Fantasy di autori italiani vs Fantasy di autori stranieri


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Autore Messaggio
Palin
Re sotto la montagna
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Località: Solace
MessaggioInviato: Ven 27 Dic 2013 10:02 am    Oggetto: Fantasy di autori italiani vs Fantasy di autori stranieri   

Prendo spunto da un interessante deragliamento di un altro thread (eventualmente i mod possono riportare il sunto della discussione fatta di là anche in questo thread).

Si parlava di "buon fantasy", "fantasy italiano" e della mancata proporzione tra di buona qualità tra due.

Io penso che statisticamente ci siamo; la proporzione tra italiani e stranieri è data dalla scelta fatta dalle case editrici nostrane, quelle grandi preferiscono puntare sui nomi noti (comprendendo anche opere di autori famosi che, pur ben scritte, aggiungono poco al panorama), dall'altra in campo internazionale c'è una vasta disponibilità di autori, una buona platea di lettori con diversi livelli di gusto e di letteratura pregressa.

Quanto al "sottogenere" (per me la divisione in sottogeneri è deleteria, ma per quanto riguarda la discussione la accetterò) direi che l'assenza di fantasy "classico" in Italia è principalmente dovuta allo snobismo con cui questo è trattato dai lettori.
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M.T.
Paladino Guardiano
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MessaggioInviato: Ven 27 Dic 2013 12:53 pm    Oggetto:   

Hai avuto una buona idea Smile (ho solo fatto una correzione al titolo perché faceva venire in mente il triste panorama che si vive da troppo in Italia)

La premessa doverosa è che il fantasy non ha nazionalità, è di tutti e non appartiene a nessuno. Non esiste quello italiano, francese, inglese tedesco, ma quello realizzato da autori di nazionalità differente.
Detto ciò, quanto viene prodotto nel panorama nazionale, se si fa un confronto con quello estero, ne esce molto male. Le opere scelte e pubblicate dalle case editrici, nella maggior parte dei casi non possiedono una qualità che si possa definire per lo meno discreta, spesso non si arriva alla sufficienza: prezzi, copertine, stile, ma soprattutto contenuti.
Quello che ha dimostrato l'editoria italiana è stata una bassa attenzione e un basso rispetto per il lettore, proponendogli storie spesso mediocri, superficiali, con una scarsa caratterizzazione dei personaggi e stili che non erano maturi, appena sufficienti per essere considerati scritti in italiano corretto.
Ci sono autori validi (De Mari, Tarenzi), ma si contano sulle dita della mani di un uomo, per lo più il livello è basso: storie che ricalcano i cliché della moda del momento, propinando libri che sono cibo in scatola per gatti. Senza contare che la maggior parte degli autori editi pubblica perché già nel giro dell'editoria, perché ha agganci, conoscenze, non certo per meritocrazia.
Fattore altresì determinante, è la mancanza di preparazione e di conoscenza del genere fantasy da parte della maggior parte dell'editoria: lo si ritiene un prodotto commerciale da cui trarre solo guadagno, ma non si fa nulla per approfondirlo, per capire che cosa è realmente.
Bistrattato in questa maniera, è logico che il genere scritto da autori nazionali ne esce male. Se a questo poi si aggiungono le prese in giro delle case editrici con affermazioni e modi di fare parecchio discutibili, il risultato non può che essere perdente.
Melian
Balrog
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MessaggioInviato: Ven 27 Dic 2013 13:22 pm    Oggetto:   

Ho un deja vu. Questo 3d mi ricorda le discussioni sul fantasy italiano di qualche anno fa.

Palin ha scritto:
direi che l'assenza di fantasy "classico" in Italia è principalmente dovuta allo snobismo con cui questo è trattato dai lettori.


Oppure che il lettore fantasy italiano forte, come mi considero io, legge le prime pagine di un romanzo fantasy italiano e scappa via per come è scritto
Non commento mai le presentazioni che vengono fatte qui su FM delle prime pagine dei romanzi FY italiani, non lo faccio perché dal momento che so già che non comprerò il romanzo non mi sembra corretto esprimere le mie critiche, ma le leggo.
In molti casi ci vorrebbe un editor capace di fare miracoli …
… ma le case editrici (non tutte) evidentemente non considerano l’editor una figura rilevante.

Quoto M.T. perchè è esattamente quello che penso anch'io.

M.T. ha scritto:
Quello che ha dimostrato l'editoria italiana è stata una bassa attenzione e un basso rispetto per il lettore, proponendogli storie spesso mediocri, superficiali, con una scarsa caratterizzazione dei personaggi e stili che non erano maturi, appena sufficienti per essere considerati scritti in italiano corretto.
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M.T.
Paladino Guardiano
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MessaggioInviato: Ven 27 Dic 2013 13:40 pm    Oggetto:   

Melian ha scritto:
Oppure che il lettore fantasy italiano forte, come mi considero io, legge le prime pagine di un romanzo fantasy italiano e scappa via per come è scritto...
In molti casi ci vorrebbe un editor capace di fare miracoli …
… ma le case editrici (non tutte) evidentemente non considerano l’editor una figura rilevante.


Questo è uno dei punti: di editor validi, che conoscono e sanno fare veramente il loro lavoro ce ne sono pochi. E nell'editoria italiana, è una figura che non si ritiene molto necessaria, specie in questo periodo, dove conta solo il vendere, abbassare i costi per avere maggiore guadagno e per farlo si taglia ciò che viene ritenuto superfluo: in questo caso, la qualità.
Palin
Re sotto la montagna
Messaggi: 15146
Località: Solace
MessaggioInviato: Ven 27 Dic 2013 14:21 pm    Oggetto:   

Melian ha scritto:

Oppure che il lettore fantasy italiano forte, come mi considero io, legge le prime pagine di un romanzo fantasy italiano e scappa via per come è scritto


Questa secondo me è una conseguenza. Se non vendo fantasy classico a quelli che tutti i mesi stavano a comprare i romanzi di Armenia presi dalla WotC (ce ne sono di disgustosi) o quelli di World of Warcraft, per forza di cose prendo un paranormal romance e ci appiccico l'etichetta fantasy classico dicendo allo scrittore di metterci quattro elfi e due orchi.

Ovvio che detto prodotto sarà comprato (forse) solo dai fan del paranormal romance (che, per inciso, è nato da War of the Oaks o giù di lì, mica da Toilet), e noi ci guarderemo bene dal prenderlo in considerazione.

Però verificando quel che faccio io effettivamente, scopro che ormai non prendo più prodotti nuovi a meno che non ci sia concordanza di tre-quattro fonti sicure da cui prendo la lista della spesa, per il resto vado su titoli datati quando non rigorosamente storici. Per esempio degli ultimi usciti ho cominciato a leggere solo Malazan e un paio di romanzi spot (Pan e non ricordo chi) dopo la delusione delle Cronache del ghiaccio e del Fuoco...
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Reginald Graham
Lo Stolto
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MessaggioInviato: Ven 27 Dic 2013 17:12 pm    Oggetto:   

Io sono del parere che a esser trattati male dall'editoria italiana siano gli scrittori italiani, e solo di conseguenza, ovviamente, i lettori.
Gli italiani non sono meno capaci di scrivere? Perché dovrebbero? In cosa mancano? Sono tardi? No, affatto.
Quoto il discorso degli editor.
Nelle librerie nostrane arrivano pochi prodotti di qualità. A migliaia restano nel cestino. Questo è un dato di fatto.
Si dà pochissima attenzione ad autori che scrivono fantasy perché di per sé è un genere che vende poco, e se vende e uno y/a e non certo per adulti e quando lo fa non è a firma Rossi, ma Smith (mi ripeto.)
Solo ultimamente si sente in giro un nome polacco, con enorme stupore generale, addirittura nostro.
M.T.
Paladino Guardiano
Messaggi: 2408
MessaggioInviato: Ven 27 Dic 2013 17:32 pm    Oggetto:   

Il problema ha radici profonde e viene dalle basi culturali. Rispetto ad altre nazioni, l'Italia ha un basso livello culturale, si legge poco (limitandosi ad avere come letture sms e commenti facebook) e la maggior parte delle persone oltretutto ha una scarsa conoscenza della propria lingua. Persino chi dovrebbe saper scrivere, come i giornalisti, dimostra parecchie mancanze nella padronanza della scrittura.
Con una popolazione che mediamente ha una scarsa cultura come si può pretendere che essa realizzi qualcosa che si elevi, che sia di qualità, quando non è in grado di distinguere il buono dal mediocre? Non si riesce a comprendere qualcosa d'intelligente che va oltre la superficialità, quindi non c'è da meravigliarsi che lo si possa creare.
Gli editori si adeguano a questa media, sia perché così pensano di aver più possibilità di vendita, sia perché appartenendo allo stesso sistema difficilmente riescono a concepire qualcosa di diverso dal conosciuto. E non fanno nulla per migliorare, perché reputano la soluzione migliore adeguarsi.
Melian
Balrog
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MessaggioInviato: Ven 27 Dic 2013 19:30 pm    Oggetto:   

M.T. ha scritto:
Il problema ha radici profonde e viene dalle basi culturali.

E da una certa critica letteraria che considera la narrativa letteraria superiore alla narrativa di genere di cui il fantasy fa parte.
Da cui, se scrivi un romanzo in cui sfrantoi il lettore con i problemi esistenziali di chicchessia vieni candidato a qualche premio letterario, se invece scrivi fantasy sei un decerebrato come i tuoi lettori del resto. Pertanto è accettabile pubblicare romanzi fantasy con i problemi già elencati nei post precedenti data la bassa considerazione che si ha e del genere e dei suoi lettori.
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M.T.
Paladino Guardiano
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MessaggioInviato: Ven 27 Dic 2013 20:13 pm    Oggetto:   

Quanto dici Melian è un altro dei problemi, una delle cause di avere a che fare con prodotti mediocri.
Elyria
Anjin
Messaggi: 4837
Località: fra la terra e il mare
MessaggioInviato: Ven 27 Dic 2013 22:37 pm    Oggetto:   

Melian ha scritto:

E da una certa critica letteraria che considera la narrativa letteraria superiore alla narrativa di genere di cui il fantasy fa parte.
Da cui, se scrivi un romanzo in cui sfrantoi il lettore con i problemi esistenziali di chicchessia vieni candidato a qualche premio letterario, se invece scrivi fantasy sei un decerebrato come i tuoi lettori del resto. Pertanto è accettabile pubblicare romanzi fantasy con i problemi già elencati nei post precedenti data la bassa considerazione che si ha e del genere e dei suoi lettori.


Da quello che so, questa non è una posizione solo italica: almeno altri due autori di successo, Erikson e Sapkowski, dicono di avere lo stesso problema nei rispettivi paesi. In Italia mi sembra però più accentuato Confused
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Caoticista nell'animo.
Rakanius
Drago
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MessaggioInviato: Sab 28 Dic 2013 7:59 am    Oggetto:   

Il problema della stima che il mondo "culturale" nutre verso il fantasy esiste dappertutto: nel 2008 ne parlavo per quanto riguarda l'Italia ma citavo anche una intervista a Rothfuss (quello del Nome del Vento) e lui diceva un po' le stesse cose: vedi http://mondifantastici.blogspot.it/2008/04/letteratura-vera-e-quella-di-serie-b.html

Poi per quanto riguarda il fantasy che faccio io, vorrei tanto che i lettori di FM mi leggessero e mi dicessero se scrivo qualcosa di decente o "cibo in scatola per gatti." (finora ho raccolto pochissimo feedback... Qualcuno mi ha detto bravo, qualcuno no).
Certamente l'editing non mi è mancato.
Bruno
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nisana
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MessaggioInviato: Sab 28 Dic 2013 10:24 am    Oggetto:   

Sono d'accordo con Melian, Rakanius, etc: il problema non sta solo nella poca lungimiranza degli editori italiani. Il problema è della cultura italiana, che è ancora legata a determinati stereotipi e non accetta il fantasy come cultura. Si tratta, al massimo, di narrativa per bambini e per ragazzi, da cui la mancanza di una necessità di trame complesse, fantasy "epica", editing adatto ai nostri parametri di giudizio (come se la letteratura per ragazzi non ne necessitasse! Crying or Very sad ). Basta guardare gli scaffali delle librerie: la trilogia della Bussola d'Oro, a Pavia, sta accanto a Geronimo Stilton. Chi ha letto il terzo libro, sa bene che non è proprio un prodotto per bambini. Eppure, sta là.
In Italia, IMHO, ci sono validi autori: adoro i libri di Tarenzi, mi piace Cecilia Randall, ho apprezzato due libri su tre di Dimitri. Ci sono anche cose che non mi piacciono per niente, anche se molto pubblicizzate: non so se questo accade anche nel mercato inglese, perché non lo conosco, ma non mi sembra improbabile che accada. Pensate al successo editoriale di Laurell Hamilton!!!
Io non credo che il problema stia nel fatto che siamo un popolo di non lettori: certo, la media è scoraggiante, ma il mercato di lettori che comprano i libri tradotti avrebbe voglia di leggere anche autori italiani, e quando ci sono e producono cose buone li legge indipendentemente dalla nazionalità! Il problema, lo ripeto, sta nella cultura delle case editrici, che è la cultura italiana, legata ad altre forme di scrittura.

Comunque, quoto Rakanius: sarebbe carino, a me piacerebbe, poter leggere cose che sono state scritte, anche se non pubblicate, per scambiarsi consigli (so che c'è un sito apposta, ma da come se ne è parlato mi fa un po' paura! Wink ). Certo un editing home made non sostituisce il lavoro di un professionista, comunque. Ma sarebbe interessante vedere cosa si riesce a creare.

Infine: sono entrata in questo forum in seguito a una discussione sul MedFantasy (ricordate, Kinzica e Musp? Colpa vostra!). Continuo a pensare che ci sia un valore aggiunto che si potrebbe dare al fantasy italiano, qualcosa che proviene dalla nostra cultura (che pure ci snobba, ironico!), dai nostri studi, perchè no? In fondo, non è quello che hanno fatto Tarenzi, Randall e Dimitri? Aggiungere a un genere sviluppato altrove qualcosa che proviene da noi: sarebbe un'idea carina, originale, nostra.
IMHO, ovviamente!
Vita prima della morte. Forza prima della debolezza. Viaggio prima della destinazione.
Elyria
Anjin
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MessaggioInviato: Sab 28 Dic 2013 10:49 am    Oggetto:   

Cara Nisana, non sai quanto ti do ragione. Però penso che sia importante scrivere, accanto a ciò che respiriamo, anche ciò che amiamo. Senza rigidità o asservimento alle mode. Il MedFantasy è un suggerimento, come hai detto tu, ma non una verità rivelata. Alcuni autori italiani lseguono questo spunto, e a me piacciono molto.

@Rakanius: il tuo fantasy potrebbe essere ancora migliorato, ma imho non è cibo per gatti. E' adulto, sostanzialmente realistico per le concezioni di fondo piuttosto amare.
http://novatlantide.wordpress.com/

Caoticista nell'animo.
nisana
Tai'shar Malkier
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MessaggioInviato: Sab 28 Dic 2013 12:02 pm    Oggetto:   

Non lo penso come un obbligo! è ovvio che ognuno è libero di scrivere ciò che preferisce e che sente più vicino alla sua esperienza! Ma io credo che immettere qualcosa che provenga dalla nostra cultura sia un valore aggiunto.
Ribadendo che se si vuole scrivere di elfi in Italia e lo si fa bene, perché no.
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Elyria
Anjin
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Località: fra la terra e il mare
MessaggioInviato: Sab 28 Dic 2013 17:17 pm    Oggetto:   

nisana ha scritto:
Non lo penso come un obbligo! è ovvio che ognuno è libero di scrivere ciò che preferisce e che sente più vicino alla sua esperienza! Ma io credo che immettere qualcosa che provenga dalla nostra cultura sia un valore aggiunto.
Ribadendo che se si vuole scrivere di elfi in Italia e lo si fa bene, perché no.


Sono pienamente d'accordo Wink
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