone fin troppo accondiscendente e ragionevole, e sembra che giochi a far la cattiva, più che esserlo. Il personaggio però deve crescere. chissà.

Cinque stelle, personali, di simpatia, all'autrice.
E io, che sono Tenebra, altro non posso vedere se non la Luce, e perciò sono la Luce.

Quando qualcuno dice 'io non credo nelle fate' da qualche parte una fata ride e prepara il suo fucile.
MessaggioInviato: Gio 09 Set 2010 13:07 pm    Oggetto: Re: L'evocatore   

Ciao Gabriella, ho letto diverse opinioni in merito ad Amon Saga, e questo dopo avere scritto la recensione affinché non ne risultassi influenzato. Molte erano positive, altre un po' meno.
Detto questo, a differenza di altri, ho scelto di non andare a cercare il pelo nell'uovo nel testo di Paola. Si sa che un autore/autrice alla sua seconda opera debba senza dubbio migliorare nello stile e nella caratterizzazione dei personaggi, specie se si sta leggendo il primo volume di quella che diverrà una saga o un trittico. Il personaggio deve crescere, l'hai detto tu stessa, e io ho tutta l'intenzione di dargli il tempo per farlo.

Personalmente ho giudicato l'evocatore per quello che mi è sembrato: un romanzo piacevole e alla portata di svariate fasce d'età. Forse meritava 3 stellette, non lo so. Le mie 4 vanno a premiare il gigantesco sforzo nelle ricerche sulla demonologia, l'originalità della trama, l'adattabilità del testo (un po' meno per alcuni errori nell'editing), e per finire l'alta qualità dell'opera dal punto di vista grafico.

Comunque la tua è quella che si chiama senz'altro una vera critica costruttiva. Penso che Paola lo apprezzerà. ammicca

Un abbraccio,
Alfonso
Zweilawyer
Elfo
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MessaggioInviato: Gio 09 Set 2010 13:37 pm    Oggetto:   

Uljanka sei davvero molto, molto generosa.
Asher_85
Hidden Persuader
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MessaggioInviato: Sab 18 Set 2010 16:55 pm    Oggetto:   

Quasi finito di leggerlo (mi mancano gli ultimi due capitoli).
Mi è piaciuta la storia, non mi è piaciuto come è stata raccontata.
Ho apprezzato l'atmosfera a metà strada tra un manga e un episodio di Buffy l'Ammazzavampiri, ma nella scena SPOILER delle catacombe di Notre Dame il testo zoppica parecchio.
Baal l'ho trovata divertente, non mi è piaciuta Claire, un personaggio che si poteva gestire meglio IMO.
la vecchia strega
Elder Magistra
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Località: Nel labirinto della cervicale
MessaggioInviato: Mar 11 Gen 2011 0:26 am    Oggetto:   

C'è un Fan Fiction Contest sull'Amon Saga, se interessa a qualcuno può leggere qui
Smile
Leggo per legittima difesa!
__________
M.T.
Paladino Guardiano
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MessaggioInviato: Mar 11 Gen 2011 2:05 am    Oggetto:   

A prescindere dai gusti, non penso che possa essere considerata originale se diversi lettori vedono allacciamenti a serie note come quella di Buffy. Un'opera è originale se crea riferimenti nuovi, diversi dal conosciuto: un esempio, quando è uscito, è stato Io sono leggenda di Matheson che ha ribaltato i soliti canoni.
Ma se la Casini ha investito tanto sulla confezione (apparenza), perché non ha fatto altrettanto sull'editing (sostanza)? Che si presenti bene sugli scaffali è un conto, ma ciò non basta a farne una buona opera.
Valeria Nitto
Hobbit
Messaggi: 67
MessaggioInviato: Mar 11 Gen 2011 12:08 pm    Oggetto:   

Citazione:
Un'opera è originale se crea riferimenti nuovi, diversi dal conosciuto: un esempio, quando è uscito, è stato Io sono leggenda di Matheson che ha ribaltato i soliti canoni.



ed è proprio il nocciolo della questione: scrivere qualcosa di originale.
Per la nostra storia dovremmo pensare a un personaggio nuovo, che non sia stato già proposto.

Ribaltare i canoni del genere però, è tutt'altra questione... questo vuol dire essere dei geni.
Marina
Bracchetto del Cheshire
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MessaggioInviato: Mar 11 Gen 2011 12:25 pm    Oggetto:   

M.T. ha scritto:

Ma se la Casini ha investito tanto sulla confezione (apparenza), perché non ha fatto altrettanto sull'editing (sostanza)? Che si presenti bene sugli scaffali è un conto, ma ciò non basta a farne una buona opera.


sull'editing non saprei rispondere ma, visti gli estratti di questo libro apparsi in Rete, resto molto perplessa anch'io. Sul contenuto che replica serie già note (prendo per buono quel che dice Pia perché non ho letto il libro e non ho mai seguito cmq le serie nominate quindi non potrei riconoscerne gli influssi manco se l'avessi letto), io ritengo che il boom del fantasy abbia fatto sì che molti editori si siano buttati a pesce su questo genere non conoscendolo affatto e credendo che sia una collezione di cliché a manetta e di basso target (inteso sia come palato che come età). Parlo di impressione in generale, perché, di nuovo, queso testo non l'ho letto. Non è frutto di politica intenzionale ma di superficialità, e quindi di negligenza, senza dubbio. Il fatto poi che in effetti il boom del fantasy abbia fatto proseliti freschi e giovani e quindi con letture meno robuste all spalle, infiamma il circolo vizioso.

A prescindere da questo, e scorporando completamente il discorso marketing, la campagna di Casini è lodevole, se si guarda al livello medio italiano, e a me la cosa non dispiace affatto, sarebbe ora che ci americanizzassimo un po' in questo, visto che stiamo ancora al basso Medioevo in questo e molti altri aspetti dell'editoria (qualcuno ha nominato la parola 'agenti'? Mr. Green) Se poi il prodotto commercializzato è scadente, quello sarà il riscontro a dirlo, e l'editore pagherà per la sua scelta eventualmente errata. L'unico risvolto negativo è se, in questo frangente l'editore interpretasse il dato negativo come imputabile al genere in sé e non alla scarsa qualità del prodotto, perché questo penalizzerebbe manoscritti futuri. personalmente seguo con molta curiosità Newton Compton, dopo che avrà finito con Boscoquieto, che ritengo il livello più basso mai toccato dal genere. A giudicare dal clamore mediatico e dai dati su anobii, il secondo volume deve aver venduto un botto meno del primo, che rappresentava la novità dei primi baby boomer. E tuttavia il terzo volume, anche se è stato fatto slittare di 5 o 6 mesi rispetto ai piani iniziali, vedrà la luce. Il che significa che il secondo ha cmq retto a sufficienza. Se il terzo andrà ulteriormente in picchiata, e così anche l'altro titolo della casa editrice (ora mi sfugge il nome, sorry), temo che la NC chiuderà la sua parentesi fantasy, convinta che il genere sia quello e che il mercato così risponda invariabilmente.

Come si fa a far capire agli editori che si devono dotare di selettori qualificati per genere? Francamente non ne ho idea, c'è solo da sperare che bazzichino la Rete e colgano gli umori degli appassionati. E indubbiamente si parla di un processo educativo a lungo termine. Forse un deterrente è ravvisato anche nei costi, ma credo sia una percezione sbagliata perché i lettori di primo livello di una casa editrice vengono notoriamente pagati uno e una cicca, quindi si tratta solo non di investire in costi, ma in tempo di cercarsi lettori di primo livello competenti per genere.

In ogni caso, colgo l'occasione per osservare che moltissimi lettori di Fm criticano la politca delle case editrici ma quando poi, nella rubrica apposita, queste vengono intervistate, si ritirano in buon ordine anzichè andare a chiederne conto nella discussione relativa all'articolo. Non parliamo poi di un thread apposito sull'editoria aperto in questo forum e scivolato in millesima pagina alla velocità della luce nel disinteresse totale.
Tutti buoni a mugugnare solo nei propri blog e a darsi pacche sulle spalle l'un l'altro solo in quelle sedi? Sì, in effetti è la tattica dell'Italiano medio (e poi lo sputazzo libero e puramente iconoclasta fa accessi, specialmente fra gli aspiranti scrittori non ancora pubblicati e i pseudointellettuali con narcisismo ipertrofico), ma allora poi non ci si può lamentare che l'editoria di genere non cresca. Forse alla fine fa comodo così, altrimenti addio accessi.


Ultima modifica di Marina il Mar 11 Gen 2011 15:48 pm, modificato 1 volta in totale
Zweilawyer
Elfo
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MessaggioInviato: Mar 11 Gen 2011 12:45 pm    Oggetto:   

Marina ha scritto:
In ogni caso, colgo l'occasione per osservare che moltissimi lettori di m criticano l politca delle case editrici ma quando poi, nella rubrica apposita, queste vengono intervistate, si ritirano in buon ordine anzichè andare a chiederne conto nella discussione relativa all'articolo. Non aprliamo poi di un therad apposito sulle'ditoria aperto in questo forum e scivolato in millesima pagina alla velocità della luce nel disinteresse totale.
Tutti buoni a mugnare solo nei propri blog e a darsi pacche sull spalle l'un l'altro solo in quelle sedi? Sì, in effetti è la tattica dell'Italiano medio (e poi lo sputazzo libero e puramente iconoclasta fa accessi, specialmente fra gli aspiranti scrittori non ancora pubblicati e i pseudointellettuali con narcisismo ipertrofico), ma allora poi non ci si può lamentare che l'editoria di genere non cresca. Forse alla fine fa comodo così, altrimenti addio accessi.


Concordo. Resta da dire che anche gli editori non hanno molto interesse a rispondere. Nell'intervista a Flaccovio ho chiesto se nelle "pubblicazioni di qualità" fosse compreso anche Sitael, ma non ho ricevuto risposta...

Probabilmente nessuno vuole fare domande scomode perchè su FM ci sono parecchi utenti che sperano, un giorno o l'altro, di pubblicare, e quindi preferiscono profonde leccate allo scrittore/editore di turno.
Marina
Bracchetto del Cheshire
Messaggi: 4980
MessaggioInviato: Mar 11 Gen 2011 13:00 pm    Oggetto:   

Zweilawyer ha scritto:
Resta da dire che anche gli editori non hanno molto interesse a rispondere. Nell'intervista a Flaccovio ho chiesto se nelle "pubblicazioni di qualità" fosse compreso anche Sitael, ma non ho ricevuto risposta...


provo a ipotizzare due ragioni: alcuni editori non girano molto in rete, vuoi per sottostima della stessa, vuoi per ragioni di tempo, quindi può darsi che Flaccovio non abbia più pensato a ripassare dal canale; la seconda ragione è che, francamente, la tua osservazione era chiaramente provocatoria e porsi in modo provocatorio non raggiunge mai lo scopo: un editore può scegliere di confrontarsi con legittimi dubbi ma con la provocazione no, perché se è abbastanza furbo sa che poi finisce come nella discussione fra Gamberetta e l'editor di Einaudi, dove il pressing ringhioso della prima (ok, poveraccia, lei non ha altra modalità di confronto, consoce solo quel registro lì ma un editore non può saperlo) ha fatto ritirare in buon ordine la seconda, che agli occhi della rete è apparsa come una sconfitta. E a nessun editore piacerebbe fare la stessa figura.
Io te l'ho già detto parecchie volte: spesso tu fai critiche assolutamente corrette e talvolta anche particolarmente acute, ma è il tuo modo di porti che svilisce tutto quanto.

Citazione:

Probabilmente nessuno vuole fare domande scomode perchè su FM ci sono parecchi utenti che sperano, un giorno o l'altro, di pubblicare, e quindi preferiscono profonde leccate allo scrittore/editore di turno.



qual è la differenza fra il criticare su FM e su un blog? Forse la speranza è che su un blog l'editore che uno critica ma che poi ha nel mirino non legga l'intervento? se è così lo trovo patetico
M.T.
Paladino Guardiano
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MessaggioInviato: Mar 11 Gen 2011 13:53 pm    Oggetto:   

Condivido la tua disamina Marina e anche le preoccupazioni e gli interrogativi che poni.
Superficialità e scarsa conoscenza del genere, possibilità di sfruttare il momento per avere buoni guadagni (editoria) e giovani scrittori che devono acquisire conoscenze sia in letture sia in scrittura ha creato un circolo vizioso come fai notare; sì, in Italia l'editoria in generale ha ancora molto da imparare e migliorare.
Molti editori dopo essersi buttati nel fantasy ed essere rimasti scottati, si ritirano, non capendo che non è il genere a non andare, ma la qualità di quanto prodotto.
"Come si fa a far capire agli editori che si devono dotare di selettori qualificati per genere?", domandi. E' un quesito difficile, soprattutto dipende dalla volontà dell'editore d'investire veramente nel settore, consci che se si vuole un buon prodotto che duri nel tempo e non si bruci subito occorre metterci tempo e risorse, qualificare il personale addetto alla scelta. Ma adesso, in molti settori, si pensa che per guadagnare bisogna tagliare le spese, ridurle, fare velocemente per sfruttare il momento e avere subito il più possibile: questa è mancanza di visione di futuro.
Come si può fare? Ognuno deve fare la sua parte. Chi è scrittore, e intende davvero esserlo, dimostri che c'è qualcosa di più di quello che si vede in giro, che il fantasy è molti di più di commercializzazione e consumismo. I mezzi ci sono: la rete ora permette cose che in passato erano precluse, permette di mostrare e far conoscere. C'è chi lo fa: un esempio è Andrea D'Angelo con Il Giorno Dopo, romanzo che pubblica online e, sarò presuntuoso, stessa cosa faccio io con le opere che realizzo.
Certo, mostrare le cose che non vanno serve, una critica mirata e giustificata, è utile ma occorre anche mostrare creazioni valide, lavori fatti con impegno, che siano di qualità.
La rubrica che pubblichi Marina la trovo molto utile, e trovo giusta la nota che fai sul fatto che sia poco sfruttata: da parte mia, sono più portato a darmi da fare per realizzare, lavorando in prima persona, piuttosto che criticare gli altri, anche se questo potrebbe essere utile. Occorre poi vedere se l'altra parte è disposta ad ascoltare.
Argosy
Hobbit
Messaggi: 62
MessaggioInviato: Mar 11 Gen 2011 14:26 pm    Oggetto:   

Zweilawyer ha scritto:

Probabilmente nessuno vuole fare domande scomode perchè su FM ci sono parecchi utenti che sperano, un giorno o l'altro, di pubblicare, e quindi preferiscono profonde leccate allo scrittore/editore di turno.


Che scemenza!
Negróre
dannatamente umano
Messaggi: 2562
MessaggioInviato: Mar 11 Gen 2011 18:39 pm    Oggetto:   

Scusate, messaggio ripetuto. Neutral
Un sorriso, Andrea


Ultima modifica di Negróre il Mar 11 Gen 2011 18:58 pm, modificato 1 volta in totale
Negróre
dannatamente umano
Messaggi: 2562
MessaggioInviato: Mar 11 Gen 2011 18:57 pm    Oggetto:   

Zweilawyer ha scritto:
Probabilmente nessuno vuole fare domande scomode perchè su FM ci sono parecchi utenti che sperano, un giorno o l'altro, di pubblicare, e quindi preferiscono profonde leccate allo scrittore/editore di turno.

Anche perché, Zwei, nel momento in cui dici sempre quello che pensi, finisce che ti sputano addosso tutti: gli autori e i lettori (e gli editori a volte te ne chiedono conto, un po' piccati). Ora, certo, probabilmente se la costante in tutto questo sono io, significa che forse non la dico sempre giusta.
La cosa buffa, però, è che io qualche risultato l'ho avuto proprio perché non ho leccato il culo a nessuno e ho mantenuto fermi alcuni punti su cui cedere avrebbe significato vendermi (e ad anni di distanza e fuori dal giro lo posso dire "a freddo": probabilmente colpisce di più la mia convinzione nel presentare le opere, che le opere stesse). Chiunque non dica esattamente quello che pensa - educatamente - a mio avviso e semplicemente è assai poco lungimirante.

La verità è che la strada più saggia è quella di starsene zitti, produrre e poi far parlare soltanto i fatti, quali che siano.
Se gli scrittori fossero costretti a far parlare soltanto i loro romanzi, senz'avere la possibilità di spiegarsi ogni due minuti, grazie a internet, allora sì che forse s'impegnerebbero a scrivere perlomeno in modo decente. E certe porcate, con un rapporto qualità/prezzo da denuncia, non sarebbero mai esistite.

Comunque è innegabile che l'Italia sia indietro in tutti i sensi: l'editoria non è pronta per il genere Fantasy (salvo rari casi), gli scrittori vanno già meglio (ma soltanto alcuni e troppi ancora non contemplano l'idea di un agente), i lettori così così (troppi dietrologi e saccenti).

Venendo ad Amon, mi spiace, ma ormai qualsiasi romanzo si presenti con una simile copertina resta sullo scaffale: mi ricordano saggi di quarta categoria sulla magia ai tempi del Medioevo. In ogni caso in Spagna nelle librerie non c'è. Mr. Green
Un sorriso, Andrea
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