Tutti troppo colti


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eNKay
Gwaihir
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 14:43 pm    Oggetto: Tutti troppo colti   

Correggetemi se sbaglio: la fantasy si ispira al periodo medievale.

Ebbene, ho letto da qualche parte che nel medioevo il livello culturale era molto basso; perfino i nobili, proprietari di castelli, erano soliti far redigere e leggere missive ai cappellani, perché l'analfabetismo regnava incontrastato.

Eppure questa caratteristica è assente in tutti, o quasi, i libri fantasy di cui mi ricordi. Tutti sono colti e anche il figlio del contadino sa leggere e scrivere. L'unica eccezione di cui abbia memoria è "Il Signore degli Anelli", nel quale Hamfast Gamgee afferma come Bilbo stia insegnando a leggere e scrivere a Sam. La reazione di chi ascolta è qualcosa come "Spero che questo non porti guai".

Come mai, secondo voi, c'è questa tendenza a tralasciare l'analfabetismo nell'ambientazione? E' solo la cultura moderna che non lo concepisce, è fatto per esigenze letterarie?
26 / 27 gennaio 2009

I giorni della memoria.
Perrin Aybara
Fratello dei Lupi
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 14:59 pm    Oggetto: Re: Tutti troppo colti   

EnKay ha scritto:
Come mai, secondo voi, c'è questa tendenza a tralasciare l'analfabetismo nell'ambientazione? E' solo la cultura moderna che non lo concepisce, è fatto per esigenze letterarie?

Credo non sia per esigenze letterarie, probabilmente molti aspetti vengono sottovalutati o addirittura dati per scontato. Fa comodo così, oppure non ci si pensa.
[connessione persa...]
Negróre
dannatamente umano
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 15:18 pm    Oggetto:   

E se partissimo dalle cose più semplici?
Le "mutande" quella volta non esistevano. "I pilastri della terra" docet - circa la vita medievale -, parlando di qualcosa che molti hanno letto.

Il fatto è che, sinceramente, l'ispirazione al Medioevo non significa che i mondi di cui si legge siano Medioevo. Il mio mondo non lo è affatto. E così vale per tanti altri.
Nel mio caso (posso parlare soltanto per me), la cosa l'ho valutata eccome e scartata immediatamente. Non avevo e non ho alcuna intenzione di perdermi in dettagli storici mentre scrivo fantasy. Mi preoccupo di dare al mio mondo delle regole e di donare al romanzo coerenza interna. Cosa diavolo facessero nel Medioevo non mi interessa.
C'è chi si rifà al Medioevo in modo massiccio (George Martin); ecco, magari uno come lui si preoccupa di certe cose (il risultato piace ad alcuni, non piace ad altri; questione di scelte).

Eppoi, scusate, la finiamo di associare alla coerenza interna di un romanzo il realismo storico?
Sta diventando un "bruttissimo cliché" anche questo.
Un sorriso, Andrea
eNKay
Gwaihir
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 15:20 pm    Oggetto:   

Io non voglio associare nulla. Mi chiedevo solo se l'elevata cultura dei personaggi di un libro avesse una ragione...
26 / 27 gennaio 2009

I giorni della memoria.
Melian
Ospite

MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 15:28 pm    Oggetto: Re: Tutti troppo colti   

EnKay ha scritto:
Correggetemi se sbaglio: la fantasy si ispira al periodo medievale.


Si ispira al medioevo, anche se non tutta, ma rimane pur sempre fantasy.

Certo i contadini che parlano con un linguaggio colto e forbito sono comunque strani, ma in questo caso è da valutare se lo scrittore ha usato quelle parole oppure se il traduttore, come a volte capita, ci ha messo del suo.
Ciao
eNKay
Gwaihir
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 15:38 pm    Oggetto:   

Non è tanto l'idea che un contadino parli forbito... ma che legga e scriva senza nessun problema...
26 / 27 gennaio 2009

I giorni della memoria.
MagicamenteMe
PrimaNonna PrimaNonna
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 15:52 pm    Oggetto:   

ti posso rispondere per come la vedo io, per come costruirei un mio mondo.
In fondo, a meno che non si scriva un romanzo storico ambientato nel medioevo francese o italiano o vattela a pesca, si sta creando un mondo a partire da un'idea, da un mondo agricolo abbastanza arretrato. Ma non necessariamente si deve seguire pedissequamente la ricostruzione storica. Per cui niente vieta che nel "mio mondo" anche i contadini sappiano leggere oppure che proprio non ci sia nessuno che sappia scrivere. Sono scelte di fondo che fa l'autore e che poi deve sforzarsi di seguire. Certo penso sia più "semplice" o scontato partire dal presupposto che tutti sappiano leggere.
Citazione:
Ho visto cose che voi umani non potete nemmeno immaginare: Navi da combattimento in fiamme al largo dei bastioni di Orione, Palin che ha usato Vista
Melian
Ospite

MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 15:55 pm    Oggetto:   

EnKay ha scritto:
Non è tanto l'idea che un contadino parli forbito... ma che legga e scriva senza nessun problema...


Certamente. Ma credo che anche questo rientri nelle licenze letterarie che gli scrittori fantasy a volte si prendono. Credo poi che l'ambientazione medioevale sia più una scelta stilistica che storica. Il medioevo si presta bene per inserire cavalieri, re, principesse, maghi, elfi ed in generale i clichè del fantasy classico.

La credibilità dei personaggi però contribuisce, al pari della storia, a rendere la vicenda più o meno accettabile. La credibilità è secondo me fondamentale in una storia fantasy. Proprio perchè l'ambientazione è fuori dall'ordinario, i personaggi devono essere descritti come persone reali, pur avendo magari poteri straordinari. Gli scrittori attenti, vedi Tolkien ma anche Martin, si rendono conto della cosa e per esempio nei loro romanzi si incontrano personaggi che stanno imparando a leggere oppure parlano con difficoltà. In altri casi non accade, ma se i personaggi sono comunque descritti bene, credo si possa anche sorvolare sulla loro "cultura".
Ciao


Ultima modifica di Melian il Lun 22 Nov 2004 16:21 pm, modificato 1 volta in totale
-Kruppe-
IppoPato IppoPato
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 16:12 pm    Oggetto:   

Penso di poter confutare l'idea di NK, molti autori che ho letto si son presi la briga di capire se i loro personaggi sapessero leggere o meno, e se ne erano in grado anche il perchè. Diciamo che normalmente i libri fantasy si basano su un epoca storica che si rifà al medievale, ma leggermente più erudita, questo l'ho notato anche io. Però autori come Eddings, Turtledove e se non erro il già citato Martin danno una spiegazione e non estendono a tutti i personaggi l'abilità di lettura. Altri autori, tra cui anche Weis & Hickman, danno per scontato che tutti sappiano almeno leggere.
Soul
Hobbit
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 16:15 pm    Oggetto:   

EnKay ha scritto:
Non è tanto l'idea che un contadino parli forbito... ma che legga e scriva senza nessun problema...


Credo che un minimo di livello culturale serva anche al più infimo di rango in un racconto ben scritto....
Pensa solamente se si tenesse conto di questo aspetto, non ci sarebbe più la figura del "giovane di campagna" che si toglie la maschera e diventa il protagonista di una delle più classiche storie fantasy...
Credo che la scelta di alzare il livello culturale delle varie classi di personaggi che si incontrano sia stato dettato soprattutto dall' evolversi dei racconti, è un modo secondo me quasi costretto per raccontare una storia...
Ecco questo è ciò che penso...
Ciao


Ultima modifica di Soul il Lun 22 Nov 2004 20:48 pm, modificato 2 volte in totale
Belial, the MadHatter
Gollum
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 16:29 pm    Oggetto: Re: Tutti troppo colti   

EnKay ha scritto:
Come mai, secondo voi, c'è questa tendenza a tralasciare l'analfabetismo nell'ambientazione? E' solo la cultura moderna che non lo concepisce, è fatto per esigenze letterarie?

Credo dipenda anche dall'estrazione sociale dei personaggi: un nobile o un sacerdote avranno maggiori possibilità di imparare a leggere, i maghi ne hanno assoluto bisogno, per i viaggiatori e i mercanti è una dote quasi indispensabile,...
Ciao,
Belial, the MadHatter
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fulgido è il volo del falco nel cielo deserto.
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 17:34 pm    Oggetto:   

Mah...per quel che mi riguarda è una questione di comodità; i libri sono latori di tante informazioni, le lettere pure, quindi mi tornava utile che i personaggi sapessero tutti leggere.
Comunque, credo che la cosa derivi anche dal fatto che viviamo in una società in cui l'analfabetismo è un fenomeno marginale, quindi ci viene naturale tirare fuori società in cui l'analfabetismo non esista o quasi
Negróre
dannatamente umano
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 17:45 pm    Oggetto:   

EnKay ha scritto:
Io non voglio associare nulla.

Non farne una cosa personale, EnKay. Parlavo genericamente e mi spiace se l'hai intesa diversamente.

In ogni caso, concordo con PatoGK: i mondi fantasy somigliano spesso a un Medioevo più erudito.
Ad esempio, io mi sono posto il problema delle lingue parlate: che ve ne sian più d'una nel mio mondo non implica che ogni individuo sappia parlerle tutte. Giusto?
Parlare viene ancora prima di leggere e scrivere (limitandoci a questo aspetto dell'ignoranza).
Ti faccio un esempio concreto, sempre sulla mia pelle. Nel mio primo libro c'è una "comparsa" che parla male la lingua dei protagonisti. E questo non perché sia ignorante, ma perché appartiene a un altro popolo che usa un'altra lingua. Ma ve ne sono altri che invece parlano la propria e quella dei protagonisti.
A suo tempo feci delle scelte precise durante la revisione, cosa che ho esposto a questo indirizzo (se ti interessa).
http://www.negrore.com/triade/faq/faq_ambiente.htm#05
E' soltanto un piccolo esempio di "riflessione sulla 'scolarità' dei personaggi".

Insomma, non è che gli autori non pensino a queste cose, almeno... dovrebbero pensarci. Ma che tutti questi ragionamenti vengano a galla durante la narrazione a volte è considerato sconveniente.
Credo che buona parte dell'apparente (e per il lettore effettiva) mancanza di riflessione circa il livello medio culturale delle genti sia dovuto a una certa "economia" di storia. Della serie, "se inserisco tutto ciò che mi passa per la testa, il lettore si addormenta a pagina 3". Certo, ci sarebbe anche quello che impazzisce di gioia e si aggrappa a una saga infinita ( Evil or Very Mad )... ma io preferisco considerare la capacità di tralasciare il superfluo come una qualità dei bravi scrittori.
Un sorriso, Andrea
Jirel
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 18:59 pm    Oggetto:   

qualche ciclo con caratteristiche meno "erudite" lo trovi, NK.
Ad esempio il primo che mi viene in mente è quello di Deverry della Kerr.
lì solo i sacerdito gli scribi e gli operatori di dweomer sanno scrivere.
i nobili (la maggior parte) no...

comunque credo che la cosa sia voluta, non scelta come riferimento al medioevo.... Confused Confused
La paura uccide la mente
Dendarii forever!!!!!
Socio Fondatore Zzott Fun Club

BI forever
Palin
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MessaggioInviato: Lun 22 Nov 2004 21:37 pm    Oggetto:   

PatoGK ha scritto:
Altri autori, tra cui anche Weis & Hickman, danno per scontato che tutti sappiano almeno leggere.


Mah, io non l'ho mica sentita 'sta cosa. Riverwind non sa leggere, Goldmoon le poche cose che legge le legge per potere di Mishakal, gli altri sanno più o meno leggere (salvo Tika, che infatti non si capisce) per un motivo valido, anche se magari spiegato solo in seguito...

[forse spoiler]











Raistlin per ovvie ragioni
Caramon ha imparato da sua madre
Flint è un mercante
Tanis è un mercante con Flint, ma ha imparato a Qualinost
Kitiara ha imparato nell'esercito in quanto vuole diventare ufficiale
Laurana è un'elfa, e tutti gli elfi vanno a scuola (non mi ricordo di quale casata sono i maestri, ma ci sono)
Gilthanas è un principe elfo
Tas ha imparato da Flint, tra le altre cose

L'unico dubbio che mi viene è Elistan... ma essendo un personaggio strano di per se ci può anche stare che lo sapesse fare prima di incontrare Goldmoon

[/forse spoiler]

Per quanto mi riguarda, comunque, tutto ciò non sminuisce l'analisi fatta, salvo che, come già fatto notare, i mondi sono diversi.

Ad ogni modo molto meglio così che personaggi che sanno leggere solo perché devono ricevere un messaggio mentre tutti gli altri non lo sanno fare Smile
TK7 should, of course, be named Neville – Neville and Luna, a match made in heaven.
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