Il signor Diavolo


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FantasyMagazine
Balrog
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MessaggioInviato: Lun 26 Ago 2019 9:32 am    Oggetto: Il signor Diavolo   

Il signor Diavolo

Pupi Avati è un regista di culto, ha contribuito a forgiare l’horror italiano degli anni Settanta e ora torna al cinema con Il signor Diavolo, produzione nostalgica che disseziona il male che si annida nei meccanismi di potere della società. 



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zoon
Hobbit
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MessaggioInviato: Lun 26 Ago 2019 9:32 am    Oggetto: Il signor Diavolo   

Non riesco a concordare sulla critica all'inadeguatezza tecnica della pellicola, si narra di paure ataviche, le stesse vissute da Pupi bambino; il territorio ha in sé qualcosa di antico, non a caso si presta assai bene alle influenze lovecraftiane, l'ambientazione dev'essere per forza così come Avati l'ha realizzata, un taglio più moderno ne avrebbe distrutto il climax. I volti degli attori e il loro trucco iperreale, bastano quelli per donare lo spessore di un orrore che è tutt'altro che alla portata umana e che divora, come un'ideologia.
Non sono convinto sia un'opera perfetta, ma dal mio punto di vista dirotterei i dubbi su alcuni passaggi del film che mi risultano tuttora poco chiari - o forse mal sviluppati, chissà... Dovrei dare una seconda visione al film.
Walter Ferri
Hobbit
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MessaggioInviato: Gio 29 Ago 2019 11:48 am    Oggetto: Re: Il signor Diavolo   

zoon ha scritto:
Non riesco a concordare sulla critica all'inadeguatezza tecnica della pellicola, si narra di paure ataviche, le stesse vissute da Pupi bambino; il territorio ha in sé qualcosa di antico, non a caso si presta assai bene alle influenze lovecraftiane, l'ambientazione dev'essere per forza così come Avati l'ha realizzata, un taglio più moderno ne avrebbe distrutto il climax. I volti degli attori e il loro trucco iperreale, bastano quelli per donare lo spessore di un orrore che è tutt'altro che alla portata umana e che divora, come un'ideologia.
Non sono convinto sia un'opera perfetta, ma dal mio punto di vista dirotterei i dubbi su alcuni passaggi del film che mi risultano tuttora poco chiari - o forse mal sviluppati, chissà... Dovrei dare una seconda visione al film.

Il Sig. Diavolo é uno di quei titoli che mi é stato difficile recensire. Da amante del genere, colgo le sue radici e le apprezzo, mi ha intrattenuto. Gli riconosco anche molti elementi potenzialmente interessanti (le illusioni di gloria del mediocre protagonista, il discorso politico, la critica alla violenza verso il diverso ecc.), ma trovo che gli spunti siano cannibalizzati, mal sviluppati. Avati non ha avuto cuore di tranciare elementi di colore del suo stesso libro, ha voluto toccare superficialmente ogni elemento, ma a discapito della profonditá narrativa. 
La questione dell'approccio tecnico é quella che piú mi ha lasciato indeciso. Sono d'accordo con te sul fatto che scelte moderne sarebbero andate a demerito dell'opera del regista, ma ritengo che questo sia dovuto a una limitazione dell'autore, piú che una condizione assoluta. Un rinnovamento forzato fa sicuramente danni (vedi il Dracula di Dario Argento), ma esistono numerosi esempi virtuosi. Nel caso specifico credo il paragone piú pertinente possa essere quello con La spina del Diavolo di Guillermo del Toro, capolavoro ambientato nel '39, perfettamente in grado di padroneggiare tecnica e ambientazione. Non so dirti se Avati abbia percorso a ritroso la sua carriera a causa di inabilitá professionali (ma ne dubito) o come escamotage per rientrare in un budget di cui non ci é dato sapere la portata, ma confido la sua scelta sia giustificata e che il percorrere una strada diversa avrebbe portato a destinazioni disastrose. Questa consapevolezza non innalza tuttavia il valore di un'opera che, tutto sommato, impallidisce all'ombra degli epocali capolavori dell'horror.
zoon
Hobbit
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MessaggioInviato: Gio 29 Ago 2019 18:13 pm    Oggetto: Il signor Diavolo   

Walter Ferri ha scritto:
zoon ha scritto:
Non riesco a concordare sulla critica all'inadeguatezza tecnica della pellicola, si narra di paure ataviche, le stesse vissute da Pupi bambino; il territorio ha in sé qualcosa di antico, non a caso si presta assai bene alle influenze lovecraftiane, l'ambientazione dev'essere per forza così come Avati l'ha realizzata, un taglio più moderno ne avrebbe distrutto il climax. I volti degli attori e il loro trucco iperreale, bastano quelli per donare lo spessore di un orrore che è tutt'altro che alla portata umana e che divora, come un'ideologia.
Non sono convinto sia un'opera perfetta, ma dal mio punto di vista dirotterei i dubbi su alcuni passaggi del film che mi risultano tuttora poco chiari - o forse mal sviluppati, chissà... Dovrei dare una seconda visione al film.

Il Sig. Diavolo é uno di quei titoli che mi é stato difficile recensire. Da amante del genere, colgo le sue radici e le apprezzo, mi ha intrattenuto. Gli riconosco anche molti elementi potenzialmente interessanti (le illusioni di gloria del mediocre protagonista, il discorso politico, la critica alla violenza verso il diverso ecc.), ma trovo che gli spunti siano cannibalizzati, mal sviluppati. Avati non ha avuto cuore di tranciare elementi di colore del suo stesso libro, ha voluto toccare superficialmente ogni elemento, ma a discapito della profonditá narrativa. 
La questione dell'approccio tecnico é quella che piú mi ha lasciato indeciso. Sono d'accordo con te sul fatto che scelte moderne sarebbero andate a demerito dell'opera del regista, ma ritengo che questo sia dovuto a una limitazione dell'autore, piú che una condizione assoluta. Un rinnovamento forzato fa sicuramente danni (vedi il Dracula di Dario Argento), ma esistono numerosi esempi virtuosi. Nel caso specifico credo il paragone piú pertinente possa essere quello con La spina del Diavolo di Guillermo del Toro, capolavoro ambientato nel '39, perfettamente in grado di padroneggiare tecnica e ambientazione. Non so dirti se Avati abbia percorso a ritroso la sua carriera a causa di inabilitá professionali (ma ne dubito) o come escamotage per rientrare in un budget di cui non ci é dato sapere la portata, ma confido la sua scelta sia giustificata e che il percorrere una strada diversa avrebbe portato a destinazioni disastrose. Questa consapevolezza non innalza tuttavia il valore di un'opera che, tutto sommato, impallidisce all'ombra degli epocali capolavori dell'horror.

Sì, sono d'accordo sul fatto che in alcuni momenti - soprattutto rivisti mentalmente dopo la fine del film - la sensazione che qualcosa sia stato tirato via c'è; il finale, soprattutto, che devo assolutamente rivedere perché qualcosa mi sfugge tuttora, e anche la profondità di certi personaggi, come la madre del ragazzo deforme, hanno uno spessore evanescente, non ben comprensibile. Quest'indefinita caratura dei personaggi può però essere a sua volta un punto di forza, perché tutto rimane in un limbo dove si possono assegnare determinati significati alle scene o anche il loro contrario... Senza contare che c'è anche un certo discorso politico sotto - i comunisti mangiano i bambini.
In ogni caso, al di là di questi discorsi, credo che Il signor Diavolo sia un film da vedere e apprezzare, fosse solo per le suggestioni livide che dissemina a piene mani, pur avendo a disposizione un budget probabilmente limitato ;)

Chiudendo, non parliamo certo dell'immenso Suspiria di Guadagnino - anche concettualmente Avati lascia diverse pedine sul campo che non gli permettono di far assurgere all'opera lo status di capolavoro - però questo weird nostrano io lo proietterei nelle scuole, ecco Smile
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