Senza titolo (proprio non riesco a trovarne uno)


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Barbagianni
Balrog
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MessaggioInviato: Mar 02 Feb 2016 15:27 pm    Oggetto: Senza titolo (proprio non riesco a trovarne uno)   

Ecco un nuovo lavoretto, non proprio fresco fresco ma 'inedito' nel senso che il forum è la seconda persona a leggerlo. Oltre agli spietati commenti, volevo chiedere quanto sia immorale iniziare a riciclare gli stessi personaggi e certi temi in più racconti...più parlando di quelli futuri che quelli passati a dire la verità.

Dedicato a Gloria Gaynor. Un grazie per l'ispirazione.




Di primo acchito fu spaventata, pietrificata dalla figura che le si parò sulla soglia. Al tramonto, con le prime fiaccole accese e i bracieri che illuminavano con il loro bagliore soffuso, il sorriso sicuro e un po' beffardo brillò come fosse l'unica parte reale e solida di quell'ombra di nome Kayros.
Sephera balbettò qualcosa di poco coerente mentre il sangue le fuggiva dalla faccia e la vista le si offuscava, lasciando all'uomo il tempo di prendere l'iniziativa ed entrare in casa sua; casa che si era costruita praticamente con le sue mani, come aveva tirato su dal nulla il magazzino della lana delle sue pecore, come si era fatta strada nei mercati di Telocona, Adriaste e Macarta fino ad esserne un membro riconosciuto e rispettabile. La casa in cui, gli Dei testimoni, Sephera aveva giurato lui non avrebbe mai messo piede.
«Vedo che ti sei sistemata bene» disse Kayros senza nemmeno guardarsi attorno ma piantandole addosso uno sguardo penetrante e indagatore. «Ma cosa c'era che non andava nel nostro vecchio nido d'amore?»
Lei si svegliò di colpo dal suo torpore, immagini e sensazioni che le sfrecciavano nella mente a velocità folli. Il sorriso di lui mentre si alzava dal fossato in cui lo aveva trovato, le sue braccia calde nella brezza fredda, l'espressione colpevole della sua amica Penelope, l'odore di rancido che esalava dal pagliericcio. «Perchè era una topaia» sibilò.
Kayros scrollò le spalle. «Non mi pareva fosse un problema ai tempi.» Lei esitò e lui incalzò. «Andava benissimo per farci l'amore.»
Come se fosse stata sferzata lei replicò subito. «E niente altro. Eri bravissimo a non fare niente altro.»
«Andiamo, non ti sei mai lamentata.» Fece per togliersi la mantella da viaggio, un rettangolo di tessuto tutto sbrindellato ma Sephera lo fulminò con lo sguardo e lo gelò con la voce.
«Non. Ti. Azzardare.»
«Come?» chiese lui, con una nuova inflessione tra il sorpreso e lo spaventato.
«Non ti azzardare a toglierti il mantello» ripetè lei, prendendo coraggio. «Ti conosco Kayros, siamo stati amanti, so come sei fatto meglio di quanto pensi e so che se ti permetto anche solo di sederti alla mia tavola non riuscirei più a farti sloggiare.»
«Bè, non pensavo al tavolo, ma se preferisci quello al letto...»
«Piantala di fare così!»
«Così come?» chiese lui con il mezzo sorriso ancora stampato in faccia.
«Esattamente così» sfuriò Sephera. «Non prendi mai niente sul serio e pensi che ogni cosa si risolva con una scopata!» Kayros aprì la bocca ma lei lo zittì sventolando un dito come fosse un'arma. «Non osare. Tu non hai più il diritto nemmeno di rivolgermi la parola, tanto meno di entrare in casa mia.» Si trattenne, non voleva fare una scenata, in fondo non era nel suo carattere; poi il volto di suo zio che la accoglieva in casa dopo essere stata ripudiata da suo padre le si parò nella mente come scolpito nel marmo, simile alle figure sacre sui frontoni dei un templi. Da quel punto non riuscì più a t:attenere i ricordi: il sole che le bruciava la testa lavorando sotto il sole, l'umidità della pioggia sulle pecore al pascolo, l'odore di cera e segatura della sua nuova casa, il vociare dei mercati, i volti dei pastori e dei filatori che ora dipendevano da lei. E qualcosa cambiò: parlò. «Quando mi hai abbandonata quattro anni fa ero distrutta, pensavo di non poter più vivere senza di te, anche se mi tradivi con tutte quelle che ti capitavano, anche se in verità non ti è mai importato niente di me. Niente.» Le si riempirono gli occhi di lacrime, la voce vibrò ma continuò a uscirle di bocca, guadagnando impeto mentre parlava, come una valanga. «All'inizio pensavo che sarei morta senza di te, non lo nego, ma poi mi sono resa conto di quanto male mi avevi fatto. Notte dopo notte ho capito di poter esistere anche senza di te, di poter essere forte da sola, di continuare a vivere, di poter amare ancora. In molti mi hanno aiutata, non nego nemmeno questo, ma ho imparato anche a distinguere chi mi è veramente amico da chi mi vuole solo sfruttare e giorno dopo giorno mi sono rifatta una vita, mi sono costruita un'attivitá, una reputazione. E sono felice adesso. Dannazione, sono felice senza di te!»
Kayros sbattè le palpebre un paio di volte, stordito da quel fiume in piena tanto impetuoso da farlo arretrare di qualche passo. Provò a fare la faccia da cane bastonato, ma tutto quello che trovò fu un muro di furia malcelata impastata col disgusto e il rimprovero, per cui abbassò la testa e tentò di scusarsi.
Ricevette solo un gesto imperioso che gli indicava la porta.
Sephera fissò la sua schiena che spariva nella notte e con un possente sospiro crollò stremata su una sedia facendo finalmente pace col suo passato, completa e serena come non lo era stata da...da...forse mai.

Kayros proseguì con la sua andatura strascicata e sconfitta per un centinaio di passi prima di smettere con la commedia e infilarsi in un vicolo, svelto come un ratto. «Svala?» sussurrò.
Dalle ombre emerse il volto incorniciato da lunghissimi capelli biondi della sua socia, che sarebbe stata attraente se non fosse stata completamente inespressiva e fredda. «Sono qui...»
«Kayros.»
«Sai, inizio a perdere il conto delle tue identitá.»
«Lasciamo perdere, va bene?» Si sentiva sempre più stanco, voleva solo chiudere quella storia in fretta.
«Va bene. Lei com'è?»
«A posto, tutto secondo i piani» sbuffò.
«Un po' stringato come rapporto sulla missione.»
«E che vuoi sapere?» scattò Kayros. «I dettagli più sordidi?»
Svala non si scompose. «I dettagli più pertinenti. Per far avverare il mio oracolo dobbiamo fare in modo che tutto sia il più preciso possibile, basta un dettaglio fuori posto per far sfumare il lavoro di anni.»
«Senza contare aver rovinato una vita per niente.»
L'altra non colse la nota aggressiva o non se ne curò. «Il piano deve continuare. Far soffrire le persone non piace a te più di quanto non piaccia a me, ma nel caso di Sephera l'oracolo prescrive una donna forte e sicura di sè, ma che non abbia perso la sua empatia.»
Kayros lasciò perdere le sottigliezze e ci andò pesante. «Forse intendi dire che non sia emotivamente frigida come te.»
«Se ti fa piacere definire la cosa così» concesse Svala, con un respiro più profondo che poteva anche essere un'ombra di sospiro.
«Comunque il tuo prezioso oracolo è al sicuro.
«Bene.»
«Sarà, ma io non mi sento bene per niente» fece Kayros con una scrollata di spalle. «Giocare con la vita delle persone mi sta facendo venire la nausea.»
«Noi non stiamo affatto giocando, stiamo creando un futuro migliore.»
«Vabbè» Kayros scrollò le spalle di nuovo, con più forza. «Da quanti secoli facciamo queste cose?»
«Non abbastanza» fu la fredda risposta.
Kayros risucchiò aria come fosse fumo velenoso. «E per quanti altri dovremo continuare a strisciare nell'ombra a manipolare la gente sperando che l'umanità migliori per questo?»
«Quanti sarà necessario.»
Ci fu un momento di silenzio, poi Kayros si alzò.
«Adesso sì che mi è venuta la nausea» annunciò incamminandosi verso le luci del villaggio.
«E ora dove vai?» chiese Svala.
«Vado ad ubriacarmi e a passare la notte con qualche prostituta. Ho bisogno di un po' di vita vera.»
Svala lo guardò sparire oltre l'imboccatura del vicolo, poi si concesse un piccolo singulto: «Mi dispiace Kayros, ma siamo tutti parte di un oracolo. Tutti.»
PrimaevalWorld
Elfo
Messaggi: 247
Località: tra Torino e la Citta'
MessaggioInviato: Mer 03 Feb 2016 18:09 pm    Oggetto:   

il racconto...mi spiace, ma non l'ho capito Sad lo rileggerò con calma, ma credo non sia un buon segno.
Riciclare i temi, perché no? In fondo, in gran parte dei lavori di King compaiono uno psicopatico e una banda di bulli, così come quasi tutti i racconti di Poe ruotano attorno all'idea di essere sepolti vivi; l'importante è che sopra ci ricami ogni volta qualcosa di nuovo. Idem per i personaggi, li si può mettere alla prova in situazioni diverse e addirittura generi diversi (un mio personaggio fantascientifico ha un alter ego in un mondo fantasy, per dire), basta siano sempre coerenti con loro stessi e il contesto.
Tutto IMHO, ovviamente Smile
Barbagianni
Balrog
Messaggi: 1005
MessaggioInviato: Lun 08 Feb 2016 15:03 pm    Oggetto:   

Ho chiesto prorio perchè non mi sento proprio al livello di king o di poe Wink 
Proverò a rileggerlo anche io, sai mai che a questo giro ho toppato sul filo logico...
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