Fan Fiction !!!


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AlbusSilente
Hobbit
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Località: Grifondoro!!
MessaggioInviato: Sab 26 Mar 2005 11:20 am    Oggetto: Fan Fiction !!!   

Qsta fanfiction vi farà morire dal ridere.!!! Leggetela, fosse l'ultima cosa ke fate!!! No, no, skerzo...cmq, consideratela un regalino x farmi xdonare...del disastro dell'avatar... Very Happy

Ritorno all'infanzia

Anche i migliori possono sbagliare. Un colpo di sonno, un attimo di distrazione. Ma non era il suo caso. L'unica sua responsabilità, se proprio se ne volesse trovare una, era stata avere la folle idea di preparare una pozione ringiovanente durante una lezione, anzi durante una lezione alla classe in cui si trovava Neville Paciock.
Quando la pozione del ragazzo era esplosa, alcune gocce dovevano essere cadute nel suo paiolo; basta poco per rendere imprevedibili le conseguenze di un intruglio magico.
Il professor Piton non ci aveva fatto caso, aveva rimproverato e tolto un bel po' di punti ai Grifondoro. Quando la lezione finì e la classe fu uscita, il professore aveva continuato a trafficare intorno al suo calderone. Fu allora che successe il disastro: aveva appena aggiunto una buona dose di paidina, quando il paiolo esplose.
Si ritrovò disteso a terra con la scomoda sensazione di essere infagottato nei vestiti. Si guardò intorno un po' stordito.
Provò ad alzarsi ma cadde seduto bloccato da un groviglio di vestiti stranamente molto larghi.
"Non è possibile"
Cercò di liberarsi le mani. Piccole e paffute? La mente del professor Piton cominciò a collegare tutti gli elementi: mani paffute, vestiti grandi, diversa percezione della stanza,… Era tornato bambino!! La pozione aveva funzionato anche troppo bene.
Per fortuna l'effetto di quella pozione durava poco più di un'ora, in dipendenza alla dose. Ora lui non poteva averne presa molta, visto che qualcosa continuava a bollire nel calderone e sulle pareti c'era poca traccia dell'esplosione… ma se era esplosa, qualcosa aveva fatto reazione, e la stessa cosa poteva aver alterato le caratteristiche della pozione ringiovanente.
"Per tutti i gargoyle!" le labbra di Piton si mossero ma non uscì nessun suono: la voce era in qualche modo scomparsa. Non ci mise molto a collegare la sua esplosione e questi effetti alla pozione "Silentium" di Paciock che era esplosa poco prima.
Gli occhi del professore si restrinsero, una delle caratteristiche della pozione "Silentium" era la permanenza, caratteristica che la sua pozione ringiovanente avrebbe potuto tranquillamente acquistare.
In quelle condizioni non avrebbe potuto nemmeno chiedere aiuto a qualcuno!
"Calma! Posso farcela anche da solo! La mia mente è rimasta inalterata, basta che mi prepari un antidoto. Devo solo ragionare con calma, raccogliere le idee e fare un passo alla volta.
Punto primo: essere comodi."
Si liberò dal groviglio di vestiti, tenne indosso solo il maglione nero che gli arrivava fino alle caviglie. Le maniche dovettero essere rivoltate parecchie volte prima di liberare completamente le mani. Si alzò instabile in piedi.
"Punto secondo: capire fino a che età sono retrocesso."
Si guardò intorno cercando un metro di misura; superava appena il sedile della sedia. Doveva avere intorno ai 3-4 anni. Piton impallidì, era tornato indietro di trent'anni! Nessuno l'avrebbe riconosciuto! Raccolse tutte le sue forze e si costrinse alla razionalità.
"Punto terzo: capire se quella pozione ha veramente assunto la caratteristica della permanenza.
Punto quarto: in tutti i casi preparare un antidoto alla "Silentium" in modo da chiedere aiuto in extremis, e nel caso il punto tre si verifichi, preparare l'antidoto alla pozione ringiovanente. Ce la posso fare!"
Guardò il calderone straordinariamente grande che continuava a bollire.
Aveva bisogno della bacchetta. La bacchetta era sulla cattedra. Senza perdersi d'animo cercò di arrampicarsi sulla sedia. L'impresa era troppo ardua, cedette ma non si arrese. Saltò aggrappandosi con entrambe le mani all'altra estremità del sedile; cercò di tirarsi su di peso oscillando con le gambe per aiutarsi. Un fragore sordo di legno accompagnò la sua caduta. Rimase per terra con gli occhi chiusi cercando un'alternativa alla sedia per arrivare sul tavolo. D'improvviso si sentì sollevare.
- Ehilà, piccolino! Fatto male?
- "Granger! Cosa fai qui?"
- E' meglio mettere un po' d'acqua su quella botta… ecco fatto. Meglio?
- "No. Rivoglio il mio corpo adulto."
- È pericoloso arrampicarsi sulle sedie. Non dovresti farlo.
- "Mi stai facendo la predica, Granger? Impicciati degli affari tuoi."
- Op! lo sai che pesi?
- "Non ti ho chiesto io di prendermi in braccio. Mettimi giù, anzi
mettimi là sul tavolo."
- Che ci fa un bel bambino come te qua nei sotterranei?
- "Sulla cattedra non sul banco. Piantala di accarezzarmi i capelli.
Ora sto bene. Mettimi sul tavolo grande!"
- Come si chiama il proprietario di questo bel nasino?
- "Non toccarmi il naso!"
- Uhm? Non me lo dici? Che belle guanciotte!
- "Non strizzarmi le guance!"
- Quanto sei bello morbidoso!
- "Ecco riprendimi in braccio e mettimi sulla cattedra, Granger. No! Che fai? Stammi lontana! Non voglio metterti la testa sulla spalla! Non…"
- Mi piace tantissimo stringere i bambini morbidosi! Smack!
- "Ora possono anche accusarmi di molestie sessuali nei confronti delle studentesse!"
- Vuoi ballare con me?
- "Neanche morto"
- wow!
La ragazza piroettò allegramente tra i banchi con il bambino in braccio.
- "Cinquanta punti in meno al Grifondoro!"
- Che ha questo ditino da puntarmi in questo modo aggressivo?
- "Non farai più quella faccia divertita quando sarò tornato normale, Granger!"
- Che occhietti arrabbiati che hai!
- "La mia pazienza ha un limite!"
- Bubusettete! Almeno sorridi!
- "Non vorrei mai essere tuo figlio! Ora mettimi sulla cattedra!"
- Ah! Ti interessa il tavolo, eh? Tutte queste cose interessanti…
- "Volevo solo la bacchetta."
- No! Questa no! Sei piccolo non la sai ancora usare. Può essere pericoloso. Adesso la mettiamo via…
- "Ti uccido Granger! Mi serve quella bacchetta!"
- Ci sono tante altre cose con cui possiamo giocare.
- "Io non voglio giocare! Soprattutto non con te!"
- Perché questa boccuccia rossa fa tante smorfie ma non dice niente?
- "Forse puoi arrivarci, Granger, di solito sei quasi intelligente. Vedi la pozione?"
- Oh! Il fuoco!
- "Non il fuoco, la pozione!"
- Non possiamo avvicinarci, il fuoco scotta.
- "Non puoi avvicinarti, se ti salta addosso quella pozione ti ritrovi nel mio stesso stato!"
- Ma i tuoi genitori ti hanno lasciato qui da solo?
- "Cominci a ragionare! Non è possibile lasciare un bambino così piccolo da solo, poi guarda come sono vestito…"
- Devi andare in bagno?
- "Sto indicando il vestito, Granger, e anche se dovessi andare in bagno, non vorrei mai che mi accompagnassi tu! Guarda là. Vedi che ci sono gli altri miei vestiti?"
- Chi è l'incosciente che lascia dei panni vicino a fuoco?! Bravo, piccolino!
- "Ti ho detto di non toccarmi i capelli!"
- Quanti anni ha questo giovane eroe?
- "Forse ci siamo Granger!"
Le mani paffutelle si chiusero formando un tre e un quattro di seguito.
- Tre e mezzo?
- "No! 34! 10+10.."
- Ehi! Non ti sembrano un po' troppi?
- "Aspetta che provo a scriverti chi sono"
- Vuoi disegnare?
- "Non riesco a tenere in mano la penna!"
- Ti aiuto io.
- "Cominci a capire, Granger?"
- Due occhi, il naso, la bocca, due corna… che animale è?
- "Non stai capendo un tubo!"
- E' una mucca, ne vuoi fare un'altra?
- "Non voglio mucche! Lasciami fare. Guarda P, I, …"
- Così rompi il foglio e la penna. Non sono tuoi…
- "Ridammi quella penna!"
- Non fare i capricci, e… Ehi! Non si strappano le cose di mano! Cattivo!
Lo picchiò sulle mani.
Più in là il calderone continua a borbottare.
- Adesso perché fai quella faccia arrabbiata? Te lo sei meritato. - sorrise- Se non facessi sempre quel visetto imbronciato saresti carino.
Uhm? Non sei capace di sorridere, eh? Morbidoso?
- "Che fai? Palpi? Pizzichi? Non ho mai sofferto il solletico!"
- Eddai! Ridi!
- "Riderò solo dopo aver tolto un centinaio di punti al Grifondoro per offesa alla dignità dell'insegnante!"
- Perché non sorridi?
- "E tu perché davanti a un bambino fai la deficiente?!"
Il calderone borbotta insistentemente.
- Uhm? Che succede?
- "Non ti avvicinare! È pericoloso!"
Blop! Hermione venne investita da una mini esplosione che la fece
indietreggiare mentre con le mani cercava di togliersi l'intruglio dal viso e dai vestiti. Subito si sentì diversa, più giovane…
Il bambino batté la mano sul tavolo per richiamare la sua attenzione.
Il tavolo, i banchi, tutto era molto più grande.
- [Hermione] "Che è successo?"
Cercò di dire qualche parola, ma la sua bocca non emise alcun suono. Il bambino alzò gli occhi al soffitto e si batté la mano sulla fronte spazientito. Allora Hermione capì: osservò meglio quei panni che prima aveva allontanato dal fuoco, poi di nuovo il bambino sulla cattedra.
Impallidì finalmente consapevole mentre incrociava lo sguardo severo di quegli occhietti neri.
- [Piton] "Ti avevo avvertito, Granger! Ora siamo nelle peste tutti e due."
Gli occhi della ragazza si riempirono di lacrime guardando il suo corpo da bambina.
- [Piton] "Non frignare! Perlomeno peggio di così non può andare…"
Si girò rovesciandosi addosso il calamaio e imbrattandosi di inchiostro.
- " Appena detto…"
Studiò i bordi della cattedra, doveva raggiungere la bacchetta sul banco.
- "Perché ovviamente, qualcuno ha dovuto spostarmela! Sono quasi contento che tu sia nelle mie stesse condizioni, Granger!"
Retrocedette a carponi fino a far penzolare le gambe, e cercò con le braccia di calarsi il più possibile prima di lasciarsi andare.
Per la terza volta in meno di un'ora, Piton si ritrovò disteso a terra con la
testa dolorante. La bambina si chinò su di lui per vedere se fosse ancora cosciente. L'allontanò accorgendosi che era più grande di lui di qualche anno.
- "Ovviamente la dose più consistente di paidina me la sono presa io!"
Proprio in quel momento entrarono nell'aula due ragazzi.
- [Ron] Hermione sei qui?
- [Harry] Eppure ho sentito dei rumori… ehi Ron! Guarda qui!
- [Ron] Che carini! Chi sono?
- [Harry] Saranno i figli di qualche professore…
- [Ron] Certo che i genitori sono dei grandi incoscienti a lasciarli da soli in un'aula di pozioni…
Il bambino li squadrò superbo, mentre Hermione cominciò a muovere freneticamente labbra e braccia in direzione del bambino, del paiolo e di se stessa. Faceva tutti i gesti possibili per farsi capire. Raccolse il mantello nero e cominciò a imitare il professore di pozioni, ormai senza nemmeno badare di sbilanciarsi troppo di fronte a Piton. I due ragazzi rimasero molto perplessi.
- Devono essere parenti di Piton…
- Come vi chiamate?
Hermione cominciò a scoraggiarsi di fronte alla cocciutaggine dei due amici.
- Ma non parlate?
La bambina indicò di nuovo il paiolo stizzita cercando di sillabare con le labbra le parole.
- [Harry] Piton vi ha fatto bere una pozione per non farvi parlare?
- [Ron] Quel verme è veramente viscido se fa delle cose del genere ai suoi figli!
- "50 punti in meno ai Grifondoro, per insulti all'insegnante!"
- [Harry] Come sai che sono figli di Piton?
- [Ron] Be' lei non so, ma lui è uguale! Guarda. - immobilizzò il bambino e lo volse verso Harry - Ha gli stessi occhi gelidi, gli stessi capelli, però più puliti…
- [Harry] Perfino la stessa espressione omicida!
- [Ron] Però ha il nasino a patatina!
- [Harry] Avrà preso dalla madre.
- [Ron] Certo che ci vuole un bel coraggio a sposare un essere così viscido…
- [Harry] Circolano voci secondo le quali Piton non sarebbe nemmeno un essere umano…
- "Fra poco nemmeno voi due sarete più esseri umani…"
- [Ron] Capperi, che sguardo truce piccolo! Non dovresti imitare quel verme di tuo padre…
- [Harry] Attento! Potrebbe capirti e spifferare tutto a Piton.
- [Ron] Ma lui non farà mai una cosa del genere se lo facciamo giocare. - sfoderò un maxi sorriso- Vero?
- "Non ci provare Weasley!"
La bambina si raggomitolò su se stessa con gli occhi umidi: doveva trovare un modo per farsi capire.
- [Harry] Ehi che c'è, piccola? –
il ragazzo la prese in braccio e si sedette con lei sulle ginocchia al banco. Ora la bacchetta, la penna, il foglio di carta, tutto ciò che prima aveva allontanato dal piccolo Piton, era lì a portata di mano.
- "Complimenti, Granger. Vedo che ora aguzzi l'ingegno… - Piton si rigirò e si trovò davanti il faccione sorridente di Ron. - "Scostati, Weasley!"
- Lo sai che sei tutto sporco di inchiostro? Hai disegnato con troppa foga, eh? Vieni che ti cambio…
- "Tieni a posto le mani, Weasley!"
- Ti vergogni di tua sorella? Ma non ti sta guardando ora… è la con Harry … togliti questo maglione… ehi! Che violento! Non ti hanno insegnato l'educazione? Ma! [gli dà uno sberlotto sulla guancia] Non si fa!
[Piton gli restituisce come può la sberla, Ron risponde di nuovo]
- [Harry] Ron ma sei impazzito?! Vuoi farti uccidere da Piton?
- "Vi uccido comunque voi due appena torno normale…. Se la pozione ringiovanente ha mantenuto le sue caratteristiche originali, ora l'effetto dovrebbe passare, e allora lo passerete voi una brutta ora… Ehi ma se torno grande, sono senza vestiti!! Granger! Muoviti! Passami quella bacchetta!"
- [Ron] Harry, puoi darmi una mano? -
Harry lasciò la bambina seduta sul banco e si avvicinò all'amico.
- [Harry] Che c'è piccolo? Ti manca la mamma, eh?
- "Piantatela di accarezzarmi la testa, citrulli!!"
- Allora io cerco di tenerlo fermo e tu lo cambi.
- Che gli mettiamo al posto di quel pullover?
- La mia maglia, tanto il colore melanzana non mi piace, così può farci
quello che vuole.
- "Quella maglia mi fa vomitare! Voglio i miei pantaloni!"
- Vuoi star fermo?
- Credo che si vergogni della bambina…
- Così piccolo non dovresti avere questi pudori!
- "Vi farò ringiovanire, e poi vi farò girare nudi per tutta la scuola!
Vedremo se non avrete pudori!"
- Ma non hai niente sotto il maglione, piccolo?
- Che genitori snaturati!
- Scommetto che è stato il papà a vestirti per ultimo!
- Ma te lo immagini Piton tenere un bambino?
- Non è capace di accudire se stesso, figurati un bambino!
- A una persona che non si lava mai dovrebbe essere proibito avere figli.
- E poi con quella faccia che si ritrova dovrebbe spaventarli a morte!
- Ecco fatto, piccolo! Ti senti meglio ora che sei di color melanzana?
- Ahio!
- Ingrato!
Piton si liberò con morsi e pugni dalle carezze e dalle coccole dei due ragazzi.
- Che razza di ragazzino!
- Tutto suo padre.
- Non ti permetterò di crescere come lui. A te occorre solo un po' di umiltà e tanta disciplina!
Intanto Hermione si era impossessata di carta e penna e aveva cominciato a scribacchiare come meglio poteva sul foglio. Harry abbandonò Ron alle sue lezioni di buona educazione e si avvicinò alla bambina.
- Ehi e tu cosa stai facendo? Disegni?
La ragazza gli mostrò il foglio. Harry impallidì.
- Ron… puoi venire un attimo…
- Non vedi che sto tenendo una lezione importante? Il futuro di questo bambino dipenderà molto dalla sua educazione. Suo padre non ha un briciolo di cuore, non può prenderlo come esempio; ci penserò io.
- Ron vieni…- la voce tremolante di Harry fece accorrere l'amico.
- Che c'è?
- Leggi qui…
La bambina si mordeva le labbra, stavano capendo, un po' in ritardo ma stavano capendo…
- Tu saresti Hermione?!
- Come ti sei ridotta così?
- E chi è l'altro bambino…
I due si voltarono, ma alle loro spalle non c'era più il bambino paffutello di prima. Nascosto dal mantello mentre si infilava i pantaloni c'era il professore di pozioni. Di istinto Ron si pulì energicamente la mano con cui prima aveva accarezzato la testa del bambino.
L'espressione del professore si fece più cupa. Addosso aveva ancora il maglione colore melanzana di Ron; finì di cambiarsi prima di dire una parola.
- Bene, Granger. Sono lieto di annunciarti che l'effetto della pozione dura solo poco più di un'ora, anzi probabilmente su di te durerà di meno visto che ti è esplosa addosso in quantità minore. Potter e Weasley si occuperanno di te fino ad allora, con molta cura… Visto come si stavano occupando di me poco fa…
Allungò il maglione al suo legittimo proprietario, ringhiando.
- Se avessi un figlio, Weasley, sta sicuro che sarebbe educato, a differenza di te!
Ron e Harry fissarono le labbra sottili del professore mentre queste sibilavano minacciose, poi gli occhi assassini, i capelli unti, … sentivano un profondo desiderio di farsi una doccia.
- Vi conviene non andare a raccontare in giro questa esperienza, se ci tenete alla pelle…sono anche troppo magnanimo!
Infatti era troppo magnanimo, probabilmente per la stanchezza e lo shock dell'esperienza.
- Purtroppo come hai detto tu Weasley, non ci sono provvedimenti che impediscano agli incompetenti di allevare figli, ma fate un favore al mondo e ai vostri futuri figli: pagatevi una balia! -
Li fissò ancora per qualche minuto prima di abbandonarli sconcertati nella classe.
I tre guardarono assenti la figura del professore; l'avevano insultato, accarezzato, picchiato, preso in braccio, baciato, cambiato, e lui li stava lasciando andare. Sicuramente si sarebbe vendicato nei prossimi giorni quando si fosse ripreso. Ora loro non potevano fare niente, anzi avevano fatto anche troppo…
HarryGirl
vampira vampira
Messaggi: 2963
Località: Depression City
MessaggioInviato: Dom 03 Apr 2005 16:55 pm    Oggetto:   

...haahah...incredibile Laughing
"Guar....da...mi"sussurrò. Gli occhi verdi incontrarono i neri, ma dopo un attimo qualcosa nel profondo di questi ultimi svanì, lasciandoli fissi e vuoti.
AlbusSilente
Hobbit
Messaggi: 63
Località: Grifondoro!!
MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2005 16:18 pm    Oggetto:   

Mad analfabeti....ve ne volevo dare altre, ma...
HarryGirl
vampira vampira
Messaggi: 2963
Località: Depression City
MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2005 17:07 pm    Oggetto:   

io non mi arrabbierei...anche se non ci sono commenti facci caso...questo post è stato letto o comunque visto da 94 utenti... Cool
"Guar....da...mi"sussurrò. Gli occhi verdi incontrarono i neri, ma dopo un attimo qualcosa nel profondo di questi ultimi svanì, lasciandoli fissi e vuoti.
CDuMbledore
Modessa Modessa
Messaggi: 14734
MessaggioInviato: Sab 09 Apr 2005 17:13 pm    Oggetto:   

Ma stai scherzando? Non se ne leggono tutti i giorni!
Se ne trovi altre non esitare a postarle!
Wink
(searching for)
luna
Balrog
Messaggi: 4924
Località: lucca
MessaggioInviato: Lun 11 Apr 2005 13:52 pm    Oggetto:   

Moltooo divertente Razz Wink
Domeniko
Balrog
Messaggi: 1265
MessaggioInviato: Lun 11 Apr 2005 15:26 pm    Oggetto: /   

MIO DIO....è bellissima...mi yha fatto venire le lacrime agli occhi... Laughing Laughing Laughing ma l'hai scritta tu o l'hai trovata???
"Guarda questa mia terra confiscata alla brutalità
Ascolta questa mia terra che chiede legalità
Terra bruciata dal sole che testarda rifiuta la sorte
Terra di sud che lotta, terra strappata alla morte" (Modena City Ramblers - Libera Terra)
AlbusSilente
Hobbit
Messaggi: 63
Località: Grifondoro!!
MessaggioInviato: Dom 24 Apr 2005 18:13 pm    Oggetto: Re: /   

L'ho trovata, ma non kiedetemi il sito... ce ne sono altre, mettete casomai su google "piton fanclub"
Severus
Hobbit
Messaggi: 62
Località: Spinner's End
MessaggioInviato: Lun 25 Apr 2005 10:12 am    Oggetto:   

Albus Silente....ma è...STUPENDA!!!! Laughing

Accidenti....credo che riderò fino a Natale almeno...eh eh eh!
yomismamente
Hobbit
Messaggi: 36
MessaggioInviato: Lun 25 Apr 2005 11:12 am    Oggetto:   

Troppo divertente! Laughing
Fanny
Soffio di fuoco
Messaggi: 3035
Località: Da brava fenice, sulle nuvole!!
MessaggioInviato: Sab 18 Giu 2005 13:03 pm    Oggetto:   

Ne ho lette tantissime di fanfiction su vari siti e ne ho anche scritta qualcuna, ma una divertente e scritta bene come questa mai! E' anche originale! sicuro che non ti ricordi da dove l'hai presa???
Comunque se volete leggerne qualcuna, c'è un sito solo di fanfiction.
AlbusSilente
Hobbit
Messaggi: 63
Località: Grifondoro!!
MessaggioInviato: Sab 18 Giu 2005 16:27 pm    Oggetto:   

Fanny ha scritto:
Ne ho lette tantissime di fanfiction su vari siti e ne ho anche scritta qualcuna, ma una divertente e scritta bene come questa mai! E' anche originale! sicuro che non ti ricordi da dove l'hai presa???
Comunque se volete leggerne qualcuna, c'è un sito solo di fanfiction.

Se vuoi leggerne altre divertentissime vieni sul forum di Domeniko nella sezione fanfiction...li ho messo le migliori di quel sito...ecco l'indirizzo:
http://www.forumcommunity.net/?s=2ffcd099014b1aa91c77354829cf4343&c=18339
Faelar
Gollum
Messaggi: 782
MessaggioInviato: Sab 18 Giu 2005 16:41 pm    Oggetto:   

AlbusSilente ha scritto:
Se vuoi leggerne altre divertentissime vieni sul forum di Domeniko nella sezione fanfiction...li ho messo le migliori di quel sito...ecco l'indirizzo:
http://www.forumcommunity.net/?s=2ffcd099014b1aa91c77354829cf4343&c=18339

veramente bella e divertente
ma le più belle postale anche qui, le aspettiamo Very Happy
CDuMbledore
Modessa Modessa
Messaggi: 14734
MessaggioInviato: Sab 18 Giu 2005 18:16 pm    Oggetto:   

Visto che vi piacciono molto le fanfiction e sotto suggerimento di un'esperta ho pensato di cambiare titolo a questo 3d per dare la possibilità a tutti di inserire fanfiction sulla vostra saga preferita (o quasi! Laughing )

Diamo però un paio di regole:
- si possono inserire fanfiction proprie
- di altri ma con il permesso dell'autore... o almeno mettete il link del sito da cui le avete prese e il nome dell'autore...

ok?

Buon divertimento!
(searching for)
Fanny
Soffio di fuoco
Messaggi: 3035
Località: Da brava fenice, sulle nuvole!!
MessaggioInviato: Sab 18 Giu 2005 18:24 pm    Oggetto:   

Allora inizio io!
Questa è una fanfiction che ho scritto qualche tempo fa, dopo Sanremo. E' una song-fic triste e malinconica di raiting PG (per la lettura di tutti, ma se troppo piccoli sotto la guida dei genitori). Protagonista è Draco Malfoy.
Vi lascio alla lettura e vi chiedo di commentarla alla fine.

Fanny



ANGELO


I destinatari di questa storia sono i veri soldati che rischiano ogni giorno la vita in guerra. In tutte le guerre, da quelle che sentiamo ogni giorno ai telegiornali, a quelle di cui non si parla mai perché avvengono in Paesi sperduti.

Buona lettura


ANGELO




2005-03-05

Quartiere periferico di Manchester, Inghilterra



Sono in missione. Non per conto degli auror, ma per quello dei mangiamorte. Alla fine la mia parte oscura ha dovuto avere il sopravvento su quella in luce.

Stasera devo uccidere. Uccidere per un uomo che non stimo. Uccidere per degli ideali in cui non credo. Uccidere per non essere a mia volta ucciso. Uccidere per marchiarmi. Marchiarmi come un mangiamorte, come un uomo assetato di sangue, razzista e malvagio. E pensare che non sono affatto così…

Non sono assetato di sangue, mi ripugna l’idea di dover uccidere, provo ribrezzo al solo pensare di dover guardare una goccia di sangue.

Non sono razzista. Certo, quando ero più piccolo lo ero, ma non era colpa mia. Ero stato educato così e non ero ancora nell’età di ribellarmi alle idee che mi venivano imposte o di pensare per conto mio. Solo ora, da grande, mi sono accorto che essere purosangue o mezzosangue non importa: abbiamo gli stessi poteri, le stesse mani, lo stesso cuore.

Non riesco a capire, dopo dieci anni in cui il mondo magico è in guerra, il perché dell’odio profondo che il Signore Oscuro nutre verso i babbani: sono uomini come noi, solo non hanno avuto la nostra fortuna di avere grandi poteri.

C’è silenzio nella strada. È naturale, è mezzanotte.

Non c’è luce nella via, non c’è luna nel cielo perché nascosta da grandi nubi nere.

Cammino nel silenzio totale della città, vestito di nero con l’eccezione della maschera argento dei mangiamorte. È meglio per me che sia buia la sera: sono un mangiamorte, vivo con il buio, muoio con la luce.



Notte fonda,

senza luna,

ed un silenzio, che mi consuma…



Da una casa provengono le note di una canzone. Sembrano più alte di quanto sono in realtà a causa del rimbombo della notte. È strano che a mezzanotte qualcuno ascolti la radio a così alto volume.

Le parole sono italiane, ma io le comprendo benissimo perché conosco questa lingua così articolata. Per i miei genitori è sempre stata importante la cultura e così, fin da piccolo, sono stato costretto a studiare altre lingue, oltre l’Inglese: il Francese, l’Italiano e il Latino, in più ho studiato a lungo la letteratura straniera, soprattutto italiana.



Il tempo passa in fretta

e tutto se ne va

preda degli eventi e dell’età.



È vero, il tempo è passato in fretta: ricordo ancora quando frequentavo Hogwarts. Ero ingenuo, beh, se un Malfoy può mai esserlo, spensierato, deciso a godermi ogni attimo che la vita mi porgeva. La guerra, quella vera e non quella alla quale tutti i bambini giocano, è scoppiata durante il mio quinto anno ad Hogwarts. Tutto il mondo magico è in guerra. Famiglie sono spezzate per le diversità di opinioni. Molti sono i morti, molti i feriti, molte le famiglie in lutto…

Anche la mia famiglia conta le sue vittime in questa guerra: mio padre è morto per un ideale in cui credeva più di se stesso, un fanatismo che lo ha spinto a cancellare la sua umanità verso il diverso, ma non ha resistito a lungo, è stato ucciso dagli auror. Non ho sofferto molto a causa della sua morte, non mi aveva mai trattato come suo figlio, ma solo come l’erede di un cognome prestigioso, un cognome indissolubilmente legato al male. Ma era pur sempre mio padre…

Sono passati otto mesi dalla sua morte, otto mesi in cui io vivo questo inferno di vita da mangiamorte: a causa della sua morte sono stato costretto ad arruolarmi nel lato oscuro, per difendere il suo onore, per non essere ucciso venendo considerato come un disertore, ma tutto questo non m’importa. Non ho paura di morire, ho paura di vivere se mi portano via il mio unico raggio di sole.



Ma questa paura per te, non passa mai.

Angelo, prenditi cura di lei.

Lei non sa vedere aldilà di quello che dà

E l’ingenuità che è parte di lei, è parte di me.



Non ho mai fatto niente di pregevole nella mia vita, ma la vita mi ha voluto fare un regalo.

Non lo meritavo, non lo aspettavo, ma soprattutto non ero pronto per accettarlo.

È la cosa più bella che mi sia mai capitata, la cosa più preziosa che ho, il raggio di sole che penetra nel buio costante che è la mia vita, mia figlia.

È nata il giorno in cui mio padre è morto. Una vita per una vita. Mio padre se n’è andato e lei è venuta al mondo. Forse c’è una ragione se lui è morto nello stesso istante in cui lei respirava per la prima volta. Forse lei è destinata ad essere migliore di lui e a creare qualcosa nel mondo che rimpiazzi tutte le azione maligne commesse da lui. Ed io, vedendola lì fra le braccia di sua madre, così piccola e indifesa, non ho voluto prenderla subito in braccio: ho avuto paura. Paura per i rischi che avrebbe corso sprovvista della protezione che il grembo materno le aveva donato per nove mesi, paura di non essere degno di crescerla, paura di vederla morire prima di me.

Queste paure non mi abbandonano mai, ma ogni volta che la guardo, vedo l’innocenza nei suoi occhi blu e mi si stringe il cuore al pensiero della sua incoscienza del mondo malvagio che regna oltre i muri ovattati che io e sua madre abbiamo costruito per proteggerla.

Lei non conosce la guerra che imperversa nelle strade e nelle città. Non conosce le calamità naturali che affliggono il mondo, non sa dell’esistenza di razzismo e pregiudizi che albergano fra gli uomini. E ogni volta che guardo quegli occhi innocenti di bambina di otto mesi e accarezzo i pochi capelli che ha sul capo, mi perdo nella sua dolcezza e dimentico, almeno per breve tempo, di tutti i problemi che mi affliggono.

Dio, se esisti nel cielo, manda un tuo angelo a vegliare sulla mia bambina. Lei non ha colpa se suo padre sta per diventare un assassino che serve un uomo senza scrupoli. Non ha colpa se si trova in mezzo a due schieramenti rivali che non esitano ad uccidersi. Non ha colpa se il mondo è ricco di malvagità. È una bambina innocente, non merita di morire prima di vivere le gioie dell’infanzia, i primi amori dell’adolescenza e soprattutto non merita di morire se prima non ha sperimentato l’amore di una famiglia.

Angelo, vegliala nel freddo della notte e fa che non le accada niente di male.



Cosa resta del dolore
e di preghiere se Dio non vuole?

Parole vane al vento.



Sto soffrendo ora, lontano da lei. Mi manca. Succede sempre così. Ormai la sua presenza è diventata una specie di droga, ma non è maligna, tutt’altro. Mi aiuta a non perdere quell’ultimo filo di speranza che alberga nel mio animo. Quel filo che neanche sotto le incredibili pressioni del Signore Oscuro e del razzismo si è spezzato. Quel filo che mi rende capace di continuare a sperare in un futuro. Certamente migliore di ora, ma l’importante è che ci sia un futuro.

Dio, fa che le mie parole non cadano come foglie morte nel vento. Fa che servano a qualcosa le preghiere.



Ti accorgi in un momento:

siamo soli…è questa la realtà?

Ed è una paura che…non passa mai.



Ho sempre avuto una grande paura nella mia vita: rimanere solo. Ecco perché non mi sono mai lasciato andare a vere amicizie che si sarebbero potute spezzare, ma preferivo portarmi dietro i due gorilla che mi seguivano solo perché attirati e allo stesso tempo impauriti dal mio cognome. Solo lei è riuscita a guardare al di là del mio aspetto burbero e a scoprire come sono fatto in realtà: un uomo privato dell’affetto dei suoi genitori e bisognoso d’amore. Proprio lei che non avevo mai notato come ragazza, ma solo come valvola di sfogo per il mio malumore e per il mio animo da bastardo. Lei che è diventata mia moglie. Lei che mi ha donato nostra figlia. È stata lei a scegliere il nome per la nostra bambina, per il nostro piccolo angelo: Aurora. È di buon augurio per la piccola e per noi perché simboleggia l’inizio di un nuovo giorno, di una nuova vita, la nuova vita che ci costruiremo insieme alla fine della guerra. Io, il mio raggio di sole e mia moglie, la mia ancora per la salvezza.

Io non sono più solo e non lo sarò mai più perché ho loro due a cui mi posso aggrappare in caso di bisogno. Le uniche due cose per cui la vita vale la pena di essere vissuta.



E tutto il dolore

Che grida dal mondo

Diventa un rumore

Che scava, profondo…



Tutto il dolore che provo durante questi giorni scuri è come un grido perforante lanciato dall’umanità che mi assorda e si posa sulle mie spalle già cariche di problemi. Questo rumore riesce a rodermi l’animo, a scavare all’interno del mio spirito e a uscire poi fuori. Esce nel silenzio. Nel silenzio di una lacrima.



Nel silenzio di una lacrima.



Una lacrima mi solca il viso. Una sola lacrima che, silenziosa, scivola via e s’infrange sull’asfalto ricoperto di brina. Alzo gli occhi al cielo. Ecco là, la luna. Le nuvole che la coprivano si sono diradate e lei è lì che, silenziosa e possente, mi fissa ma non mi giudica. Non ha pregiudizi, non dà giudizi. Si limita a guardare nell’animo per scoprire chi sei. La fisso anche io. Sembra quasi una persona reale, una nonna con i capelli bianchi che ti guarda e ti sorride, sembra quasi capire ciò che sento io nell’animo.

La canzone che stavo ascoltando fino a poco fa è finita. Si sente l’applauso di un pubblico e poi niente. Lo spettatore avrà deciso di andare a dormire e avrà spento quell’aggeggio babbano chiamato televisore. Chi ha composto questa canzone non sa che ha avuto il potere di risvegliare nel mio animo sentimenti profondi e nascosti. Non sa che ha avuto il potere di farmi piangere. Non sa che è riuscito a piegare la montagna di nome Draco Malfoy.

Nel silenzio della notte mi volto e vado alla mia missione nel frusciare di un mantello nero.

Oramai, per me, non c’è solo una via di scampo da un destino orribile: credere nella speranza di un futuro migliore.



FINE
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