L'Uomo d'acciaio che non fu. Ovvero: chi odia i reboot?


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FantasyMagazine
Balrog
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MessaggioInviato: Lun 16 Set 2013 10:11 am    Oggetto: L'Uomo d'acciaio che non fu. Ovvero: chi odia i reboot?   

L'Uomo d'acciaio che non fu. Ovvero: chi odia i reboot?

Riflessioni sullo stato di litigiosità del fandom in un periodo di reboot e remake. In particolare delle riflessioni sull'Uomo d'Acciaio e Star Trek Into Darkness.

Leggi l'articolo.
AdrianoFranchini
Hobbit
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MessaggioInviato: Lun 16 Set 2013 10:11 am    Oggetto: Re: L'Uomo d'acciaio che non fu. Ovvero: chi odia i reboot?   

Approvo quanto dici e vado anche un po' oltre visto che l'atteggiamento del fandom più estremo mi ha costretto a rinunciare a discussioni e a disiscrivermi da forum e mailing list che era diventato uno strazio leggere.
Melian
Balrog
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MessaggioInviato: Lun 16 Set 2013 11:34 am    Oggetto:   

Bell'articolo e belli i riferimenti alle tragedie greche. In fondo si dice che tutte le storie siano già state raccontate dal teatro greco (io aggiungerei anche da Shakespeare).

Ora d'accordo essere un po' fangirl e fanboy, penso che ciascuno di noi abbia i suoi personaggi intoccabili, ma arrivare a litigare o agli insulti per un film mi sembra un po' eccessivo.
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DM1
Arsore di ponti
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MessaggioInviato: Lun 16 Set 2013 15:20 pm    Oggetto:   

Davvero un bell'articolo!! Very Happy
Alla fine, il potere distrugge sempre se stesso - Steven Erikson

MessaggioInviato: Mar 17 Set 2013 11:33 am    Oggetto: Re: L'Uomo d'acciaio che non fu. Ovvero: chi odia i reboot?   

Complimenti per l'analisi (inclusa l'auto-analisi), lucida e azzeccata!
belgarion
Hobbit
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MessaggioInviato: Mar 24 Set 2013 12:39 pm    Oggetto:   

personalmente condivido in pieno l'articolo....

forse perchè da collezionista di comics da 20 anni ormai di reboot ne ho visti sin troppi

troppo spesso i fan dimenticano una realtà elementare, a decidere cosa sia canonico è il detentore dei diritti, non il fan
Laeryn
Nano
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MessaggioInviato: Mer 25 Set 2013 16:57 pm    Oggetto: Re: L'Uomo d'acciaio che non fu. Ovvero: chi odia i reboot?   

Bell'articolo, anche se c'è un punto su cui non sono completamente d'accordo: è vero che le storie archetipiche possono essere raccontate infinite volte, ma una cosa è usare un archetipo, altra è riciclare nomi, personaggi, costumi, ecc., per ragioni prettamente economiche.
Con questo non voglio dire che fare un film supereroistico o un reboot sia sbagliato. Voglio solo dire che a volte non è strettamente necessario usare proprio lo stesso nome, e anzi può diventare un ingombro per gli autori, che non sono del tutto liberi di inventare le loro trame.
In fondo, si può fare un bel film su un alieno che arriva sulla Terra e acquisisce superpoteri anche senza doverlo chiamare Superman, no? Così magari regista e sceneggiatori sono liberi di creare la propria storia senza dover per forza inserire una Lois Lane o un Jonathan Kent, e farsi vincolare da elementi predeterminati.
Per esempio io sono convinto che Man of Steel sia un bel film nelle parti in cui cerca di fare qualcosa di nuovo, ma diventa debole e banale nelle parti in cui viene riportato nei binari classici di Superman, inserendo a forza costumi, scazzottate, morti di padri e Lois Lane.
Io non ho nulla contro questo genere di film, ma penso che se Hollywood ha milioni da investire in film fantasy/di fantascienza, potrebbe anche darci qualche opera originale in più, magari raccontando le stesse storie ma con personaggi del tutto diversi, visto che molti di questi adattamenti già si discostano parecchio dalle opere di riferimento.
Manex
Apprendista Stregone
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Località: Milano
MessaggioInviato: Gio 26 Set 2013 12:40 pm    Oggetto: Re: L'Uomo d'acciaio che non fu. Ovvero: chi odia i reboot?   

(Laeryn) ha scritto:
Bell'articolo, anche se c'è un punto su cui non sono completamente d'accordo: è vero che le storie archetipiche possono essere raccontate infinite volte, ma una cosa è usare un archetipo, altra è riciclare nomi, personaggi, costumi, ecc., per ragioni prettamente economiche.
Con questo non voglio dire che fare un film supereroistico o un reboot sia sbagliato. Voglio solo dire che a volte non è strettamente necessario usare proprio lo stesso nome, e anzi può diventare un ingombro per gli autori, che non sono del tutto liberi di inventare le loro trame.
In fondo, si può fare un bel film su un alieno che arriva sulla Terra e acquisisce superpoteri anche senza doverlo chiamare Superman, no? Così magari regista e sceneggiatori sono liberi di creare la propria storia senza dover per forza inserire una Lois Lane o un Jonathan Kent, e farsi vincolare da elementi predeterminati.
Per esempio io sono convinto che Man of Steel sia un bel film nelle parti in cui cerca di fare qualcosa di nuovo, ma diventa debole e banale nelle parti in cui viene riportato nei binari classici di Superman, inserendo a forza costumi, scazzottate, morti di padri e Lois Lane.
Io non ho nulla contro questo genere di film, ma penso che se Hollywood ha milioni da investire in film fantasy/di fantascienza, potrebbe anche darci qualche opera originale in più, magari raccontando le stesse storie ma con personaggi del tutto diversi, visto che molti di questi adattamenti già si discostano parecchio dalle opere di riferimento.


In realtà nel mio articolo non esploro questo aspetto, ma la mia posizione non è affatto antitetica. Anzi sono d'accordo. Forse non emerge perché parlo dello specifico dei reboot legati ai personaggi.
Attenzione, tutto il mio ragionamento prescinde da cosa poi pensi delle singole opere. Non tutte le opere che ho citato nel mio articolo o che citerò tra poco sono state da me apprezzate allo stesso modo. Alcuni film hanno avuto successo o insuccesso a prescindere dalla loro qualità intrinseca. Qua si tratta di ragionare in termini più distaccati.
Nel mondo dei comics abbiamo visto più volte esempi di reinvenzioni nel senso che tu intendi, dai Watchmen, per i quali Alan Moore ha usato personaggi minori perché la Justice League era intoccabile, allo Squadrone Supremo, specie nella versione di Mark Gruenwald. Però anche la JL di De Matteis/Giffen era un esempio di stravolgimento di personaggi esistenti.
Potrei continuare con le opere di Warren Ellis (Planetary e Authority tra le altre), ma lo stesso Ellis ha poi rifondato Iron Man con Extremis.

Chiunque scrivesse una storia in cui un alieno arriva sulla terra e diventa un eroe con il mantello (o anche senza) deve avere qualcosa di veramente forte da proporre, qualcosa che lo differenzi in modo netto, se no il rischio è di sentirsi dire, da chi magari ha una opinione diversa dalla tua "ma se l'avete fatto uguale mi vado a vedere Superman" Per non parlare di eventuali cause di plagio con le quali negli USA vanno a nozze.
Nel cinema abbiamo visto The Incredibles, che è un innegabile miscuglio di archetipi e stilemi supereroistici che riesce ad avere una sua freschezza e originalità. Idem per Megamind.
Questo per dire cosa? Che entrambe le strade a mio giudizio sono praticabili e auspicabili.
Sia la reinvenzione di personaggi esistenti, sia quella di una ripresa dei concetti base in qualcosa di diverso, con altri personaggi e altri universi.
Il fumetto però consente una maggiore sperimentazione, ci sono meno soldi in ballo.
Hai ragione nel dire che ci sono ragioni economiche dietro. Investire in un fumetto "revisionista" con personaggi poco noti è un rischio inferiore, mentre investire 200 e passa milioni di dollari in un film per parlare di un supereroe che è Superman nella sostanza ma non nella forma sarebbe stato un bel rischio. Se sei la Coca Cola, usi il marchio e crei la Coca Cola Zero, non la chiami in altro modo, anche se è una cosa leggermente diversa. Se sei la Warner e reinventi Superman e hai bel marchio registrato, noto da decine di anni, sai che quel prodotto sarà più facile da piazzare se usi la S e lo chiami con quel nome invece di chiamarlo Ultra Man.
Non so ancora cosa farà la DC con i seguiti di MoS (a parte il prossimo con il team-up con Batman) ma mi è sembrata in tal senso una scelta intelligente quella della Marvel, che ha puntato prima su personaggi noti (Thor, Capitan America, Iron Man), per poi introdurre personaggi meno noti già nei primi film e, nella seconda fase, investire quanto capitalizzato in The Avengers con i Guardiani della Galassia, che mai probabilmente nessuno avrebbe prodotto prima del successo della Fase Uno del MCU. Mentre si era rivelata perdente la scelta DC di cominciare a proporre il suo universo narrativa con un film su Lanterna Verde, eroe popolare ma non presso il pubblico generico.

Cosa potrebbe succedere nei prossimi anni? La fase successiva potrebbe essere, quando lo spettatore cinematografico, che è il target di queste opere, si sarà educato, osare con opere ancora diverse, che rimescolino le carte e presentino nuovi personaggi. Ritengo che per ora il pubblico generalista non sia pronto, l'abbiamo visto con Watchmen, fumetto di enorme successo ma il cui film è stato sostanzialmente ignorato dal pubblico dei non intenditori.

Mi scuso per la prolissità. Very Happy
Ciao
Emanuele Manco
www.emanuelemanco.it
Herlyran
Hobbit
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MessaggioInviato: Mar 08 Ott 2013 11:51 am    Oggetto: Re: L'Uomo d'acciaio che non fu. Ovvero: chi odia i reboot?   

Son contento che l'articolo abbia affrontato questo argomento per me molto spinoso ma, con tutto il rispetto, non sono d'accordo con quanto affermato.

Un conto è prendere e rielaborare dei concetti (come appunto quello della macchina del tempo), un altro è quello di riciclare personaggi e storie specifici (ad esempio Superman e Star Trek), proprio come ha scritto l'utente Laeryn.

Se nei fumetti ogni tanto capita un reboot ben venga, poichè si sta parlando, come nel caso della DC e della Marvel Comics, di storie pubblicate ininterrottamente da decine di anni, con migliaia e migliaia di pubblicazioni, cosa che potrebbe far smarrire potenziali nuovi lettori.
Nel caso del cinema, invece, si arriva a rinarrare le avventure di un personaggio ogni tre o quattro capitoli della propria saga e purtroppo è una "moda" recente, perchè fino agli anni '90 un atteggiamento del genere sarebbe stato impensabile.
Certo, i remake ce n'erano anche allora, ma non con questa frequenza. Possibile che adesso su dieci film, anche più della metà siano dei remake?
Questo dimostra una mancanza di idee disamante, voglia di rischiare uguale a zero, una mentalità commerciale da "quattro soldi" Smile nonchè, spesso, una presa in giro nei confronti del personaggio, che viene stravolto tanto da essere irriconoscibile (vedasi l'ultimo "Sherlock Holmes" che tutto assomiglia furchè al detective di Baker Street).

Vogliono struttare fino all'esasperazione Biancaneve, Godzilla e L'Uomo Ragno? Benissimo, a patto che si tratti di sequel e prequel, cioè nuove avventure con protagonisti questi personaggi. L'importante è dare un freno all'esasperata e insensata voglia di rinarrarne da capo le origini, anche perchè, se si legittima questo modo di operare, cosa frenerebbe le major dal proporre un reboot ad ogni nuovo capitolo di una saga già incominciata, potenzialmente all'infinito?

Crying or Very sad
Ora lavoro per il Consiglio e viaggio attraverso la linea del tempo per proteggere il corretto ordine cronologico degli avvenimenti.
M.T.
Paladino Guardiano
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MessaggioInviato: Mar 08 Ott 2013 12:03 pm    Oggetto:   

Godzilla finora l'hanno lasciato abbastanza stare Wink
Purtroppo la mancanza d'idee è palese: si riciclano sempre gli stessi copioni e non c'è spessore, come purtroppo dimostra non solo il cinema, ma anche l'editoria.
Manex
Apprendista Stregone
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MessaggioInviato: Mar 08 Ott 2013 14:33 pm    Oggetto:   

@Herlyran anche in questo caso non sono poi così in disaccordo. L'operazione reboot ha in sé i germi della pigrizia di idee, specialmente se fatta a pochissima distanza.

Prendiamo il caso di Spider-Man. Il reboot ha chiare intenzioni commerciali. Ma d'altra parte una major come la Sony non pensa all'arte per l'arte. Il risultato è stato controverso ma il film ha incassato molto (anche se non come per i film di Raimi). Personalmente ritengo che avrebbero potuto fare un ciclo di film che, alla maniera di James Bond, continuasse le storie del ragno mostrandone una versione più adulta cambiando gli attori. È una opinione condivisa da molti fan. Rimarremo sempre con il dubbio di "come sarebbe stato se" e di come il pubblico avrebbe accolto la cosa in termini di incassi.
L'unico precedente che ha realmente pagato negli anni passato è stato quello di Bond, mentre ricordiamo che i due sequel del Batman di Burton a firma Schumacher non sono ricordati come grandi successi.

E venendo al caso di più grande successo,Giusto ieri ho visto un documentario chiamato "Everything or Nothing", sulla lunga storia dei Bond Movies.
Bond non è mai stato "rebootato" fino ai film di Daniel Craig. Però qui si tratterebbe di un caso di reboot che avuto dei risvolti in parte "artistici". Nel documentario spiegano che la produzione ha giustificato il licenziamento improvviso di Pierce Brosnan e il cambio di direzione del Franchise con il mutato clima internazionale dovuto al 9/11.
Il Bond un po' fantascientifico e autoironico mostrato fino a quel momento non andava più bene e Barbara Broccoli (lei ha detto molto a malincuore) ha dovuto reinventare il personaggio. Nonostante l'ultimo film di Brosnan sia del 2002, quindi successivo all'attentato, c'è da credere che in quel momento ne fossero in corso le riprese e quindi la decisione del cambio di rotta sia stata presa dopo e nonostante il grosso successo del film.
Se vogliamo credere a questa versione qui il commercio, perché è chiaro che siano stati i vertici della produzione a imporre un tono più cupo, si è mescolata all'"arte", perché, sempre per mio personale giudizio si è trattato in questo caso di un buon reboot, fatto oltretutto tornando quasi al testo originale, ossia al romanzo Casinò Royale di Ian Fleming.

Per quanto mi riguarda la differenza è nel come vengono fatte le cose in buona sostanza.
Ciao
Emanuele Manco
www.emanuelemanco.it
M.T.
Paladino Guardiano
Messaggi: 2408
MessaggioInviato: Mar 08 Ott 2013 15:12 pm    Oggetto:   

E' logico che si realizzano i film per fare guadagno, ma nell'ambito dei fumetti (e non solo) di idee e storie ce ne sono tante. Prendendo l'esempio di Emanuele con Spiderman, di avventure ce n'erano a bizzeffe senza ritornare sempre al solito punto di partenza.
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