Steampunk, ovvero “come sarebbe stato diverso il passato se


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Autore Messaggio
(Carlo Resca)
Ospite

MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 1:58 am    Oggetto: Re: Steampunk, ovvero “come sarebbe stato diverso il passato   

Credo che questo articolo andrebbe riscritto facendo tesoro di tutta l'analisi del Duca e di Gamberetta, se non altro perché alla "correzione" sono sopravvissuti parecchi errori. Perché non metterli tutti a posto?


Tra parentesi: Mark Twain spesso considerato steampunk classico? o.O
Manex
Apprendista Stregone
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MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 10:26 am    Oggetto:   

Una cosa è rivedere gli errori formali, le citazioni o i titoli errati, un'altra è rinnegare la propria impostazione critica. Quelli che l'ospite considera errori da quanto capisco sono concetti dei quali l'autrice si è assunta la responsabilità. Il sottoscritto ne prende atto perché le poche cose che ho letto che presentano concetti comuni al genere, e il tempo per leggere e approfondire spero non mi mancherà, sono i fumetti di Bryan Talbot e l'Alice di Dimitri che è tirata in ballo nell'articolo. Si può sempre discutere se a proposito o meno, ma senza perdere il senso della misura, senza che le legittime critiche vengano veicolate da insulti personali.
Correggere gli errori è atto di maturità. Di quelli chiedo sempre scusa ai nostri lettori. L'ho fatto ieri e lo faccio oggi.
Ma ci assumiamo la responsabilità anche di contrapporre la nostra visione in quello che scriviamo, senza pensare che sia la versione autentica e pronti a discuterla con chi parla con lingua dritta. Very Happy
Ciao
Emanuele Manco
www.emanuelemanco.it
uljanka
Sua Luminosa Oscurità
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MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 11:09 am    Oggetto:   

Do ragione a Manex. A mio parere i veri e propri bug siano stati corretti (anche se è sfuggito quello sui VanderMeer Jeff e Anne la loro antologia "Steampunk-e basta"). Gli "errori" sopravvissuti sono bizzarrie nell'interpretazione del fenomeno steampunk, non scorrettezze vere e proprie.
Alcune affermazioni di Kinzica sono a dir poco azzardate. Le si può discutere, però, contestare, ma pretendere che vengano sostituite in toto dal Duca-gambero pensiero mi sembra troppo.

Per esempio, a proposito di Mark Twain, Verne e Wells... a me, personalmente, non è mai passato neppure per l'anticamera del cervello che possano essere definiti autori di "Steampunk classico". Al massimo mi sembra che lo steampunk spesso riproduca un mondo che mimi atmosfere alla Verne (o alla Wells).
Per quanto riguarda l'ucronia nelle opere di questi maestri della fantascienza ottocentesca, beh nè Twain nè Wells hanno scritto delle vere e proprie opere incentrate sulla "storia alternativa", ma sia il famoso "A Connecticut Yankee in King Arthur's Court", che la "Macchina del tempo" di Wells contengono elementi ucronici.

Parlando della "Rivoluzione inglese" mai avvenuta nel "Romance" di Chabon forse sarebbe meglio chiamarla "Rivoluzione americana", poiché a noi italiani il termine "British revolution" non dice molto.

Ci sarebbe da discutere anche sui risvolti Steam de "La bussola d'oro", che per me ha dei connotati vagamente retrofuturistici, con commistione di realtà ottocentesche e "anni trenta" ma non c'entra nulla con lo steampunk vero e proprio.

Se si deve discutere di steampunk italiano... bah.
Tarenzi e Dimitri di Steampunk non hanno scritto nulla. L'Alice di Dimitri vive in un mondo fantasy non privo di originalità con elementi steam, ma bisogna ricordare che lo Steampunk è un sottogenere della fantascienza, ove le macchine, gli ambienti immaginati sono spiegabili in basi a leggi della scienza, non è "fantastico" tout court. Non basta qualche macchina a vapore e qualche crinolina per fare dello steampunk.

Tarenzi ha scritto uno stupendo romanzo breve "new weird". E' una piccola meraviglia ma non è steam, anche se tra le opere che hanno ispirato Tarenzi nell'elaborazione della storia c'è il bel romanzo steampunk "The alchemy of stone" della moscovita (americana d'adozione) Ekaterina Sedia.

Lo Steampunk e lo Steamfantasy in Italia per ora sono fenomeni di sottocultura, legati alle varie community e ai vari blog di appassionati.
Se da questo vasto fandom usciranno delle opere letterarie degne di nota non potremo che esserne felici.
E io, che sono Tenebra, altro non posso vedere se non la Luce, e perciò sono la Luce.

Quando qualcuno dice 'io non credo nelle fate' da qualche parte una fata ride e prepara il suo fucile.
S*
Stregone
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MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 11:19 am    Oggetto:   

uljanka ha scritto:

Tarenzi e Dimitri di Steampunk non hanno scritto nulla. L'Alice di Dimitri vive in un mondo fantasy non privo di originalità con elementi steam, ma bisogna ricordare che lo Steampunk è un sottogenere della fantascienza, ove le macchine, gli ambienti immaginati sono spiegabili in basi a leggi della scienza, non è "fantastico" tout court. Non basta qualche macchina a vapore e qualche crinolina per fare dello steampunk.


Catalogare l'Alice di Dimitri penso che sia al di fuori dalle possibilità umane, e di sicuro non risponde al canone standard dello steampunk, ma credo che sia assolutamente lecito citarlo, del resto è certamente "punk" e lo "steam" c'è a piene mani.
S*
nisana
Tai'shar Malkier
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Località: Cosmere
MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 14:08 pm    Oggetto:   

OT Premetto che non conosco nulla dell'argomento (e anzi ringrazio Kinzica per le indicazioni) e che non ho nessuna intenzione di entrare in polemica con nessuno. Se il mio intervento sarà ritenuto OT, prego i mod di cancellarlo. FINE (spero) OT


Sono piuttosto perplessa dai toni accesi dei messaggi, perché non mi sembra che la definizione di un genere, o l'inquadramento di opere letterarie all'interno di un genere, sia qualcosa di univoco: ricordo alcune discussioni sul tema "cosa può essere definito fantasy" durate mesi e senza una conclusione. Se si considerano diverse antologie di letteratura italiana per i licei, opere diverse possono essere iscritte in generi leggermente differenti. Non vedo quindi perché Kinzica dovrebbe riscrivere il suo pezzo. Ha espresso un'opinione, e se l'argomento mi avesse interessato a sufficienza avrei potuto informarmi in prima persona e esprimere il mio personale parere. Perché non creare un dialogo costruttivo, cercando di scambiarci delle idee, per migliorare la nostra (in questo caso la vostra Wink ) conoscenza di un genere che evidentemente vi appassiona? Ho trovato molto suggestiva l'apertura a Verne, ho apprezzato il riferimento all'Alice di Dimitri perché è l'unica opera contemporanea citata che io abbia letto. Mi interessa moltissimo l'accenno a Twain e credo che su questo mi informerò. Non è a questo che serve un articolo, a innescare una discussione o a produrre una riflessione?
Vita prima della morte. Forza prima della debolezza. Viaggio prima della destinazione.
(Carlo Resca)
Ospite

MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 16:30 pm    Oggetto: Re: Steampunk, ovvero “come sarebbe stato diverso il passato   

Mi scuso per la lunghezza e per eventuali ripetizioni :/

- Manex:

Ti rispondo con un esempio: decido di scrivere un articolo sui bigné alla crema. Come posso fare? Semplificando, ho due possibilità: 1) dire quanto sono buonissimi secondo me i bigné alla crema perché sono più golosi di quelli al cioccolato, perché mi ricordano le mani nodose di mia nonna che lavorava la pasta per prepararli quand'ero piccolo, perché sono un feticista della crema... oppure 2) tracciare una breve storia del dolce bigné alla crema, vita morte miracoli grandi chef, inserire qualche curiosità e un paio di aneddoti.
In entrambi casi io mi assumo la responsabilità di quello che dico, mi sembra chiaro, ma c'è una fondamentale differenza: se decido di battere la seconda strada, c'è il rischio oggettivo di riportare informazioni sbagliate. Non è una questione di opinioni personali o di punti di vista. E se posso rispondere con uno sbuffo a chi mi dice "Guarda che i bigné alla crema fanno schifo", è mio dovere approfondire se un cuoco mi dice "Idiota, il bigné alla crema non è nato nel neolitico". Ci rimango male per l'insulto, poi però è giusto nei confronti dei lettori verificare tutte le correzioni del cuoco e, eventualmente, mettere a posto il mio articolo.
Tutte le correzioni apportarte da Duca e Gamberetta sono giuste, almeno a quanto ho potuto verificare con pochi clic, e per questo suggerivo a Kinzica di prenderle tutte in considerazione: non si tratta di giudizi soggettivi, ma di informazioni oggettivamente più valide di quelle date da lei.
Tra l'altro:
"Ma ci assumiamo la responsabilità anche di contrapporre la nostra visione in quello che scriviamo, senza pensare che sia la versione autentica e pronti a discuterla con chi parla con lingua dritta."
Non sono affatto d'accordo. Se stai scrivendo un articolo informativo sull'origine e la natura di un dato fenomeno, hai il dovere morale e "professionale" (da prendere con le pinze, siamo pur sempre appassionati) di presentare la versione più autentica possibile dei fatti. Poi liberissimo di esprimere la tua opinione, ma è un'altra cosa.

- uljanka:

"Gli "errori" sopravvissuti sono bizzarrie nell'interpretazione del fenomeno steampunk, non scorrettezze vere e proprie.
Alcune affermazioni di Kinzica sono a dir poco azzardate. Le si può discutere, però, contestare, ma pretendere che vengano sostituite in toto dal Duca-gambero pensiero mi sembra troppo. "
Non so, da quello che ho potuto verificare ci sono ancora molti errori che sono errori e basta, non bizzarrie d'interpretazione. La sola citazione iniziale è (oggettivamente) una traduzione sbagliata che travisa il senso delle parole di Jeter, ma ce ne sono altri, come il riferimento (sbagliato) a slipstream e new weird. Basta scorrere l'analisi del Duca e di Gamberetta per trovarli tutti.

- Nisana

Kinzica non ha detto che le piacciono molto i bigné. Ha detto che sono stati cucinati per la prima volta nel neolitico P:


Parentesi: perché ho chiesto di Twain? Perché sarei curioso di capire dove Kinzica ha letto che molti lo ritengono steampunk classico; secondo me l'autrice è stata ingannata da un inquinamento da vandalo su Wikipedia: c'è un riferimento a Twain, ed è bastato un clic alla pagina di citazione per verificare che non è valido. Se invece qualcuno effettivamente lo dice, da fan di Twain mi piacerebbe sapere chi per approfondire l'argomento Smile
l'assassino
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MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 17:07 pm    Oggetto: Re: Steampunk, ovvero “come sarebbe stato diverso il passato   

(Carlo Resca) ha scritto:
Non è una questione di opinioni personali o di punti di vista. E se posso rispondere con uno sbuffo a chi mi dice "Guarda che i bigné alla crema fanno schifo", è mio dovere approfondire se un cuoco mi dice "Idiota, il bigné alla crema non è nato nel neolitico". Ci rimango male per l'insulto, poi però è giusto nei confronti dei lettori verificare tutte le correzioni del cuoco e, eventualmente, mettere a posto il mio articolo.

Se a me il cuoco mi da dell'idiota finisce all'ospedale indipendentemente dal fatto che abbia ragione o torto
2 rette parallele non si incontrano mai e se si incontrano non si salutano
uljanka
Sua Luminosa Oscurità
Messaggi: 5714
MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 17:28 pm    Oggetto:   

Per me il collegamento tra Steampunk e New Weird non è sostanzialmente sbagliato. Un'opera New Weird come il citato "Perdido street station" contiene parecchi elementi steampunk-fantasy (lo ammette anche Sua Grazia). Quindi il vapore Steampunk arriva fin lì, anche se i due generi non hanno un rapporto di affinità diretta.

Lo Slipstream c'entra gia di meno, visto che è legato al Cyberpunk, non allo Steampunk, ed essendo una contaminazione tra fantastico e mainstream è molto difficile che si combinino ucronia steampunk e realtà contemporanea in una sorta di realismo magico trans-temporale. Anche se forse L'Alice di Dimitri si può intendere come un tentativo (non riuscitissimo) di fare qualcosa del genere.

Citazione:
Personally, I think Victorian fantasies are going to be the next big thing, as long as we can come up with a fitting collective term for Powers, Blaylock and myself. Something based on the appropriate technology of the era; like “steampunks”, perhaps…


Questa è la lettera originale. Non mi sembra che la traduzione disinvolta di Kinzica travisi più di tanto questo passaggio. Si dovrebbe parlare di Steampunks, è vero, invece che di Steampunk.

L'articolo di Kinzica non è perfetto, è vero, molti punti sono discutibili. Ma continuare a richiederne l'adeguamento a chissà quale ortodossia Steam mi sembra assurdo. Soprattutto considerando che qui non si parla del Filioque ma di "c@$$ate".
Quello che manca in questo articolo, inteso come un'infarinatura per principianti, non come uno scritto specialistico, verrà integrato da mille altri scritti, diffusi sul web.
Aspetto lo Steampunk for dummies del Duca, confidando nelle sue capacità.
E io, che sono Tenebra, altro non posso vedere se non la Luce, e perciò sono la Luce.

Quando qualcuno dice 'io non credo nelle fate' da qualche parte una fata ride e prepara il suo fucile.
(Carlo Resca)
Ospite

MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 17:37 pm    Oggetto: Re: Steampunk, ovvero “come sarebbe stato diverso il passato   

- l'assassino
...e tu finisci giustamente in galera, ma non prima di aver spremuto il libretto di risparmio e venduto casa tua per la tariffa dell'avvocato e il risarcimento dei danni al cuoco. Nel mentre, il tuo articolo sui bigné continuerà a disinformare le persone che lo leggono.
Bell'affare! D:
Palin
Re sotto la montagna
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MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 18:11 pm    Oggetto:   

Ancora discutete di sesso degli angeli? Avete tempo da perdere... mica siamo qua a rastrellare le foglie secche nell'uragano...
TK7 should, of course, be named Neville – Neville and Luna, a match made in heaven.
l'assassino
Gran cavaliere del riposo
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Località: Sparta vicino al pozzo
MessaggioInviato: Mer 03 Nov 2010 19:21 pm    Oggetto: Re: Steampunk, ovvero “come sarebbe stato diverso il passato   

(Carlo Resca) ha scritto:
- l'assassino
...e tu finisci giustamente in galera, ma non prima di aver spremuto il libretto di risparmio e venduto casa tua per la tariffa dell'avvocato e il risarcimento dei danni al cuoco. Nel mentre, il tuo articolo sui bigné continuerà a disinformare le persone che lo leggono.
Bell'affare! D:
Hai un'idea un po' teorica della legge italiana.
Per tornare sul tuo discorso precedente trovo assurdo che il saccente di turno si debba permettere di offendere chi ha comesso un errore, è evidente che abbiamo idee molto diverse sul modo di rivolgersi alla gente
2 rette parallele non si incontrano mai e se si incontrano non si salutano
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