Fantasy e fantascienza sono in guerra?


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Autore Messaggio
metalupo
Ospite

MessaggioInviato: Lun 26 Giu 2006 14:41 pm    Oggetto:   

dued ha scritto:

Be', il mio discorso era volutamente provocatorio e generico


Lo so... non m'ero messo in cattedra Very Happy
E come potrei con cotanta interlocutrice? Very Happy
metalupo
Ospite

MessaggioInviato: Lun 26 Giu 2006 15:00 pm    Oggetto:   

dued ha scritto:

Quanto alla crisi della FS, ho le mie idee, ma il messaggio sarebbe gia' troppo lungo...


Idee che posso trovare espresse in FS.com oppure devo strappartele dalla lingua? Very Happy
Mi interessano.... che dici se apriamo un altro thread apposta? Questo è il canale giusto. Però preferisco che prendi tu l'iniziativa così imposti il discorso già come lo vedi
Nimrod_
Nano
Messaggi: 132
MessaggioInviato: Lun 26 Giu 2006 15:32 pm    Oggetto:   

Rita ha scritto:
in un certo senso il popolo FS, finalmente libero dalle catene di un apertheid culturale, teme di ricadervi se dovesse mescolarsi con "quelle favolette di maghi e di draghi...".
In fondo, probabilmente a nessuno piace essere catalogato come "quello che legge ancora le favole", dopo che finalmente è passato da "quello che legge storie di robot e astronavi" a "quello che legge narrativa d'anticipazione".


Oddio potrebbe essere un motivo questo, ma quantomai, a parer mio banale, non leggere fantasy per paura di essere ghettizzati? Mi sembra una grossa sciocchezza se una lettura piace non ci si dovrebbe vergognare; in questo caso se si deve essere giudicati in base alle letture che si preferiscono dovremmo leggere tutti, per non essere considerati degli sciocchi, i grandi romanzi che sò tipo Guerra e pace, Orgoglio e pregiudizio, Anna Karenina, I promessi sposi ecc...
Con questa scusa che non stà nè in cielo nè in terra, i cosiddetti "amanti" del genere sf si danno da soli la zappa sui piedi.
Edea
Nano
Messaggi: 133
MessaggioInviato: Lun 26 Giu 2006 21:01 pm    Oggetto:   

Citazione:
nei confronti di quella cultura ufficiale che, come detto sopra, snobba i generi, sarebbe meglio presentarsi uniti

è quello che vorrei, quello in cui speravo. Per quanto i "generi" siano diversi (e quel che piace dipende dai gusti) hanno il comune il fatto di essere delle letture "popolari"(lo dico, anche se non ho mai esattamente capito che cosa si intenda con questo termine che tanto piace ai miei odiatissimi critici accademici snobboni). Al di là delle preferenze ero (stupidamente forse) convinta che proprio questo contribuisse a unire i lettori di quella "letteratura di serie b" proprio in forza delle critiche di cui siamo stanchi(almeno io ne sono stanca)
Sono nuovissima non solo dei forum, ma anche di internet, e non ho mai avuto modo di confrontarmi sulla letteratura fantastica con nessuno (i gusti letterari delle persone che conosco sono distanti dal fantastico in genere, salvo il mio amico Asthor), perciò sono rimasta sorpresa nel trovare(forse) quello snobbismo che mi infastidisce nei dibattiti come nei saggi.
Avete perfettamente ragione nel dire "chi se ne frega", ma immaginate la delusione di una novellina!
Citazione:
I critici letterari, o gli accademici, non li prenderei nemmeno in considerazione: almeno in Italia tutto quello che non è letteratura che ha uno stretto legame con la reltà, un po' come la sindrome da neorealismo che si ha nel cinema italiano, viene considerato di serie B.

Difficile non prenderli in considerazione quando si è "costretti" a imparare le loro parole, e quando ci si rende conto che, a parte la ristrettezza di vedute, non sono proprio dei cretini. A me piacerebbe vedere, qualche volta, tutta quella profondità di analisi "sprecarsi" di fronte ad un romanzo fantastico per cui valga la pena. Mi è dispiaciuto molto non trovare il nome di Tolkien nel manuale di letteratura inglese(almeno inseriscilo negli elenchi di nomi che dimentico il giorno stesso in cui li leggo, non è che sprechi inchiostro o carta se lo fai) e trovare invece Orwell. Con questo non voglio dire che uno sia migliore dell'altro, ma penso che anche Tolkien qualcosina la meriti.


Citazione:
T.U.F.K.A.C.*
Animula vagula, blandula Animula vagula, blandula
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MessaggioInviato: Lun 26 Giu 2006 21:54 pm    Oggetto:   

Ave,

Generalmente il denigratore a oltranza non sa bene di cosa parla. Vale per tutti i generi letterari, ma anche nella vita. Poi, i gusti sono gusti, certo. Ma credo che una persona dotata di buon senso non si ponga determinate barriere, leggendo ciò che più lo aggrada, dalla serie C alla serie A. Se gli piace, bene, altrimenti amen. Il resto sono seghe mentali da finti-snob-intellettualoidi. Wink

Divus Imperator Dixit.
*The User Formerly Known As Caesar

If I had another chance tonight, I'd try to tell you that the things we had were right
Rita
Ritatouille Ritatouille
Messaggi: 4837
MessaggioInviato: Lun 26 Giu 2006 22:50 pm    Oggetto:   

Nimrod_ ha scritto:
non leggere fantasy per paura di essere ghettizzati? Mi sembra una grossa sciocchezza se una lettura piace non ci si dovrebbe vergognare;


Non hai idea di quanto sia diffuso questo atteggiamento. Mi capita spesso di dichiarare tranquillamente che leggo FY e trovarmi di fronte a gente che mi guarda compassionevole (ricambio di cuore Rolling Eyes ) tanto quanto di trovarmi con persone che ammettono che sì, in effetti anche loro... ma perchè hanno visto la trilogia di ISDA e si sono incuriositi... Rolling Eyes
Esattamente come se leggere FY fosse vergognoso o quanto meno infantile. La cosa non mi turba, ma vedo che turba molti. Rolling Eyes
Nimrod_
Nano
Messaggi: 132
MessaggioInviato: Mar 27 Giu 2006 10:41 am    Oggetto:   

E' veramente triste doversi vergognarsi delle proprie letture, ma forse è proprio colpa dell'epoca in cui viviamo se si dà tanta importanza al giudizio degli altri.
Melian
Ospite

MessaggioInviato: Mar 27 Giu 2006 10:51 am    Oggetto:   

Ma non bisogna vergognarsi delle proprie letture!

Il problema non è nostro che leggiamo fantasy o fantascienza, è di coloro che non comprendono quanto anche questa letteratura possa essere ricca di temi possa fare pensare o anche semplicemente trasmettere emozioni.

Io sono passata per uffici dove prima se non leggevi la letteratura sudamericana avevi dei problemi e ora se non leggi Montalbano hai le antenne sulla testa. Immaginatevi quando dico che sto leggendo una saga fantasy o di SF.
Cos'hanno queste letture di diverso dai romanzi che leggiamo noi? Nulla!
Danno emozioni, intrattengono, divertono e magari fanno anche pensare.

Mi viene in mente una frase di Wilde “non esistono libri belli o libri brutti. Vi sono libri scritti bene e libri scritti male, questo è tutto."
metalupo
Ospite

MessaggioInviato: Mar 27 Giu 2006 11:16 am    Oggetto:   

Rita ha scritto:

La cosa non mi turba, ma vedo che turba molti. Rolling Eyes


E' una cosa che passa con gli anni. Ossia quando hanno alle spalle abbastanza letture da abbandonare le vecchie idee (assorbite dall'ambiente circostante, inconsciamente, quando non leggevano).
asthor
Hobbit
Messaggi: 21
Località: Fantasia
MessaggioInviato: Mar 27 Giu 2006 16:14 pm    Oggetto:   

Ciao a tutti, specie alla mia amica edea.
Personalmente mi sono trovato d'accordo quando ho letto della ristettezza di vedute degli accademici(ma non sono solo italiani)
Effettivamente la loro è una vera e propria inerzia mentale, che fa si che pensino solo ai libri realistica, o comunque verosimili(dal loro punto di vista),
Ma lasciarli perdere è praticamente impossibile:come dice edea, non sono dei novellini che non capiscono nulla, infatti capiscono perfettamente il messaggio inviato da gente come Kafka e Pirandello.Sono gente che conoscono bene il proprio mestiere,solo hanno un grosso difetto:l'atteggiamento aprioristico nei confronti di tutto ciò che non solo esce dai margini della realtà, ma proprio nei confronti di tutto ciò che oiace alla gente!!!
Il loro problema fondamentale è che ci prendono(uso il plirale per riferirmi a tutti noi lettori "spazzatura",o paralettori come ci definiscono),dicevo,ci prendono tutti come una massa di ignoranti!
In un saggio che ho studiato ho sentito palrlare di "Dante dato in pasto alla massa incolta" riferendosi alle prime uscite economiche dei classici...come dire "le perle ai porci"... ma io dico, accidenti a loro, ma se un libro viene letto da tante persone, un motivo ci dovrà pur essere,no? io non dico che "Alla ricerca del tempo perduto" di Proust non sia un capolavoro... ma se noi "massa incolta" tendiamo ad evitarlo è perchè ha in se qualcosa che non va, ma non certo la bellezza,sbaglio? e se questa ragione andasse ricercata invece nella distanza tra certe opere e la popolazione? insomma noi abbiamo bisogno di ritrovarci in ciò che leggiamo, abbiamo bisogno,in un certo senso, anche di ritrovare il nostro mondo, le nostre paure, le nostre speranze, i nostri sogni... se alcune opere "alte" vengono snobbate, non sarà invece che cercavano un effetto e ne ottengono un altro? magari vogliono sensibilizzare le persone (per esempio) ma se le persone non ci si ritrovano in quelli scritti, come fanno a sensibilizzarsi?
La fortuna va e viene... ma noi resteremo sempre qui a lottare!
Melian
Ospite

MessaggioInviato: Mar 27 Giu 2006 16:24 pm    Oggetto:   

Il fatto che questi "accademici" usino frasi come "Dante dato in pasto alla massa incolta" o altre simili dimostra che in realtà non capiscono nulla nè di letteratura nè tantomeno dei lettori e pertanto di fatto non conoscono poi così bene il loro mestiere: infatti, anzichè, invogliare la gente alla lettura, qualunque sia il genere, la allontanano.
metalupo
Ospite

MessaggioInviato: Mar 27 Giu 2006 16:27 pm    Oggetto:   

asthor ha scritto:
Dante dato in pasto alla massa incolta


Fucilate Benigni allora Very Happy Very Happy
Credo che la spiegazione a questi (inconsci) atteggiamenti non sia la sfiducia che la "massa" non capirebbe. Ma al contrario che capirebbe fin troppo... cose che da tempo non si sforzano più di vedere!

Al che la massa si comincerebbe a domandare: "Ma oltre a usare il telefono del dipartimento, tu, che fai?" Very Happy Very Happy Very Happy

asthor ha scritto:

Ma lasciarli perdere è praticamente impossibile:come dice edea, non sono dei novellini che non capiscono nulla, infatti capiscono perfettamente il messaggio inviato da gente come Kafka e Pirandello.


Naaaahhh... l'hanno letto in un testo scritto da uno che l'ha capito Wink
Edea
Nano
Messaggi: 133
MessaggioInviato: Mar 27 Giu 2006 19:05 pm    Oggetto:   

ciao a tutti, specialmente al mio amico Asthor Smile
"Dante dato alla massa incolta" è una frase ormai mitica, è talmente assurda che non mi arrabbio neanche, mi viene da sorridere(adesso...). Di solito non sono così estremi, ma penso che per molti questa frase sia il pensiero di fondo.

Citazione:
Credo che la spiegazione a questi (inconsci) atteggiamenti non sia la sfiducia che la "massa" non capirebbe. Ma al contrario che capirebbe fin troppo... cose che da tempo non si sforzano più di vedere!

Insomma, la "massa" capirebbe da sola e di conseguenza i critici non servirebbero più? Dipende dalle opere(leggere Dante senza note mi pare un pò complicatuzzo...)
Il problema, mi sembra che risieda anche in quella che io chiamerei avidità. Avidità di cultura, spesso chi ha studiato tanto(e degli accademici si può dire tutto tranne che non siano incredibilmente colti) dimostra una certa paura nel diffondere alla "massa" i risultati di quel che hanno imparato sui libri. Si chiudono in una nicchia ed escludono tutto ciò che non è difficile, legato alla realtà(e possibilmente con riferimenti alla lotta di classe che per loro racchiude il significato dell'esistenza), e sopratutto con ciò che è pessimista, che dica quanto la vita faccia schifo ecc. E di conseguenza no alla letteratura "facile", a quella che piace e che scorre sulla pagina(anche se Pirandello scorre benissimo). No al fantasy, si qualche volta alla fantascienza purchè non parli di viaggi spaziali e roba troppo fantasiosa. Forse un no alla fantasia più libera?
Voglio aggiungere che non tutta la cultura accademica è così chiusa in se stessa. Non dimentico di aver trovato in un altro saggio delle note che rimandavano ad Harry Potter, un caso unico ma pur sempre c'è stato.
Nimrod_
Nano
Messaggi: 132
MessaggioInviato: Mar 27 Giu 2006 22:56 pm    Oggetto:   

metalupo ha scritto:
Credo che la spiegazione a questi (inconsci) atteggiamenti non sia la sfiducia che la "massa" non capirebbe. Ma al contrario che capirebbe fin troppo... cose che da tempo non si sforzano più di vedere!


Mi ricordi un pò Silone con Fontamara, forse il fatto è proprio questo...forse hanno paura di perdere quella che pensano sia la loro supremazia culturale?
metalupo
Ospite

MessaggioInviato: Mer 28 Giu 2006 8:18 am    Oggetto:   

Nimrod_ ha scritto:

forse hanno paura di perdere quella che pensano sia la loro supremazia culturale?


No... molto più prosaicamente che qualcuno dell'amministrazone cominci a chiedere conto delle spese congressi
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