William Gibson


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Melian
Ospite

MessaggioInviato: Lun 17 Mar 2008 11:09 am    Oggetto:   

un muspeling ha scritto:

Se non ho capito male, è in una qualche fase di preparazione il film di Neuromante... ora... stilettate e fulminate... se mi fanno un'altra roba alla Io Robòt o Io sono leggenda (ma nel cast non vedo Will Smith, forse posso rilassarmi, forse... Rolling Eyes )... nuvoloso
Speriamo bene... Rolling Eyes

Mai dire mai, quelli di Hollywood sono dei grandi nel trasformare una storia originale e conosciuta spesso da pochi, in un banale blockbuster con attori attira-pubblico.
Se mi rovinano il Neuromante... Incacchiato,
che poi avrebbe anche tutto il potenziale per una bella (hei, ho detto bella, mica un papocchio alla Matrix!) trilogia.

Bello l'articolo e
buon compleanno a William! Very Happy
Melian
Ospite

MessaggioInviato: Ven 18 Apr 2008 22:16 pm    Oggetto:   

Come ho scritto nel 3d "ora sto leggendo" ho iniziato a leggere L'accademia dei sogni.
E' un Gibson rinnovato, non più cyberpunk anche perchè la realtà ha raggiunto ormai la fantasia, ma che rimane se stesso e che soprattutto riprende quello stile complesso e ricco di metafore che mi mancava un po' dopo la trilogia dello Sprawl.
Suggestiva la questione delle "sequenze"...vediamo dove mi porta Wink

Nota a margine: ogni tanto mi sembra che il traduttore abbia dovuto fare qualche salto mortale per tradurre certe frasi (e talvolta c'è anche qualche errore)
Melian
Ospite

MessaggioInviato: Ven 25 Apr 2008 18:41 pm    Oggetto:   

Terzo post di fila...

Riporto il commento che ho inserito su Anobii a proposito de L'accademia dei sogni

L’accademia dei sogni non è un romanzo ambientato in un lontano futuro fantascientifico, né in un vicino futuro cyperpunk: la realtà descritta da Gibson nella meravigliosa trilogia dello Sprawl è stata superata infatti dagli eventi; ciò che viene narrato in questo romanzo è l’oggi.
Un oggi in cui l’attenzione del popolo di internet viene catalizzata da una serie di affascinanti filmati di cui non si conosce l’origine – le sequenze – e dove importanti società di marketing vogliono sfruttare questo fenomeno come tramite per comunicare marchi e pubblicità. Cosa che accade anche nella nostra quotidianità a ben pensarci, tormentoni che prima appaiono su internet e poi diventano testimonial per pubblicità a diffusione più ampia.
Una realtà post 11 settembre, in cui la sicurezza dei luoghi, delle persone e delle informazioni è diventata quasi paranoica ma alla fine senza mai essere completamente efficace. Nonostante i tentativi di nascondere la propria vita e i propri movimenti qualcuno riuscirà a scoprire anche le informazioni più segrete: accade a Cayce Pollard assunta per scoprire l’origine delle sequenze, essa stessa spia per la società per la quale lavora e spiata a sua volta.
Gibson ambienta la gran parte della storia nelle tre città che amo di più: New York, Londra e Tokyo. Città vive e vitali, dove il giorno non sembra mai finire perché la notte è illuminata dalle insegne dei sempre presenti marchi, accomunate dall’essere state ferite da attacchi terroristici siano essi interni o esterni. Tramite pochi dettagli Gibson ne fornisce un ritratto unico e perfetto, tanto che se le si è visitate le si riconosce immediatamente per quello che è il loro “carattere”. New York è ora Ground Zero, dove sembra sia scomparso il padre di Cayce; Londra è la vivace Camden Town, il mercato di Portobello, dove Cayce incontra alcuni personaggi che l’aiuteranno nella ricerca, il parco di Kensington con la statua di Peter Pan, la metropolitana; Tokyo sono marchi delle bibite Suntory, Pokari Sweat, Calpis Water (provate quasi tutte nei numerosi distributori ribattezzati “bibiteri”), Kiddyland con i suoi pupazzi di Hello Kitty e i panda molli, i taxi con le portiere che si chiudono da sole e gli autisti in guanti bianchi e i quartieri Roppongi e Kabuki-jo, la zona a luci rosse. In tutte e tre le città gli immancabili caffè Starbucks, esempio di globalizzazione, ma anche salvezza per i viaggiatori, come Cayce, che almeno per quanto riguarda il caffè ricercano un ambiente familiare e sempre uguale.
La parte conclusiva è ambientata in una Mosca in cui i ricchi godono di tutti i privilegi che permettono loro i soldi e, soprattutto, vivono al di fuori delle regole: esempio emblematico sono le macchine con sirene e i lampeggianti che Cayce confonde per macchine della polizia.
Infine c’è il mondo dei forum: microsocietà virtuali di persone con interessi comuni, dove si può scegliere fare trasparire piccoli pezzi di noi stessi semplicemente dai commenti oppure svelarsi completamente fin dall’inizio; luoghi non-fisici dove simpatie e antipatie nascono basandosi sui messaggi che vengono postati, si creano “amicizie” virtuali che forse diverranno anche “reali” mentre spesso si cerca di sovrapporre un’immagine fisica al nick e all’avatar dei nostri compagni.
A coloro che frequentano i forum risulterà quindi familiare anche lo stupore di Cayce quando parla al telefono con il suo amico Parkaboy, anche lui devoto alle sequenze: “Sembra più vecchio? Sembra diverso”. E anche qui Gibson coglie il vero, su internet quasi tutti sembriamo infatti un po’ più giovani.
4 stelline
un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Ven 25 Apr 2008 19:15 pm    Oggetto:   

Ottima recensione Melian! Very Happy
Per quel che mi riguarda, preferisco ancora Amerikan Akropolis come libro (e Neuromante, certo), però attendo che esca da noi la traduzione di Spook City e lo leggerò non appena lo trovo! Very Happy
Melian
Ospite

MessaggioInviato: Dom 27 Apr 2008 17:33 pm    Oggetto:   

Avevo scritto questo commento già ieri...ma poi mi era venuto un dubbio
Ora posso riscriverlo Laughing


Grazie Mus Very Happy
Sai che invece preferisco L'accademia dei sogni. Il perchè sta nel fatto che, come ho scritto sopra, ho ritrovato quel Gibson dal linguaggio arzigogolato e complesso che avevo adorato nella Trilogia dello Sprawl e che mia aveva nche fatto diventare matta Laughing
Sotto questo aspetto American Acropolis mi era sembrato semplice

Spook country l'aspettiamo insieme
A meno che non esca dalla "pigrizia" e decida di leggere Gibson in inglese
sarà o non sarà più difficile di Miéville...boh Fifone
un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Dom 27 Apr 2008 21:27 pm    Oggetto:   

Non so se sarò mai tanto ferrato in Inglese e/o tanto volenteroso da leggere sia Miéville che Gibson in lingua originale... Rolling Eyes

Io preferisco Amerikan Acropolis proprio per il linguaggio, cioé: nella trilogia che inizia con L.V. non c'è quel linguaggio pseudotecnico e che ha scoraggiato diversi che si sono approcciati a Gibson, ma Amerikan Acropolis presenta invece un linguaggio barocco, denso, immaginifico (l'ho letto anni fa e ancora mi ricordo bene dell'attacco del libro nella "oceanica" metropolitana di Tokyo Very Happy ), poi certo, anche la condizione umanamente poetica, quanto derelitta del vivere in una scatola di compensato incollata s'un pilone del ponte di San Francisco fa il suo Very Happy

L'accademia dei sogni, arzigogolata nello Stile proprio non me la ricordo, però Rolling Eyes
QueenSnake
Hobbit
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MessaggioInviato: Mar 23 Nov 2010 17:21 pm    Oggetto:   

Ho qualche suo romanzo in attesa di essere letto, per ora sono a "Mona Lisa Cyberpunk" e mi ha letteralmente sbalzato su un altro pianeta, un attimino difficile da ingranare come lettura, però l'ho apprezzato tantissimo!

Fra i tanti, giusto per iniziare ne consigliate qualcuno?
per ora ho: Giù nel cyberspazio e Neuromante in attesa, ma credo siano stati scritti prima di ML Cyberpunk..
Blood is the new Black
un muspeling
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MessaggioInviato: Mar 23 Nov 2010 17:39 pm    Oggetto:   

Ahem,
la successione della prima trilogia di Gibson è:
Neuromante,
Giù nel Cyberspazio
Monnalisa CyberPunk
Rolling Eyes
QueenSnake
Hobbit
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Località: Piacenza
MessaggioInviato: Mar 23 Nov 2010 17:41 pm    Oggetto:   

un muspeling ha scritto:
Ahem,
la successione della prima trilogia di Gibson è:
Neuromante,
Giù nel Cyberspazio
Monnalisa CyberPunk
Rolling Eyes


Oh no.... questo è un problema so anche io allora che non capivo benissimo il libro!
Blood is the new Black
Darklight
Balrog
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MessaggioInviato: Mar 14 Dic 2010 12:06 pm    Oggetto:   

Neuromante l'ho letto giusto un mese fa. Non conoscevo Gibson ma avevo una gran voglia di leggere opere che hanno dato il via al cyberpunk letterario.
Dire che è stato un fulmine a ciel sereno è dire poco. Articolato, avanguardistico, profondo, complesso, a volte difficile...
L'ho amato.
"Because he's the hero Gotham deserves, but not the one it needs right now...and so we'll hunt him, because he can take it. Because he's not a hero. He's a silent guardian, a watchful protector...a dark knight. "
Darklight
Balrog
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Località: Gotham city
MessaggioInviato: Sab 19 Feb 2011 1:50 am    Oggetto:   

Sto leggendo ora "La notte che bruciammo chrome"...
Bellissima raccolta degli esordi, non c'è che dire...
Scoprire che "Johnny Mnemonic" è tratto da un racconto di Gibson mi ha scioccato...
Non si finisce mai di imparare, davvero... Shocked Laughing
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un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Sab 19 Feb 2011 11:54 am    Oggetto:   

Beh, Darklight,
stiamo parlando di un autore molto importante per gli sviluppi più recenti della SF e anche dell'immaginario collettivo legato alla rete e le nuove tecnologie. Very Happy
T.U.F.K.A.C.*
Animula vagula, blandula Animula vagula, blandula
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MessaggioInviato: Lun 21 Feb 2011 22:23 pm    Oggetto:   

Aidoru: una rockstar che vuole sposare una donna virtuale... solo questo mi fece impazzire, all'epoca!! Laughing
*The User Formerly Known As Caesar

If I had another chance tonight, I'd try to tell you that the things we had were right
un muspeling
apprendista incendiario
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MessaggioInviato: Lun 21 Feb 2011 23:22 pm    Oggetto:   

Per quanto, di quella trilogia, io preferisco sicuramente l'ultimo tomo: Amerikan Acropolis (in italiano).
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