Quali Percorsi


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PrimaevalWorld
Elfo
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MessaggioInviato: Sab 25 Apr 2015 18:11 pm    Oggetto: Quali Percorsi   

Vi propongo qui il racconto che avevo spedito alla selezione, sperando che qualche anima caritatevole voglia aiutarmi a capire cosa ho sbagliato Wink

Quali Percorsi

Il lago era incastonato tra le montagne brulle come uno zaffiro sul gioiello di una regina. Vento tra i Capelli ammirò l'acqua che si infrangeva in una miriade di lumini sotto le raffiche di vento; dopo un viaggio di ventitré anni era finalmente vicina alla sua meta. Ventitré anni: nulla, per una mezzelfa che aveva ricevuto il dono della giovinezza eterna. La vita intera del mondo, per una madre rimasta sola.
Fece volare lo sguardo sulle creste rocciose fino ai picchi dell'Anandor, due corna sulla testa di un diavolo che proteggevano il valico di Anan'siri. Vento tra i Capelli strinse gli occhi e respirò a fondo.

È lì che vive, la puttana.

La puttana; avrebbe fatto spuntare le rughe ai suoi parenti elfi pronunciando davanti a loro quella parola, e c'era stata un'epoca, molti anni prima, in cui le sarebbe piaciuto togliersi la soddisfazione. Ma appena aveva iniziato a vagare per il mondo si era accorta di quanto fossero insignificanti i rapporti tra le persone in confronto alla vastità del mondo stesso, e non aveva mai nemmeno cercato di trovare la famiglia di suo padre. Non era una vendetta che valesse la pena prendersi, non quella.
Si rimise in marcia. L'acqua scintillava in basso sotto il suo sguardo distratto. Aveva occhi solo per il valico, per la prima volta vicino, ma ancora così lontano dietro a due file di creste scoscese. Vento tra i Capelli si fermò e improvvisamente la schiena le sembrò fragile. Sarebbe arrivata già stanca, a sostenere una battaglia per cui non poteva essere pronta neppure nel pieno delle sue forze. Asterion le aveva donato anche le virtù della notte e del vento, ma forse contro una dea non sarebbero bastate. Sentì lo sconforto venirle più vicino e accelerò il passo. Non avrebbe mollato, non a quel punto, no; era arrivata fin lì per vendicarsi o per morire. Nessuna delle due soluzioni avrebbe alleviato il suo dolore, non c'era modo di riportare pace alla sua anima. Ma cos'altro poteva fare? No, non si sarebbe arresa a un passo dalla fine, non dopo tutti quegli anni trascorsi a battere le terre in lungo e in largo, in cerca del nido del mostro che si faceva adorare come divinità e che si era portato via la sua cosa più preziosa. L'arpia che aveva tranciato l'unico legame che lei avesse accettato di avere in quel mondo su cui vagava senza fermarsi come il vento: sua figlia.

Il crepuscolo violetto si tuffò nel buio, lasciandola in balia di dubbi e incubi. Quella volta nemmeno la notte le portò conforto, e Vento tra i Capelli si alzò sentendosi esausta e già sconfitta. Si rannicchiò e pianse.
Avrebbe fallito, proprio quando era in gioco il suo cuore. Avrebbe perso l'unica battaglia importante di tutta la sua vita.
– Perché non sei tornata al monte Erebus? – singhiozzò – Perché non hai messo tutto nelle Sue mani?
Maledetto orgoglio. E maledette la sua sete di libertà, la sua insofferenza verso qualunque vincolo morale o affettivo, che l'avevano sempre tenuta lontana dal regno del suo amato, il padre di sua figlia. Rimpiangeva l'averlo lasciato tanto quanto avrebbe rimpianto i suoi viaggi se fosse rimasta; tornare da lui significava solo ferire entrambi. E con che faccia gli avrebbe raccontato quel che era successo?
Se n'era andata, sapendo di non poter tornare. Era fuggita prima che il loro amore diventasse così forte da impastoiarla. Quando, pochi mesi dopo, aveva scoperto di essere incinta era caduta nello sgomento più buio. Quando la bambina ancora sporca di sangue l'aveva guardata con gli occhi del padre aveva sentito il petto riempirsi di qualcosa di morbido che non aveva nome. E da quel momento erano esistite solo loro due, loro due e il mondo: le aveva fatto percorrere tutte le strade, mostrato i luoghi segreti, l'aveva cresciuta libera e selvaggia come lo era lei. Le aveva insegnato tutto. Non poteva contare le volte in cui avevano camminato mano nella mano per il gusto di farlo, i battibecchi, le sere in cui la figlia era rimasta imbronciata a fissare il fuoco, offesa per qualcosa per cui solo le ragazzine si offendono. Si erano anche separate, quando una sentiva il bisogno della sua solitudine. Si davano appuntamento a una certa taverna, un certo crocevia, e Vento tra i Capelli era sicura che si sarebbero ritrovate davvero, anche a distanza di anni. Sicura che niente avrebbe potuto ferire la figlia di un dio allevata dal vento. Sentiva una spina nel cuore ogni volta che vedeva quella schiena ancora acerba sparire in fondo al sentiero, ma non aveva mai pensato di poterla un giorno aspettare invano. Illusa. Incosciente? Forse; ma ci sono cose per cui non si ha colpa. Si era rivolta mille accuse, e nessuna reggeva. E tra le accuse era iniziato l'incubo, un incubo in cui ripercorreva lo stesso sentiero fino allo sfinimento, cercando il sangue di sua figlia su ogni pietra, il suo cadavere sotto ogni cespuglio, chiedendo notizie a ogni viandante, finché un vecchio pastore le aveva detto:
“È sceso un angelo dal cielo e l'ha incenerita.”
Uscite le lacrime riemerse la sua antica indole indomita. Sì, avrebbe perso, forse, ma non le importava: vincere quel duello avrebbe portato in premio solo altri secoli di vagabondaggi, di nuovo sola contro l'enormità del mondo e col cuore inaridito, in attesa della fine dei tempi.
Asterion sapeva, quando mi ha donato la vita eterna?
Rifuggì il pensiero.
Se vinco tornerò da lui, decise, ma anche con la mente non riusciva ad andare oltre il valico. C'era più solo una collina a dividerli.

Siranna fiutò l'aria a lungo prima di capire: Vento tra i Capelli. L'essere mortale più insolente e incontrollabile del creato. Era davvero riuscita a raggiungerla, Siranna l'avrebbe ammirata se solo il suo orgoglio avesse avuto confini. Ma non poteva provare ammirazione per una creatura inferiore, meno che mai quando le aveva fatto l'affronto più bruciante che si potesse immaginare. Sorrise tra sé, lisciandosi le penne infuocate. Sarebbe stato un piacere attenderla.

Vento tra i Capelli si sentiva più forte a ogni passo; del resto, nel suo sangue si mescolavano l'agilità degli elfi e la passione rovente degli uomini. Ora fremeva per la battaglia, ed era il suo istinto di vagabonda a costringerla a fermarsi e riprendere le forze di tanto in tanto.
Sta' calma. Calma. Per favore, riprenditi quel sangue freddo che ti ha fatta uscire, unica tra mille, dal Tempio di Maiasaura e dal labirinto di Pael Navan. Quel sangue freddo che tu sai bene essere la chiave di tutto.
Lo sapeva; ma nel Tempio, nel labirinto e in tutti gli altri posti ci era entrata senza nulla da perdere, a caccia solo dei ricordi lasciati tra l'erba nei viaggi precedenti. Era diventata la leggenda delle Terre Basse quando non aveva nulla da perdere, l'esploratrice più famosa del Nordoriente quando a spingerla era solo l'insaziabile desiderio di scovare luoghi mai visti da occhio umano. Finché, sul monte Erebus, aveva fatto l'errore di risvegliare un dio e restare a fargli compagnia fino al giorno in cui partire e restare le erano sembrate due scelte altrettanto sbagliate.
Sfiorò la lancia Viridiana che sporgeva dal suo zaino, una delle poche lame in grado di ferire carne immortale. Quando l'aveva trovata, nei sotterranei del Tempio di Maiasaura, non avrebbe mai immaginato che presto le sarebbe servita, e ora benediceva quella sete di potenza tutta umana che l'aveva spinta ad appropriarsene.
Se vinco, la riporto nella cripta. Prima di tornare da Asterion.
Il passo di Anan'siri torreggiava nitido accanto al sole al tramonto. Vento tra i Capelli ebbe l'impressione che ghignasse, pregustando il sangue che avrebbe bagnato la sua terra arida.

Siranna, posata in una gola, gareggiava in splendore con il sole nascente. Era rimasta appostata tutta la notte, sapeva che la sua rivale era ormai vicina. Si era messa l'armatura, perché quell'insopportabile formica vedesse tutta la sua potenza prima di essere annientata. Siranna si era già presa una prima vendetta, sentendo bruciare tra le sue mani il frutto di quell'amore blasfemo, ma non ne avrebbe rifiutata una seconda. Asterion non doveva certo rendere conto a lei di quello che faceva, ma i mortali non avevano diritti agli occhi degli dei. Avrebbero pagato loro.
Asterion non deve riferire a me, ma scegliersi una mortale come compagna! Arrivare al punto di giacere con lei e darle una figlia, una di quelle sporche creature né carne né pesce che servono solo a sconvolgere l'ordine del mondo!
Roba che non si vedeva dall'Età dell'Oro, quando uomini e dèi vivevano assieme convinti di avere qualcosa da spartire. Chissà perché “dell'Oro”, poi.
Quando sarà finita tornerò all'Erebus. Gli dirò che la sua amichetta è stata uccisa e non sono arrivata in tempo per salvarla. Gli offrirò la mia spalla, la mia comprensione, gli...
ma sarebbe stata ancora capace di amare un dio che era caduto così in basso? Siranna scosse le penne facendone sprizzare lapilli e rimandò la decisione.
La luce avvolgeva le montagne e il sentiero rimaneva vuoto; ancora nessuna traccia di Vento tra i Capelli. La dea provò una fitta di disappunto al pensiero che qualcuno o qualcosa l'avesse già uccisa al posto suo. Stava per alzarsi in volo e andarle incontro quando un macigno le piovve addosso da chissà dove e la inchiodò a terra. Il suo grido fece franare le pietraie per parecchie miglia.

Vento tra i Capelli sorrise alla divinità intrappolata; quella vista era per il suo cuore come l'acqua dopo il deserto. A lei sarebbe bastato, ma non alla puttana. Doveva finire quello che aveva iniziato.
– So che sei troppo orgogliosa per chiedermelo, ma te lo dirò lo stesso: ti ho vista da lontano perché le fiamme fanno luce e fumo, non lo sapevi, Gallina di Fuoco?
Siranna lanciò una breve occhiata alle sue ali e stridette di nuovo, il volto deformato dalla rabbia.
– Hai il coraggio di cercare vendetta? Non avevi il diritto di amare un dio, lo sai!
– Io non ho colpa se Asterion ha preferito me a te. E tu non avevi il diritto di prenderti mia figlia!
La vide sorridere, compiaciuta.
– A quanto pare nemmeno i semidei possono resistere alla vampa delle mie ali. Di lei non è rimasta nemmeno la cenere.
A Vento tra i Capelli sembrò di consumarsi nello stesso rogo che aveva divorato sua figlia. Scagliò un'altra pietra contro la dea, poi estrasse la Viridiana e la piantò con forza a terra. Finalmente vide la boria infrangersi negli occhi dell'avversaria. Finalmente capì che si agitava non per liberarsi ma per salvarsi la vita. La colpì di nuovo con un ciottolo, poi fece leva con l'asta dell'arma per scalzare un masso più grande.
“Tu non hai il diritto di possedere...”
La frase finì in un grido quando il macigno atterrò su Siranna. Vento tra i Capelli se lo gustò come miele, e iniziò ad avvicinarsi stringendo la lancia e alzando il braccio per caricare.
Aveva una possibilità sola.
La gola esplose, e Vento tra i Capelli venne investita da un muro di fuoco; riuscì a non cadere, indietreggiando a rapidi passi, sentendo la pelle bruciare. Quando alzò di nuovo lo sguardo, Siranna si librava alta sopra di lei, accecante nella sua armatura dorata, le penne che lanciavano scintille in mezzo al fumo nero. Sbatté le ali e scagliò un'altra vampa. Vento tra i Capelli protese le mani e una raffica di vento gelido infranse le fiamme e le risospinse indietro. Ai suoi occhi apparve la dea che scendeva in picchiata, impugnando una picca di fuoco. Scartò di lato, sentì sulla schiena una scia di calore insostenibile, la picca si piantò nella pietra e la fuse. Gocce di lava tracciarono scie di fumo nell'aria. Vento tra i Capelli non aveva ancora ritrovato l'equilibrio, e non riuscì a schivarle; sulla sua coscia si aprì una voragine, la carne si sciolse urlando, il mondo intorno lampeggiò.
Vento tra i Capelli si allontanò zoppicando, il calore sulla pelle che lasciava il posto a sudore freddo.
Sei solo una mezzelfa favorita da un dio.
Sua figlia aveva sangue divino, era capace di sparire e volare con le ombre, di vedere nel buio totale; e non era sopravvissuta.
Siranna strattonò la sua arma e riuscì a estrarla, balzò all'attacco fuori controllo come una bestia. Vento tra i capelli parò il colpo con la Viridiana, la punta di giada fece scintille. Resse, risospinse indietro l'avversaria e le fece perdere l'equilibrio. Vento tra i Capelli richiamò a sé ventitré anni di rabbia e di amore mutilato e caricò.
La lancia trafisse l'armatura come stoffa leggera. La dea venne inchiodata alla roccia, gridò come solo gli uccelli feriti sanno fare; il suo fuoco sembrò offuscarsi in una nube di fumo nero e spesso.
Guardarono entrambe l'asta che sporgeva dal ventre di Siranna; dal ventre, quando l'unico modo per uccidere un immortale è colpirlo al cuore.
Vento tra i Capelli cercò di estrarre la Viridiana e scoprì di non avere più forze. Sentì le dita della dea stringersi attorno al suo collo e le ali che iniziavano a battere, a generare quel vento incendiario che consumava ogni cosa senza lasciare ceneri. Presto l'aria fu troppo rovente per respirare. La sua pelle, la gola, gli occhi si inaridivano e si spaccavano come la terra del deserto.
Quando un refolo di frescura le accarezzò il viso lo scambiò per il respiro dolce di Thanatos. Sorrise. Lei sarebbe stata in pace, mentre la puttana si sarebbe tormentata per l'eternità al pensiero di essere stata quasi battuta. La cicatrice sul suo ventre l'avrebbe fatta impazzire.
La stretta si allentò e la vampa si spense. Vento tra i Capelli aprì gli occhi; una freccia di madreperla trafiggeva il cuore della dea. Alzò lo sguardo e lì, in cima al crinale, stava la ragazza più bella che avesse mai visto, una ragazza dal viso identico al suo ma con una stella in fronte e gli occhi blu come la notte.
Vento dalle Stelle lasciò cadere la balestra e le fu addosso in un battito d'ali, e Vento tra i Capelli la strinse, incapace sia di piangere che di ridere, travolta dal turbine di colori che le si agitava tra testa e cuore.
“Pensavo... pensavo ti avesse uccisa.”
“Oh, certo! Certo che mi ha uccisa! Ma Thanatos si è rifiutato di prendermi, diceva che era un'ingiustizia atroce.”
Si sciolse dall'abbraccio e la guardò con la deliziosa malizia delle ragazzine.
“E poi, a lui Siranna piace un sacco! Le ha giurato vendetta quando lei l'ha rifiutato!”
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CDuMbledore
Modessa Modessa
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MessaggioInviato: Sab 25 Apr 2015 18:55 pm    Oggetto: Re: Quali Percorsi   

Cara PW, non è che tu abbia "sbagliato" qualcosa.
Semplicemente nella selezione un altro racconto ci è piaciuto di più. Che tu sia brava a scrivere a me sembra evidente.

Anzi, spero che parteciperai a un altro contest in futuro. ammicca
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PrimaevalWorld
Elfo
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MessaggioInviato: Mar 28 Apr 2015 14:11 pm    Oggetto:   

grazie Very Happy in realtà avevo paura di essermi lasciata trascinare dal tema e aver usato un linguaggio troppo aulico Laughing
comunque, da brava supercattiva, vi dico che "non finisce qui" e parteciperò di sicuro alle prossime selezioni; del resto, quando sarà ora, voglio presentarmi come si deve agli editori...
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Yanez
Hobbit
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MessaggioInviato: Lun 11 Mag 2015 8:22 am    Oggetto:   

L'ho letto con grande piacere. Bella storia, tutta al femminile e bella l'ambientazione, con cui hai saputo creare un senso di magia. Il linguaggio non mi sembra aulico, e se lo è non dà affatto fastidio.
Sono d'accordo con CDuMbledore, la stoffa ce l'hai.
PrimaevalWorld
Elfo
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Località: tra Torino e la Citta'
MessaggioInviato: Mar 12 Mag 2015 16:50 pm    Oggetto:   

grazie, il vostro parere è importantissimo per me Very Happy spero di farcela, prima o poi
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erbetta
Inox memory
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MessaggioInviato: Sab 20 Giu 2015 19:55 pm    Oggetto:   

Alcuni accorgimenti credo alleggerirebbero la lettura. Il colloquiale ne carne ne pesce stride con il contesto e lo stile generali, il termine schiena torna qualche volta di troppo, infine Vento nei Capelli è un nome proprio piuttosto lungo da ripeterlo così tante volte senza rallentare oltre misura il ritmo.
Questo a livello generale.
Personalmente non ho apprezzato la storia e ho fervidamente detestato la protagonista. Peccato non sia stata spiaccicata lei da un pietrone, ma pazienza. Aspetto con fiducia il seguito Wink
Grazie per la lettura.
Sono una donna di cultura: ho letto entrambi i Promessi Sposi
PrimaevalWorld
Elfo
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MessaggioInviato: Mer 01 Lug 2015 16:54 pm    Oggetto:   

cosa intendi per "colloquiale né carne né pesce"? se ti riferisci ai dialoghi tocchi un tasto dolente perché sono la cosa per me più difficile da rendere. Il nome è un altro problema, a me piace per il suo significato ma in ogni caso ho scoperto che è già stato usato da un altro scrittore, quindi dovrò cercare un'alternativa. Di questo ho preso nota, per la storia e il personaggio se non ti sono piaciuti per questione di gusti temo di non poterti assecondare Wink a meno che non ci sia proprio qualcosa che ti sembra forzato o in qualche modo che non funziona, in questo caso mi piacerebbe saperlo Smile grazie per il parere, spero di rifarmi la prossima volta! Very Happy
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Yanez
Hobbit
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MessaggioInviato: Gio 09 Lug 2015 23:01 pm    Oggetto:   

"Vento nei capelli" è un bel nome, anche se lungo.
Mi ha creato qualche problema, leggendolo, perché lo associavo a un personaggio maschile, non femminile: è, infatti, il nome di un pellerosse in "Balla coi lupi", un personaggio notevole. Mi era difficile non pensare a lui, mentre leggevo, ma non mi pare un problema di cui debba farsi carico lo scrittore.
PrimaevalWorld
Elfo
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MessaggioInviato: Ven 17 Lug 2015 17:12 pm    Oggetto:   

Shocked ommioddio, cominciano a esserci troppi Vento tra i Capelli: quella a cui pensavo io è la bambina protagonista di un'omonima fiaba, quello di Balla coi Lupi sinceramente non me lo ricordavo. In effetti non so cosa succeda quando due scrittori "inventano" lo stesso nome, però in ogni caso non mi piace per principio, per cui mi sto comunque bruciacchiando le meningi alla ricerca di un'alternativa valida...tanto prima di arrivare in libreria ho tutto il tempo Laughing Laughing Laughing
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Barbagianni
Balrog
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MessaggioInviato: Gio 03 Set 2015 16:57 pm    Oggetto:   

A me non è dispiaciuto, ma in effetti il tono scivola nel troppo colloquiale un paio di volte e anche il punto di vista e il registro traballa verso la fine quando il punto di vista di siranna (che alla fine non si capisce neanche bene cosa sia fisicamente). Ultima cosa il finale, che pare tagliato molto con l'accetta, incluso il povero thanatos che pare essere stato aggiunto all'ultimo momento quando invece avrebbe fatto una figura migliore citandolo molto prima.
Quando qualcuno dice 'io non credo nelle fate' da qualche parte una fata si segna nome, cognome e indirizzo.

Trolls? Io odio i trolls! - Willow
PrimaevalWorld
Elfo
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MessaggioInviato: Ven 04 Set 2015 16:51 pm    Oggetto:   

Barbagianni ha scritto:
A me non è dispiaciuto, ma in effetti il tono scivola nel troppo colloquiale un paio di volte e anche il punto di vista e il registro traballa verso la fine quando il punto di vista di siranna (che alla fine non si capisce neanche bene cosa sia fisicamente). Ultima cosa il finale, che pare tagliato molto con l'accetta, incluso il povero thanatos che pare essere stato aggiunto all'ultimo momento quando invece avrebbe fatto una figura migliore citandolo molto prima.


ok, grazie anche a te per il parere Very Happy insomma, mi sa che non sono tanto tagliata per i racconti: mi sembrava di non avere spazio per spiegare bene le cose, e allo stesso tempo avevo paura di spiegare e descrivere troppo...
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MessaggioInviato: Dom 06 Set 2015 8:33 am    Oggetto:   

PrimaevalWorld ha scritto:
insomma, mi sa che non sono tanto tagliata per i racconti: mi sembrava di non avere spazio per spiegare bene le cose, e allo stesso tempo avevo paura di spiegare e descrivere troppo...


Tutte piccole cose che si imparano con l'esperienza!
Continua a scrivere, ascolta solo le critiche costruttive e tappati le orecchie se qualcuno (compreso te stessa, anzi, soprattutto te stessa!) ti dice che "non sei tagliata".
Scommetto che leggerò un tuo racconto su FM tra qualche numero. Wink
Barbagianni
Balrog
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MessaggioInviato: Lun 07 Set 2015 14:28 pm    Oggetto:   

Qui sul forum si è sempre stati "cattivelli" ma il fine è stimolare a fare meglio. A me è servito moltissimo.
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Trolls? Io odio i trolls! - Willow
PrimaevalWorld
Elfo
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MessaggioInviato: Lun 07 Set 2015 17:14 pm    Oggetto:   

infatti confesso che mi sono convinta a partecipare al forum quando ho visto la sezione di racconti! I pareri costruttivi e ragionati sono quello di cui ho bisogno, per cui continuerò a lavorare e fare esperienza...e se qualcosa si muove ve lo farò sapere! Wink
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