William Gibson


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Melian
Ospite

MessaggioInviato: Ven 11 Mar 2005 18:03 pm    Oggetto:   

Tutta la trilogia dello Sprawl è fenomenale. Il mio personaggio preferito è il Conte Zero, soprattutto in Monna Lisa Cyberpunk, ultimo capitolo della trilogia. Bellissimo è anche il racconto La notte che bruciammo Crome.
Gli altri romanzi Luce Virtuale, Aidoru non hanno secondo me la potenza narrativa della trilogia, mangano di una trama che si sviluppa su piani differenti, di personaggi memorabili e di paragrafi che sono puro lirismo.

Tra l'altro il Neuromante inzia con uno degli incipit che amo di più
"Il cielo sopra il porto era del colore di uno schermo televisivo sintonizzato su un canale morto..."
melusina
Sorella Bene Gesserit
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MessaggioInviato: Ven 11 Mar 2005 18:41 pm    Oggetto:   

Pur apprezzando molto la trilogia, devo dire che "Luce virtuale" mi è piaciuto: ho letteralmente adorato l'ambientazione delle case accatastate sul ponte della baia di San Francisco! Very Happy
Melusina
Che nessuno mi guardi quando nel buio della mia dimora dismetterò le vesti e parlerò coi pesci e coi serpenti. [by Anna Maria Bonfiglio]
Jaime Lannister
Il Predicatore
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MessaggioInviato: Mer 23 Mar 2005 10:19 am    Oggetto:   

Possiedo la trilogia dello Sprawl piu' La Notte che bruciammo Chrome , e devo dire che
A) Il Neuromante e' uno dei miei libri preferiti , lo rileggo con piacere a intervalli regolari ... ha il ritmo di un film , ti prende da subito...
B) Non ho capito molto bene dove Gibson vuole arrivare alla fine di Mona Lisa Cyberpunk... la qualita' dei romanzi e' in costante calando a partire da il Neuromante .

Purtroppo il Cyberpunk e' un genere per sua natura poco versatile , quindi dopo un po' ho abbandonato la sua lettura ...
Non ricordo chi l'aveva chiesto , ma Gibson e' un amante dell ' Italia ...addirittura nel finale de Il Neuromante c'e' un riferimento molto preciso alla mia citta' ( Mantova ) che e' impossibile da cogliere per chi non ha visto il " quid " in questione... ( Il Castello dei Gonzaga )
Ma del resto e' proprio questo che mi fa' impazzire di Gibson : non dare mai spiegazioni , trattare il lettore non come un alunno che deve imparare un nuovo mondo che fa' da sfondo a una narrazione , ma come uno che e' gia' parte di quel mondo di fantasia .
Hear me *meeeow*
Gino Alloboro
Hobbit
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MessaggioInviato: Mar 19 Apr 2005 22:56 pm    Oggetto:   

Esiste anche un sito tutto italiano dedicato al cyberpunk.
http://eracyberpunk.altervista.org

Presente anche uno degli storici racconti di W. Gibson, Agrippa.
http://eracyberpunk.altervista.org/?q=racconti_e_storie_agrippa_a_book_of_the_dead_william_gibson.htm
Jaime Lannister
Il Predicatore
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Località: Casterly Rock
MessaggioInviato: Mer 20 Apr 2005 10:51 am    Oggetto:   

Interessante segnalazione - anche se sa' un po' di pubblicita' se non altro e' pertinente e meritevole Wink
Fa' piacere constatare che ci sia ancora gente che crede che il Cyberpunk sia ancora vivo e vegeto ... con inconfutabili motivazioni .
Nulla da dire .
Fa' pensare , allora , come gli autori non riescano a rinnovarsi e a portarsi al passo coi tempi ... se fondamentalmente l' audience non e' cambiata , il substrato su cui il Cyberpunk puo' proliferare e' sempre quello , pero' non cresce .
Che sia colpa degli autori ? O forse le nuove tecnologie e la nuova societa' rendono troppo credibili elementi come la Rete o lo Sprawl , che si ritrovano , da elementi verosimili o fantastici , ad essere fin troppo reali e conosciuti ?
Con fiducia attendo un autore che riesca a rendere appetibile alle nuove generazioni , se queste realmente hanno i requisiti per apprezzare il CP .
Del resto la particolarita' e la " specialita'" del genere , come gia' detto , rende difficle per uno scrittore innovare senza stravolgere i canoni , senza uscire da quegli invisibili confini che delimitano cio' che e' Cyberpunk da cio' che non lo e' ... ci vorrebbe un apristrada , un battipista dalle qualita' indiscusse che tracci confini e canoni piu' ampi e moderni .
Puo' questa figura essere uno dei " vecchi " , storici scrittori di CP ? Personalmente non credo , e aspetto che qualcuno di nuovo , piu' " aggiornato " se vogliamo , si faccia avanti...

Voi che ne pensate ?
Hear me *meeeow*
Gino Alloboro
Hobbit
Messaggi: 3
MessaggioInviato: Mer 20 Apr 2005 11:54 am    Oggetto:   

DonDiego ha scritto:
Interessante segnalazione - anche se sa' un po' di pubblicita' se non altro e' pertinente e meritevole Wink


vero, sa di pubblicità, ma vedendo il cyberpunk morente, ho sperato che pubblicizzando un sito italiano dedicato al cyberpunk, qualcosa si muova.

Citazione:
Fa' piacere constatare che ci sia ancora gente che crede che il Cyberpunk sia ancora vivo e vegeto ... con inconfutabili motivazioni .
Nulla da dire .


io credo che il cyberpunk, così come altri "movimenti" e stili di pensiero sia stato totalmente assorbito (o quasi). Ormai la sua portata rivoluzionaria, come quella del punk credo sia terminata. Però è giusto che il genere si rinnovi, portando alla ribalta nuove tematiche. Forse è quello che Sterling e Rucker stanno facendo, molto più di Gibson.

Citazione:

Che sia colpa degli autori ? O forse le nuove tecnologie e la nuova societa' rendono troppo credibili elementi come la Rete o lo Sprawl , che si ritrovano , da elementi verosimili o fantastici , ad essere fin troppo reali e conosciuti ?


Sterling e Rucker hanno sempre scritto una fantascienza diversa. Stephenson forse è il più competente in ambito informatico. i suoi romanzi sono stati molto attenti al futuro. Non dimentichiamoci che Rucker è un matematico, ha programmato una rappresentazione visuale di un ipercubo a 4D. Il suo romanzo Freeware è ancora oggi una visione di una tecnologia futuribile. E' strano come il padre del cyberpunk, sia quello che di tecnologia se ne intendesse di meno, e fosse il meno articolato nei suoi romanzi.
Citazione:

Puo' questa figura essere uno dei " vecchi " , storici scrittori di CP ? Personalmente non credo , e aspetto che qualcuno di nuovo , piu' " aggiornato " se vogliamo , si faccia avanti...

Voi che ne pensate ?


Vernor Vinge ha dato vita al filone tecno-fantascientifico. Bruce Bethke ha dato vita alla figura dell'hacker smanettone un pò schivo, Gibson ha saputo lanciare un futuro tetro e innestato. Sterling, Stephenson e Rucker hanno saputo creare un futuro verosimile. Chi saprà fare di meglio? l'impresa si fa sempre più ardua.
Jaime Lannister
Il Predicatore
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Località: Casterly Rock
MessaggioInviato: Mer 20 Apr 2005 12:16 pm    Oggetto:   

Premetto che non mi considero ne' sono un esperto conoscitore di CB ...ho letto molto Gibson e qualcosa di Sterling . Parlo quindi facendo deduzioni spero esatte e in modo abbastanza generale , in modo da rientrare entro i limiti della mia cultura del genere . Cerchero' di fare previsioni e di dare auspici , non pretendo di ponteficare , anzi ! Wink

Non conosco tutti gli autori che citi , ma , se si considera Gibson il padre fondatore ( assieme a Sterling ) del genere ci si aspetterebbe da lui qualcosa di stupefacente e innovativo... invece i suoi ultimi romanzi , benche' scritti bene con uno stile inconfondibile , sanno di gia' visto ( o meglio , gia' letto ) . Tra i tanti puo' magari gia' esserci stato un possibile innovatore , un profeta ...pero' e' rimasto inascoltato , incompreso , sottovalutato . Non era un grande nome , ed e' passato sotto silenzio . O magari ci sara' .
Come dici , tanti autori diversi apportano diverse piccole e grandi innovazioni , pero' prese singolarmente non hanno molto peso ai fini dell' " evoluzione " del CP , nel breve periodo ( parlo di un lustro , almeno )
O l' uomo della svolta scrivera' qualcosa che precorre i tempi , anticipando idee e temi auspicabili in un prossimo futuro librario , oppure bisognera ' attendere che qualcuno " assimili " tutte queste piccole novita' e innovazioni e le condensi in modo unitario in un romanzo , sincretizzando tutte queste correnti " minori " .
La " vis " rivoluzionaria del cyberpunk , come dici , si e' esaurita in rapporto al periodo storico in cui il genere e' fiorito . Credo , come dicevo , che il disagio generazionale , la sfiducia del futuro , i dubbi e le paure del nuovo millennio e del ' influenza della tecnologia sull' uomo siano temi ancora attuali , a distanza di anni . Saranno cambiate in specie le paure e i dubbi , ma parlando in genere questi e queste sono sempre presenti e pressanti . E , secondo me , queste inquietudini sono il motore del genere .
Dici che Sterling e Rucker scrivono fantascienza piu' attenta al futuro...se intendi che sono piu' lungimiranti di altri , non ho nulla da dire . Ma se la tua frase significa che S&R sono meno attinenti al presente , meno verosimili , allora rispondo che secondo me il CP deve essere legato a doppio filo alla realta' presente , anche se trasposta nel futuro , esagerandone e magnificando quegli elementi che generano , appunto , dubbi e paure . Solo cosi' si rientra nel vero CP , sempre secondo me ... non puo' mancare l' elemento criticizzante della realta' presente ! Se poi le riflessioni sulla societa' moderna in S&R sono sviluppate tramite altri mezzi , allora nulla da dire .
Gibson e' il meno ferrato in tecnologia, ma e' anche vero che non c'e' bisogno di esporre complicati ragionamenti e teorie parascientifiche per poter essere verosimili o al limite credibili . Gibson infatti , e questo mi piace di lui , non spiega mai , da' tutto per scontato , per precisa scelta : uno stile piu' diretto e non mediato , piu' coinvolgente .
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MessaggioInviato: Gio 21 Apr 2005 12:54 pm    Oggetto:   

Del genere cyber, preferisco decisamente Stephenson.
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MessaggioInviato: Ven 27 Gen 2006 21:27 pm    Oggetto:   

Sono un grande estimatore di William Gibson mi sento di suggerire a tutti il suo ultimo libro: L'accademia dei sogni (Pattern recognition).
A parer mio, anche se non è un vero romanzo Cyberpunk, è il miglior libro che abbia scritto a tutt'oggi.

E' un libro così strano che penso di avere riletto i primi capitoli almeno dieci volte, e questo prima ancora di avere terminato il libro stesso! Shocked

Fatemi sapere che cosa ne pensate, perchè sono davvero curioso Smile
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MessaggioInviato: Ven 27 Gen 2006 22:02 pm    Oggetto:   

Letto . Bellissimo. Gibson e' avanti 20 anni. Questo libro lo conferma.
Tra l'altro l' ambientazione contemporanea e' un piacevole cambiamento.
Hear me *meeeow*
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MessaggioInviato: Ven 27 Gen 2006 22:57 pm    Oggetto:   

Ave,

Davvero? Dicevano che L'accademia dei sogni, con American Acropolis, non era niente di eccezionale.

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MessaggioInviato: Ven 27 Gen 2006 23:19 pm    Oggetto:   

Caesar ha scritto:
Davvero? Dicevano che L'accademia dei sogni, con American Acropolis, non era niente di eccezionale.


Probabilmente per quelli che apprezzano il Gibson più cyberpunk, ma è un libro grandioso...
I've spent my entire life doing nothing but collecting comic books... and now there's only time to say... LIFE WELL SPENT!

Spaturnio
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MessaggioInviato: Dom 29 Gen 2006 3:11 am    Oggetto:   

Non mi era mai capitato di rileggere i primi due capitoli di un libro quattro (4!) volte prima di proseguire nella lettura di un libro (non ancora finito).
Non è fantascienza pura e meno che meno Cyberpunk ma sono tanti gli autori che dovrebbero imparare da Gibson: come calare ogni parola come una stilettata al punto che nulla di ciò che scrive passa senza lasciare il segno.

Se leggete Gibson solo per leggere di Cyberpunk ovviamente resterete delusi.
Melian
Ospite

MessaggioInviato: Dom 29 Gen 2006 15:07 pm    Oggetto:   

Spaturnio ha scritto:
Sono un grande estimatore di William Gibson mi sento di suggerire a tutti il suo ultimo libro: L'accademia dei sogni (Pattern recognition).

E' nella lista dei libri da leggere.

American Acropolis non è ai livelli della trilogia dello Sprawl ma è sicuramente superiore di Aidoru e Luce Virtuale, Gibson riprende il suo linguaggio complesso e ricco di metafore e i diversi piani narrativi che si ricongiungono alla fine.
Pattern Recognition ce l'ho in inglese, e la cosa mi spaventa un po' conoscendo lo stile di Gibson...se poi qualcuno ha dovuto leggere per quattro volte i primi due capitoli Shocked
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MessaggioInviato: Dom 29 Gen 2006 15:47 pm    Oggetto:   

Ave,

Affascinante, allora...certo però che dev'essere difficile da leggere in inglese, a meno di non avere un'ottima conoscenza della lingua, ovviamente.

Divus Imperator Dixit.
*The User Formerly Known As Caesar

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