I clichè del fantasy


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Autore Messaggio
Luca Zaffini
Eldar
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MessaggioInviato: Dom 09 Nov 2003 11:07 am    Oggetto: I clichè del fantasy   

Secondo voi, quali sono i clichè del fantasy? Ossia quelle situazioni/contesti/personaggi/frasi che quando le incontrate in un libro gridate: ancora? bastaaaaaa!
"Esistono tre regole per scrivere un grande romanzo. Sfortunatamente, nessuno sa quali siano."
(S.Maugham)
nazareno
Hobbit
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MessaggioInviato: Dom 09 Nov 2003 15:05 pm    Oggetto:   

Io sto leggendo Terry Brooks e mi viene spontaneo risponderti :<<Il druido sapeva molte più cose,ma non era ancora giunto il momento di rivelare tutta la verità>>.
Ecco se incontrassi questa frase in un altro libro lo brucerei immantinente Sad
Drakes of the Dead Sun

Nazareno,Isen Herra and Hand of Bragi Skald in the realm of Midgard
Zio Zofu
Vala
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MessaggioInviato: Lun 10 Nov 2003 18:21 pm    Oggetto:   

Eh, sì, nazareno ne ha beccato uno proprio classico. In gran parte dei romanzi fantasy c'è sempre il vecchio saggio/mago/druido/ depositario della conoscenza assoluta! E poi... bè, per esempio... la spada di shannara, la spada della verità, la spada nella roccia, la spada di sopra, la spada di sotto... e basta co 'ste spade! E.... il protagonista che parte da contadino/boscaiolo/giardiniere che immancabilmente diventerà il più grande guerriero/mago/ecc salvatore del mondo? E che poi è sempre perfetto, assolutamente onesto, di valori altissimi e dedito al bene altrui senza che gliene venga niente?

Certo, non sono tutti così, ma si parlava di clichè, quindi...
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Info e primo capitolo gratis:
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eNKay
Gwaihir
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MessaggioInviato: Lun 10 Nov 2003 19:16 pm    Oggetto:   

I cliché del fantasy sono fondamentalmente i cliché delle favole, rielaborati e più maturi, ma sempre uguali. Il principe azzurro non è più senza macchia e senza paura, forse, ma resta sempre un principe azzurro.

Si parla di cliché, di cose poco originali, anche se poi possono essere usate alla grande... ma esiste la vera originalità? C'è modo di scrivere qualcosa che nessuno ha mai scritto prima, usando cose di cui nessuno ha mai scritto prima?

Insomma, la fantasy è tutta un gran cliché. Perché fondamentalmente si rifà a piene mani al mito, all'epico. Si riprendono temi già visti e si cerca di dar loro nuovo splendore, camuffandoli e truccandoli. Ma restano comunque tutti cose già viste, prima o poi...

E a mio parere va bene così.
26 / 27 gennaio 2009

I giorni della memoria.
nazareno
Hobbit
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MessaggioInviato: Lun 10 Nov 2003 21:47 pm    Oggetto:   

Last Elf le tue parole sono bibbia Very Happy abbasso le spade e abbasso i druidi(magari si prendono due piccioni con una fava dicendo abbasso le spade sui druidi Evil or Very Mad )
Drakes of the Dead Sun

Nazareno,Isen Herra and Hand of Bragi Skald in the realm of Midgard
Palin
Re sotto la montagna
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MessaggioInviato: Lun 10 Nov 2003 21:57 pm    Oggetto:   

Penso che riprenderò in mano Lankhamar (Leiber) dopo questo thread.. quanto tempo è passato, magari adesso me lo godo ancora di più..

Per il massimo degli stereotipi (ma allora ancora non lo era) Jack Vance e la memorizazzazione degli incantesimi secondo d&d.. Smile
TK7 should, of course, be named Neville – Neville and Luna, a match made in heaven.
Zio Zofu
Vala
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MessaggioInviato: Mar 11 Nov 2003 1:42 am    Oggetto:   

palin ha scritto:
Penso che riprenderò in mano Lankhamar (Leiber) dopo questo thread.. quanto tempo è passato, magari adesso me lo godo ancora di più..

Per il massimo degli stereotipi (ma allora ancora non lo era) Jack Vance e la memorizazzazione degli incantesimi secondo d&d.. Smile


Eh, si, la memorizazzazione è una cosa teribbile! Laughing
nazareno, lanciamo una proposta per una saga agli scrittori: titolo del primo libro della quadrilogia (tanto ormai meno di mille pagine non se ne parla per il fantasy): "La clava ferrata degli eredi della filglia del nipote del fratello del Re Contadino di Montanara"....ogni riferimento/assonanza è puramente voluto! Twisted Evil Laughing
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nazareno
Hobbit
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MessaggioInviato: Mar 11 Nov 2003 14:13 pm    Oggetto:   

Beh ci sto....però scriverei il libro di mille pagine in inglese così da permettere alle case editrici italiane di dividerlo in 4 libri Very Happy
Geniale
Drakes of the Dead Sun

Nazareno,Isen Herra and Hand of Bragi Skald in the realm of Midgard
Negróre
dannatamente umano
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MessaggioInviato: Dom 30 Nov 2003 17:19 pm    Oggetto:   

Tento di andare un po' oltre, forse :), in questo discorso sugli stereotipi, perché ho come l'impressione che ormai sia diventato uno stereotipo perfino la ricerca degli stereotipi, relativamente al fantasy.
A me gli stereotipi non infastidiscono, se la storia è coinvolgente; chiaro, a patto che ce ne sia qualcuno... se il testo è un manuale dello stereotipo, ha degli evidenti limiti.

Ma, dicevo, tento di andare un po' oltre.
Secondo me ci sono stereotipi molto più "pericolosi" del guerriero forzuto dal cuore tenero, degli incantesimi alla D&D et similia, ecc... e, certo, dipende dal valore che attribuisco al fantasy, un valore letterario (vero, raggiunto in rari casi).

Vado con una lista, per farmi capire:
1. Personaggi che ammazzano come se niente fosse, senza subire reali contraccolpi psicologici che l'atto di uccidere ingenera (passino i combattenti veterani, anche se pure loro uccidono con un po' di fastidio, a meno che non siano ormai "fuori di testa"; ma gli altri...).
2. "Cattivoni" invulnerabili che soltanto a fine storia non si rivelano tali per coincidenze miracolose, anziché essere chiaramente vulnerabili fin dall'inizio della storia (per questa loro apparente invulnerabilità, divengono alieni e poco "vivibili").
3. Diretta conseguenza del punto sopra, cattivi che non sono umani (orchi, orchetti, mostri... mentre gli umani, spesso, si contrappongono come fulgido esempio di valore).
4. Razze descritte come superiori in quasi tutto, e spesso considerate tali dai personaggi stessi. La maggior parte degli Elfi lo è, ad esempio (e mi ricordano il progetto ariano).
5. Finali buonisti; mi hanno letteralmente rotto le BEEEP. Questo, al di là di ogni altra cosa, è ormai in grado di sospendere in un solo attimo la mia immedesimazione nella storia letta, rendendola alla fine inverosimile... una favoletta. Se lieto fine ce ne sono 1.000, di giustificati ne ho letti ben pochi.
6. Tutti i protagonisti, prima o poi, finiscono per fare qualcosa di clamoroso (la prima trilogia di Dragonlance è così... tanto da diventare prevedibile - ma, sono sincero, mi è piaciuta a suo tempo -). Mai che ce ne fosse uno che dia un grande apporto umano e basta; devono sempre fare qualcosa di eclatante. Bah... anche questo, secondo me, è inverosimile.
7. Non-eroi che diventano eroi, sempre. Mai che restassero non-eroi (e di questi, i bambini che crescono e sono destinati a grandi cose sono i più insopportabili, dal mio punto di vista).
8. Troppo spesso si diversificano le razze fisicamente (salvo mantenere le loro sembianze antropomorfe), anziché sfruttare la splendida varietà dell'umanità.

Potrei andare avanti ancora per molto.
Tutto questo per dire che, secondo me, i clichè e/o stereotipi (non so se date due valori diversi a queste espressioni, ma mi è sembrato di no) non sono gravi in sé finché la storia regge. Quando intaccano la credibilità della storia nella sua globalità, invece, sempre più spesso mi inducono a riporre il libro sullo scaffale.

E, una volta di più, non conta soltanto il cosa, ma anche il come. Se una storia è ben scritta, posso sopportare qualsiasi clichè. :)
Un sorriso, Andrea
Palin
Re sotto la montagna
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MessaggioInviato: Dom 30 Nov 2003 18:33 pm    Oggetto:   

Negrore ha scritto:
6. Tutti i protagonisti, prima o poi, finiscono per fare qualcosa di clamoroso (la prima trilogia di Dragonlance è così... tanto da diventare prevedibile - ma, sono sincero, mi è piaciuta a suo tempo -). Mai che ce ne fosse uno che dia un grande apporto umano e basta; devono sempre fare qualcosa di eclatante. Bah... anche questo, secondo me, è inverosimile.


Beh, in Dragonlance c'è sicuramente Flint.. non a caso la sua morte è così "normale" da spiazzare.. il fatto che poi riceva tutti gli onori da Chi Sai Tu (ma c'è ancora qualcuno che non ha letto le Cronache? Smile).. in Dragonlance, nonostante Fizban faccia la contrifigura comica di quanto fa Gandalf nel SdA, i leader sono sempre Tanis e Flint, ognuno dei due a modo loro.. e soprattutto il leader non è il mago/druido/cannoniera ambulante (vedi Brooks con Allanon).. certo per il target a cui è indirizzata non poteva essere troppo complessa la trama.

O sono io che ho una lettura troppo superficiale?
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lord elric
Hobbit
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MessaggioInviato: Ven 05 Dic 2003 10:49 am    Oggetto:   

io direi che tutta la saga di shannara (primo libro soprattutto) non saranno ripetizioni di clichés ma sono sicuramente una brutta copia del signore degli anelli...

alla fine, in ogni libro c'è una ripetizione, un cliché... qualcosa di già visto, già sentito... la stessa lotta tra bene e male è sempre stata un cliché che ha condizionato qualunque libro. i pochi libri in cui non ho trovato questa lotta sono "il neuromante" di William Gibson (che però non è un fantasy), e "la saga di Elric di Melniboné" in cui ad essere onesti la lotta tra bene e male c'è... ma è messa in secondo piano. in primo piano ci sono la lotta tra bene e caos, l'equilibrio dei mondi, la lotta piscologica tra Elric e se stesso. inoltre quest ultimo libro è anche un po' atipico se vogliamo: il protagonista è colui che porta il cambiamento, ma sterminando la razza umana, uccidendo le donne amate, il migliore amico, il fratello malvagio, ecc... un cliché lo diventa in "Matrix" dove Neo è l'eroe che si immola per salvare il mondo portando l'equilibrio/pace tra uomini e macchine.

la magia stessa se vogliamo è un cliché. chi usa la magia, guarda caso, è sempre il più forte, l'eroe (e non ditemi che l'eroe de "il signore degli anelli" è Frodo, quando i protagonisti, quasi fino alla fine sono Gandalf e Gollum).
LORD ELRIC

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Leida80
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MessaggioInviato: Ven 05 Dic 2003 11:28 am    Oggetto:   

una cosa che non sopporto sono gli in utili colpi di scena. Permettetemi di riferirmi anche ai fumetti, oltre che hai libri: ci sono fumetti orripilanti in cui ogni tre pagine c'e' la mega rivelazione: tizio e' figlio primogentio di caio, che a sua volta era bisnipote di sempronio, e per via di madre era cugino in seconda del cattivone. Questo e' un terrificante espediente da feuilleton che invece di acchiappare il lettore non fa altro che annoiarlo a morte. Inoltre, tra tanti colpi di scena inutili, alla fine non si riesce piu' a impressionarsi nemmeno per quelli che sono davvero funzionali alla storia.
Palin
Re sotto la montagna
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MessaggioInviato: Ven 05 Dic 2003 18:06 pm    Oggetto:   

lord elric ha scritto:
la magia stessa se vogliamo è un cliché. chi usa la magia, guarda caso, è sempre il più fort


E nelle Cronache Raistlin è il più forte o il più debole? (non ci sono dubbi sugli eventi successivi, almeno fino a che non entra in gioco il mio omonimo/alter ego Smile)
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Slurpolo
Elfo
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MessaggioInviato: Ven 05 Dic 2003 23:42 pm    Oggetto:   

Leida80 ha scritto:
una cosa che non sopporto sono gli in utili colpi di scena. Permettetemi di riferirmi anche ai fumetti, oltre che hai libri: ci sono fumetti orripilanti in cui ogni tre pagine c'e' la mega rivelazione: tizio e' figlio primogentio di caio, che a sua volta era bisnipote di sempronio, e per via di madre era cugino in seconda del cattivone. Questo e' un terrificante espediente da feuilleton che invece di acchiappare il lettore non fa altro che annoiarlo a morte. Inoltre, tra tanti colpi di scena inutili, alla fine non si riesce piu' a impressionarsi nemmeno per quelli che sono davvero funzionali alla storia.


Per quanto riguarda i fumetti (immagino tu ti stia riferendo in particolare a quelli americani di supereroi), i continui colpi di scena sono una necessità per convincere i lettori a continuare a seguire la testata. È un po' la stessa cosa che in televisione fanno con le soap-opera; se hai qualche anno, ti ricorderai della migliore di tutte le telenovelas, Chiquito y Paquito: ecco, quello è lo spirito.
Io credo che sognare sia importante
anche se non tutti quanti i sogni si possono realizzare.
Leida80
Stregona di Angmar
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MessaggioInviato: Ven 05 Dic 2003 23:56 pm    Oggetto:   

Mi riferivo invece a certi manga; mi viene in mente Dai La Grande Avventura (sì, lo so, ho letto cose orripilanti in vita mia...) o, per passare all'ambito pseudo-fantascientifico, Arms. Lì ci sono poche scuse; le serie si concludono, magari in un numero elevato di volumi, ma si concludono, sono come romanzi. Il tentativo di tenere alto l'interesse del lettore è in questo caso drammaticamente vano.
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